Impossibile impedire l’uso di ChatGPT a tuo figlio! Vi spiego il perché

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Da fine settembre, in Italia, OpenAI ha rilasciato il parental control per il suo prodotto ChatGPT, disponibile anche nella versione free.
Bloccare ChatGPT è possibile, ma richiede impostazioni informatiche avanzate.
Anche con il parental control, se il minore accede al semplice sito di ChatGPT senza effettuare il login, può tranquillamente farsi fare una versione di latino.
L’unico vero blocco sarebbe una blacklist sul router… CIAONE!!!
Se invece ci accontentiamo del loro parental control… vediamo come funziona e poi facciamoci una riflessione sul futuro di questi ragazzi.

Perché serve

ChatGPT è usato anche dai ragazzi per compiti e curiosità. I nuovi controlli genitori sono pensati per
rendere l’esperienza più adatta all’età, limitare funzioni non necessarie e impostare regole chiare in famiglia.
In Italia il consenso al trattamento dati per i minori richiede 14 anni.

Cosa fanno i controlli genitori

  • Collegamento account genitore-figlio: il genitore invita il figlio via e-mail e collega i due account.
  • Regole “adatte all’età”: risposte calibrate per adolescenti, con filtri su contenuti inappropriati.
  • Gestione di memoria e cronologia: puoi disattivare la memoria del chatbot e/o la cronologia delle chat.
  • Notifiche di emergenza: avvisi al genitore se il sistema rileva segnali di forte disagio.
  • Fasce orarie (se disponibili): blocchi d’uso in certi orari (es. notte o compiti).
  • Limitazione di funzioni extra: possibilità di togliere voce, immagini o altre modalità non necessarie.
Nota pratica: alcune voci possono apparire in modo leggermente diverso tra app e versione web e possono essere rilasciate gradualmente per Paese/utente.

Valgono anche con la versione gratuita?

I controlli genitori sono funzioni di piattaforma e non risultano limitati agli abbonati Plus.
Verifica comunque nelle Impostazioni del tuo account: la voce può comparire progressivamente.

Cosa NON fanno

  • Niente “spionaggio totale”: i controlli non aprono automaticamente tutte le chat del figlio.
  • Nessuna garanzia assoluta: sono barriere utili, ma la supervisione di un adulto resta fondamentale.
  • Disponibilità non identica ovunque: alcune opzioni (es. fasce orarie) potrebbero comparire più tardi.

Guida passo-passo (semplice)

1) Preparazione

  • Crea o accedi al tuo account genitore su ChatGPT.
  • Assicurati che tuo figlio abbia 14 anni o più e un suo account (con e-mail accessibile).
  • Parlatene insieme: obiettivo sicurezza, non controllo invasivo.

2) Collega l’account del figlio

  1. Accedi a ChatGPT con il tuo account e apri Impostazioni.
  2. Cerca la sezione Controlli genitori (o voce equivalente).
  3. Seleziona Invita account figlio e inserisci l’e-mail di tuo figlio.
  4. Tuo figlio riceve l’invito, accede e accetta il collegamento.
  5. Una volta collegati, potrai gestire le impostazioni dall’account genitore.

3) Impostazioni consigliate

  • Regole per adolescenti: lascia attive le impostazioni “adatte all’età”.
  • Memoria/cronologia: disattivale se vuoi evitare che il sistema conservi le chat.
  • Fasce orarie (se disponibili): es. blocco 22:00–7:00.
  • Notifiche di emergenza: abilita gli avvisi al genitore.
  • Funzioni extra: disattiva voce/immagini se preferisci un uso più essenziale.
Se non trovi la voce “Controlli genitori”: aggiorna l’app, prova da browser, esegui nuovamente l’accesso. In alcune aree le funzioni arrivano a scaglioni.

Consigli pratici

  • Fate una prova insieme: verificate che le limitazioni funzionino davvero.
  • Regole chiare: quando si può usare, per quanto tempo, per quali scopi.
  • Dialogo aperto: se vostro figlio chiede il perché di un blocco, spiegate l’obiettivo.
  • Controllo periodico: le piattaforme cambiano; rivedete le impostazioni ogni tanto.

Domande frequenti

Serve pagare per usare i controlli genitori?

No: i controlli non sono riservati agli abbonati Plus. Possono essere disponibili anche con l’account gratuito, con attivazione progressiva nelle impostazioni.

Posso leggere tutte le chat di mio figlio?

No. I controlli sono pensati per guidare e limitare, non per accedere a tutti i contenuti. Restano strumenti di tutela, non di sorveglianza totale.

Mio figlio usa un altro dispositivo/browser: i controlli valgono lo stesso?

Sì, se accede con lo stesso account collegato. Se usa un account diverso o non collegato, i controlli non si applicano.

Perché non vedo l’opzione “fasce orarie”?

Alcune funzioni arrivano gradualmente e possono variare per Paese/utente. Aggiorna l’app e ricontrolla periodicamente.

Crescere con ChatGPT: il rischio di un cervello che “non serve più”

Viviamo un tempo in cui la memoria sembra superflua. Se qualcosa non la so, la chiedo a ChatGPT.
Se non ricordo un nome, lo cerco. Se non capisco un concetto, lo faccio spiegare all’algoritmo.
E allora nasce la domanda: se tutto è a portata di clic, che ne è del mio cervello?

La fatica che forma

Il cervello umano si sviluppa con l’esercizio… Rischiamo di crescere generazioni che sanno trovare risposte ma non domande.

La scorciatoia che cancella il percorso

Quando demandiamo alla macchina non solo i conti, ma anche il ragionamento, alleniamo la pigrizia del pensiero.

“Ma tanto posso chiederlo a ChatGPT…”

Sapere che puoi chiedere tutto porta a non trattenere più nulla. Non stiamo dimenticando numeri: stiamo disimparando il ragionamento.

Educare all’uso, non all’abbandono

ChatGPT è una stampella del pensiero, non un pilota automatico. Prima si prova, poi si chiede aiuto; si verifica e si rispiega con parole proprie.

Genitori, docenti, adulti: la sfida è vostra

Servono regole spiegate e accompagnamento. Solo così la tecnologia diventa alleato, non anestetico del pensiero.


Diciamo che questi professori universitari non sono molto d’accordo con l’uso dell’AI

Nota legale (Italia): l’uso della piattaforma da parte di minori richiede il rispetto delle norme su privacy e consenso.
Per i minori di 14 anni occorre il consenso dei titolari della responsabilità genitoriale.

Felca, lo youtuber che ha costretto il Brasile a proteggere i minori online

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Chi è Felca

Felca è lo pseudonimo di Felipe Bressanim Pereira (Londrina, 1998), youtuber brasiliano nato come gamer e oggi noto per satira e video d’inchiesta. A metà 2025 pubblica un documentario autoprodotto, “adultização”, che denuncia l’esposizione precoce e la sessualizzazione dei bambini sui social network. Il video, volutamente non monetizzato, supera rapidamente le decine di milioni di visualizzazioni, diventando un caso nazionale.

Il contenuto del video

Nel filmato di quasi un’ora, Felca mostra:

  • bambini trattati come adulti da genitori in cerca di click;
  • algoritmi che spingono contenuti ambigui, facilitando l’accesso dei pedofili;
  • casi concreti, come Hytalo Santos, la giovane “Kamylinha” e il canale “Bel para Meninas”.

Felca definisce questo ecosistema tossico “Algoritmo P”: un meccanismo che premia i contenuti più visualizzati, senza filtri etici, generando denaro e popolarità ai danni dei minori.

La reazione immediata

  • 6–7 agosto 2025: pubblicazione del video.
  • Agosto 2025: la Procura della Paraíba sospende i profili di Hytalo Santos, apre un’inchiesta per sfruttamento sessuale di minori e traffico di persone, e ne ordina l’arresto.
  • Settembre 2025: il Ministero delle Finanze blocca temporaneamente gli account di “Kamylinha”.
  • Ottobre 2025: le principali piattaforme social avviano rimozioni e demonetizzazioni di contenuti legati ai minori.

L’effetto politico: 32 proposte di legge

Nel mese successivo al video, alla Camera dei Deputati sono stati presentati almeno 32 progetti di legge per rafforzare la tutela dei minori online e criminalizzare la “adultizzazione”. Diversi media brasiliani li hanno ribattezzati “Lei Felca”. Parallelamente, il Senato brasiliano ha approvato un disegno di legge che introduce pene più severe per chi espone minori in contesti sessualizzati o monetizza la loro immagine.

Casi simbolo citati nel video

  • Hytalo Santos: creator indagato e poi arrestato per presunti reati contro minori.
  • Kamylinha (Kamyla Maria Silva Félix): esposta da giovanissima in ambienti inadeguati e contenuti sessualizzati; i suoi profili social sono stati sospesi.
  • Bel para Meninas: vecchio canale YouTube che nel 2019 aveva già sollevato polemiche sull’esposizione dei bambini.

Che cos’è l’adultizzazione?

L’adultizzazione è l’esposizione di bambini e adolescenti a ruoli, immagini e comportamenti tipici del mondo adulto: look sessualizzati, linguaggio da “businessman precoce”, ambienti pieni di alcol o droga, oppure pressione a generare guadagni tramite i social. Spinta ai limiti, sfocia in abuso psicologico e sfruttamento sessuale.

Le conseguenze psicologiche

Psicologi ed esperti spiegano che l’esposizione precoce mina lo sviluppo emotivo e aumenta il rischio di disturbi d’ansia, depressione, impulsività e dipendenze. Le cicatrici possono durare tutta la vita, soprattutto se a esporre il minore sono i genitori o figure di fiducia.

Perché questa storia conta

Il caso Felca ha unito denuncia sociale, giornalismo indipendente e pressione pubblica. La viralità del video ha obbligato autorità, piattaforme e politici a intervenire con rapidità senza precedenti. Felca, evitando di monetizzare il contenuto, ha rafforzato la credibilità della sua denuncia: non una mossa per guadagnare, ma un atto di responsabilità civile. Oggi il Brasile sta discutendo norme più dure e controlli più stretti, e per la prima volta il dibattito sull’esposizione dei minori online è entrato nelle prime pagine di tutti i quotidiani.

Fonti principali

  • YouTube – Felca: “adultização”
  • CNN Brasil, Poder360 – arresto e indagini su Hytalo Santos
  • El País – reazione politica e corsa a nuove leggi
  • Gazeta do Povo, VEJA – profilo di Felca e impatto nazionale
  • Camera dei Deputati e Senato brasiliano – presentazione di 32 progetti e approvazione di un testo repressivo
  • Ministero delle Finanze – blocco dei profili di Kamylinha

 

🔒 La tua privacy vale più di un like

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👀 Perché ti deve interessare subito

La privacy a volte sembra roba da adulti. Ma pensa a questo:

  • Pubblicare una foto davanti a scuola dice a tutti dove sei ogni giorno.
  • Inoltrare lo screenshot di una chat di classe vuol dire regalare conversazioni private a chiunque.
  • Entrare in un canale WhatsApp pensando sia “privato” è un errore: chiunque abbia il link può leggere gli ultimi 30 giorni di aggiornamenti, anche senza seguirti.
➡️ Non è futuro lontano: è adesso.

🛡️ I tuoi diritti (anche se hai 14 anni)

In Italia ci sono regole speciali per proteggere i dati dei minori:

  • Se hai meno di 14 anni, per molti servizi serve il consenso di mamma/papà.
  • Dai 14 anni in su puoi esercitare diritti come:
    • chiedere la cancellazione di dati e foto;
    • far rimuovere un contenuto che ti riguarda;
    • sapere chi ha i tuoi dati e come li usa.

👉 Questo si chiama GDPR: il regolamento europeo che ti protegge online.

🎭 Social Hacking: la trappola non è un virus, è psicologica

Molte truffe non vengono da un hacker con il cappuccio, ma da messaggi studiati per farti cascare.

Esempi:

  • “Ho sbagliato numero, chi sei?” → parte la chiacchiera, poi ti chiede una foto.
  • “Hai vinto una gift card” → clicchi e inserisci dati.
  • “Sono l’amico dell’amico di tua sorella, mi dai il contatto?” → può finire in truffa o furto d’identità.
📌 Regola d’oro: se qualcuno insiste, ti fa fretta o ti chiede dati → probabile trappola.

Mini-quiz (2 minuti)

  1. Se ti dicono “devi cliccare ora”, rispondi no grazie.
  2. Se qualcuno ti chiede foto private: non inviare, parla con un adulto di fiducia.
  3. Se ti offrono soldi per condividere il tuo account: mai.

📡 Wi-Fi pubblico = sniffing (tradotto: ti leggono le chat)

Connettersi al Wi-Fi gratuito del bar o della stazione è comodo. Ma attenzione: chi è sulla stessa rete può “sniffare” i pacchetti, cioè intercettare quello che invii.

Questo può esporre: password, messaggi, foto.

⚡ Checklist veloce (quando sei su Wi-Fi pubblico):

🔒 NO home banking, NO inserimento password importanti, NO invio di foto personali.
📶 Se proprio devi usare internet: usa i dati del cellulare o una VPN affidabile.
🛑 Evita reti con nomi strani tipo “WiFi gratuito” senza conferma del locale.

💔 Revenge porn: non è colpa tua, ma devi reagire subito

Il revenge porn è la diffusione di foto o video intimi senza consenso. Capita spesso tra coetanei e a volte “per scherzo”. Non è mai uno scherzo: è un reato.

Cosa fare se succede

  1. Non avere vergogna: chiedi aiuto, non sei colpevole.
  2. Non pagare mai chi minaccia di diffondere foto (ricatto).
  3. Salva prove (screenshot, chat, link).
  4. Segnala subito:
    • Garante per la protezione dei dati personali – sezione minori/revenge porn (usa il sito ufficiale del Garante).
    • Polizia Postale – denuncia immediata (usa il portale della Polizia Postale).
    • Telefono Azzurro – 19696 (supporto e ascolto per minori).

📢 WhatsApp Canali: NON sono privati

Chiariamo:

  • I canali su WhatsApp sono pubblici per definizione.
  • Chiunque abbia il link può leggere gli ultimi 30 giorni di post, anche senza seguire il canale.
  • I numeri di telefono degli iscritti non sono mostrati al pubblico, ma i contenuti sì.
⚠️ Quindi: se pubblichi lì, è come scriverlo su un muro.

✅ Checklist da attaccare in camera

  • 🚫 Disattiva geotag nelle foto (controlla le impostazioni della fotocamera).
  • ⛔ Non inoltrare screenshot di chat senza il permesso di tutti gli interessati.
  • 🕵️‍♂️ Diffida di chi ti scrive con troppa fretta o ti promette regali facili.
  • 📡 Su Wi-Fi pubblico: mai inserire credenziali o inviare foto private.
  • 📱 In caso di problemi: segnala al portale della Polizia Postale, al Garante e chiama Telefono Azzurro (19696).

📞 Numeri utili

Polizia Postale
Portale e servizi per segnalare reati informatici o contenuti illeciti.
Telefono Azzurro
Numero: 19696
Supporto per minori: ascolto, orientamento, supporto psicologico.
Garante Privacy (Italia)
Sito ufficiale con sezioni dedicate a minori e rimozione contenuti.

🔁 Per i più grandi: lavoro, recruiter e responsabilità legale (17/18+)

Questa sezione è pensata per chi sta per compiere 18 anni o li ha appena compiuti: consigli pratici su recruiter che chiedono accesso ai social, falsificare l’età e responsabilità dei genitori.

Ti chiedono l’accesso ai social? Dieci secondi e basta

Quando cerchi lavoro o stage, potresti incontrare richiesta di controllare i tuoi profili social. Fermati e valuta:

Regole pratiche:

  • Mostrare contenuti pubblici (post, bio) può andare bene; non condividere account privati o password.
  • Se un’azienda chiede di vedere i messaggi privati (DM), è una richiesta invasiva — non cederla.
  • Puoi offrire uno screenshot pubblico del profilo (solo se non mostra messaggi privati) o dare link ai tuoi profili pubblici.

Se senti pressione o ricatto, documenta la richiesta (email o messaggio) e segnala al referente HR o, se necessario, alle autorità competenti.

Fingersi maggiorenne per servizi “solo adulti”: pericolo legale

Mentire sull’età per iscriversi a servizi riservati agli adulti è rischioso. In alcuni casi può configurare reati come la sostituzione di persona o comportare conseguenze contrattuali/penali.

⚠️ Non scherzare con i servizi per maggiorenni: può finire molto male.

Se sei minorenne: la responsabilità dei genitori

Fino a quando sei minorenne, alcune azioni online rientrano nella responsabilità civile e, talvolta, penale dei genitori o dei tutori. Questo significa che i genitori possono dover rispondere per danni causati dal comportamento online dei figli.

In pratica:

  • Creare profili falsi o partecipare a campagne di diffamazione può portare a richieste di risarcimento.
  • I genitori devono vigilare: non si tratta di “spiare sempre”, ma di educare e intervenire quando serve.

📌 Per chi è maggiorenne (17/18+): regole chiare

  • Se sei maggiorenne sei responsabile in prima persona dei post, commenti e immagini che condividi.
  • Non falsificare l’età: può essere reato di sostituzione di persona o altre fattispecie.
  • Se un’azienda ti chiede dati o accessi troppo invasivi, chiedi chiarimenti scritti e rivolgiti a un referente HR serio.

Checklist adult-style

Situazione Cosa fare
Azienda/reclutatore chiede accesso a messaggi o password Rifiuta: è invasivo. Mostra solo contenuti pubblici o link ai tuoi profili. Segnala se insistono.
Ti chiedono di mentire sull’età per una piattaforma “solo adulti” Rifiuta. Può essere reato. Non cedere.
Comportamenti online che possono danneggiare altri (diffamazione, profili fake) Non partecipare. Fino ai 18 i genitori possono essere coinvolti; dopo i 18 sei tu direttamente responsabile.

🎯 Conclusione – cosa mettere in testa

La tua immagine, i tuoi dati e quello che scrivi valgono più di un like. Proteggerti non è paranoia: è rispetto per te stesso.

  • Mai condividere password o messaggi privati, neanche con recruiter.
  • Non falsificare l’età.
  • Agisci sempre con consapevolezza: una foto, una chat, una bio possono durare per sempre.

La tua immagine online è potere: usala bene, con testa, lucida e libera.

Bambine e skincare: la deriva beauty che preoccupa genitori e dermatologi

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Negli ultimi anni si è diffuso un fenomeno che, fino a poco tempo fa, sembrava impensabile: bambine e preadolescenti che utilizzano maschere di bellezza, sieri anti-age, trattamenti per la pelle e routine complesse da “influencer”. Non si tratta più di casi isolati, ma di una vera e propria deriva beauty, spinta dai social e dal marketing di grandi marchi di cosmetici.

Un fenomeno globale, che tocca anche l’Italia

Negli Stati Uniti e in Europa si parla ormai di “tween skincare”, il mercato dei cosmetici rivolti a bambine tra i 9 e i 13 anni. L’Italia non è rimasta indietro: i dati riportati da testate come Corriere e Repubblica mostrano come il fenomeno stia crescendo anche nel nostro Paese, sospinto dall’emulazione delle influencer e dalla pressione dei coetanei.

Un’inchiesta di Rai News parla addirittura di “cosmeticoressia”, con baby-creator che recensiscono creme anti-rughe e trattamenti pensati per pelli mature, e che raggiungono milioni di visualizzazioni su TikTok.

Non stupisce quindi che si sia parlato di allarme sanitario: uno studio pubblicato su Pediatrics e ripreso dal Corriere mostra come i contenuti su TikTok promuovano prodotti inadeguati per i bambini, creando aspettative irrealistiche e rischi concreti per la salute della pelle.

Alcuni Paesi hanno iniziato a intervenire: in Svezia la vendita di creme anti-age ai minori è stata limitata, dopo l’allarme lanciato da dermatologi pediatrici.


La pelle dei bambini non è quella degli adulti


Per comprendere i rischi, è fondamentale sapere che la cute pediatrica è diversa da quella adulta:

  • è più sottile,
  • più permeabile,
  • con una barriera cutanea ancora in maturazione.

Questo significa che è più vulnerabile a sostanze irritanti e allergeni. La SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia) avverte che i cosmetici-giocattolo o i prodotti con profumi, coloranti e conservanti possono aumentare il rischio di dermatite da contatto.

Secondo i dati riportati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), tra il 13,3% e il 24,5% dei bambini non selezionati sviluppa sensibilizzazione da contatto, e in molti casi si tratta di allergie clinicamente rilevanti. Ciò significa che l’esposizione ripetuta a creme e trucchi può lasciare un “segno” sulla pelle dei bambini già nei primi anni di vita.


I pareri dei dermatologi pediatrici

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è stato chiaro: “Trucchi e make-up nei bambini comportano rischi di allergie, irritazioni e infezioni. La pelle va rispettata e non sovraccaricata di prodotti inutili.”

Gli specialisti raccomandano:

  • limitare il trucco a occasioni speciali,
  • usare solo prodotti certificati per l’età pediatrica,
  • evitare assolutamente cosmetici anti-age, sieri e maschere esfolianti,
  • insegnare l’importanza di rimuovere sempre il trucco con prodotti delicati.

L’AmicoPediatra ricorda che la dermatite da contatto nei bambini è frequente e spesso sottovalutata: serve rivolgersi subito a un dermatologo se compaiono arrossamenti o pruriti persistenti.


Ingredienti a rischio: quando la skincare diventa pericolosa

Alcuni ingredienti presenti nei prodotti “da adulti” sono particolarmente problematici nei bambini:

  • Retinolo e derivati della vitamina A: usati come anti-age, ma con margini di sicurezza ridotti, tanto che l’UE ha posto limiti severi.
  • Acido salicilico: ammesso in basse concentrazioni solo in certi cosmetici, ma vietato sotto i 3 anni.
  • Profumi, coloranti, conservanti: tra le cause più comuni di allergia nei piccoli.

Il problema è che molti prodotti sponsorizzati online come “naturali” o “gentili con la pelle” non rispettano i criteri pediatrici.


Le linee guida e le regole europee

L’Europa non è rimasta ferma. Nel 2023 il CD-P-COS ha aggiornato le Linee guida per i cosmetici destinati ai bambini (tradotte e commentate da AIDECO). Le raccomandazioni sono chiare:

  • per i 0–3 anni → usare solo prodotti strettamente necessari (detergente, idratante, solare),
  • per i 3–12 anni → grande cautela, niente routine multi-step o attivi forti,
  • valutazione di sicurezza specifica per questa fascia di età obbligatoria.

Il Regolamento europeo 1223/2009 obbliga già i produttori a garantire la sicurezza dei cosmetici per bambini, ma i fatti mostrano che il marketing corre più veloce della normativa.


Effetti a lungo termine: cosa sappiamo davvero?

Qui sta il punto cruciale: non esistono ancora studi longitudinali che abbiano seguito bambini sani sottoposti per anni a skincare da adulti. Ma i dati disponibili mostrano:

  • sensibilizzazione e allergie sempre più frequenti in età pediatrica,
  • rischio aumentato di dermatite cronica con esposizioni ripetute,
  • potenziale impatto psicologico: i bambini crescono convinti di dover “correggere” una pelle che invece è perfettamente sana.

In altre parole: non sappiamo esattamente cosa succede dopo 10 anni di maschere e sieri su una pelle immatura, ma i segnali non sono incoraggianti.


Cosa possono fare i genitori

  • Diffidare di routine complesse viste su TikTok o Instagram.
  • Scegliere pochi prodotti certificati, mirati all’età (detergente delicato, crema idratante, solare).
  • Ricordare che la pelle dei bambini è nuova e sana, non ha bisogno di anti-age.
  • Consultare un dermatologo pediatrico al primo segno di reazione cutanea.
  • Parlare con i figli: la cura di sé non è inseguire una beauty routine da adulti, ma imparare a rispettare il proprio corpo.

Il business formatosi attorno alla tween skincare: profitto, marketing e baby influencer

Negli ultimi anni, il settore della bellezza ha individuato un segmento prima quasi inesistente: le bambine e i preadolescenti (le cosiddette tween) come consumatrici attive di skincare. In Italia, secondo Corriere.it, il mercato della “tween skincare” vale già 450 milioni di dollari (circa 415 milioni di euro), con una crescita attesa di 6,7% annuo. L’Italia figura tra i cinque mercati principali al mondo, insieme a USA, Corea e Cina. (Corriere)

A livello globale, il potere d’acquisto delle generazioni più giovani—Gen Z e Gen Alpha—nel comparto beauty è impressionante: si parla di 450 miliardi di dollari per il segment teen beauty, con proiezioni di crescita del 48% entro il 2030. (Beauty Pambianconews)

Un report del Boston Consulting Group rivela che negli Stati Uniti gli adolescenti rappresentano circa il 10% del mercato beauty, spendendo oltre 5 miliardi di dollari in un anno solo in skincare, makeup e profumi. Il 23% della crescita complessiva del settore beauty è trainato da loro, con un’età media di inizio skincare scesa a 12 anni. (Boston Consulting Group)

A livello più ampio, il settore beauty globale vale quasi 1.100 miliardi di dollari nel 2024, con previsioni di crescita fino a 1.800 miliardi entro il 2034. (Beautydea)


Strategie delle aziende: packaging accattivante, linee ad hoc, baby influencer

Le aziende hanno risposto creando linee di prodotti dedicate ai più giovani, caratterizzate da packaging color pastello, giocoso, toy-style, e da formule spesso identiche a quelle per adulti—ma presentate come “giuste” per i più piccoli. Questo ha attirato un nuovo segmento di consumatrici, spinto principalmente da social e influencer. (Milano Finanza, il Salvagente)

Il fenomeno va ben oltre l’offerta: è un meccanismo di fidelizzazione precoce. Con #SephoraKids, le bambine diventano baby influencer, condividono routine skincare, recensioni e “haul” sui social, creando l’hype tra coetanee e incoraggiando un consumismo imitativo. (Vogue Business, Financial Times, Trade Community Parma)

Vogue Business racconta come i “Sephora kids”—tweens attratte da prodotti costosi come sieri Drunk Elephant o maschere Laneige—frequentino i negozi adulti, preferendo esperienze beauty aspirazionali. Le aziende lanciano linee come Revolution Skin, pensate appositamente per Gen Alpha, con formulazioni semplificate e packaging “innocenti” ma efficaci. (Vogue Business)


Numeri che raccontano il fenomeno

  • I consumatori più giovani stanno trasformando il settore: per una banca d’investimenti (Piper Sandler), la spesa degli adolescenti è aumentata del 19%, con le preadolescenti che rappresentano il 49% del consumo skincare. Il fatturato globale previsto supera i 9 milioni di euro nel 2024, con 160 milioni di utilizzatori finali. (beautyToBusiness)
  • Un report di Adelaide Now rileva che la generazione Alpha ha una spesa potenziale fino a 5,5 trilioni di dollari entro il 2029, alimentando un mercato sempre più rivolto ai giovani. (Adelaide Now)
  • The Guardian sottolinea come bambine di 10 anni investano tempo e denaro in rituali di skincare complessi, guidate da social e peer pressure, con brand come Drunk Elephant e Glow Recipe in cima alle preferenze. (The Guardian)
  • The Australian evidenzia che il mercato globale della skincare è destinato a crescere da 190 miliardi di dollari (2022) a 260 miliardi (2027), con i tweens (Gen Alpha) fra i principali motori di questa espansione. (The Australian)

Che ne pensano utenti e osservatori?

“Non riesco a credere quante bambine di 9 anni stiano comprando skincare/make-up e usando tester.”
“I tween non hanno bisogno di skincare anti-age. Bastano un buon detergente e una crema idratante.”
(Reddit)

“Le aziende sono così avide e non fanno nulla per scoraggiare i bambini dall’usare attivi aggressivi. Dovrebbero informare meglio o limitare l’offerta.”
(Reddit)


Conclusione

Il segmento tween skincare non è solo una tendenza: è diventato un giacimento commerciale. Le aziende stanno investendo pesantemente per fidelizzare consumatrici sempre più giovani, grazie a strategie di marketing multicanale, packaging allure e baby influencer entusiasti. Il risultato? Un nuovo mercato da centinaia di milioni (se non trilioni), in cui la salute e la consapevolezza dei più piccoli rischiano di essere secondarie rispetto al profitto e alla costruzione di clienti per la vita.

Smartphone e cervello: uno studio rivela effetti devastanti sulla Generazione Z

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Gli smartphone stanno riscrivendo il nostro cervello: un allarme senza precedenti

Sempre più genitori si interrogano sugli effetti che TikTok, Instagram e l’uso compulsivo dello smartphone hanno sui propri figli. Non è più solo una preoccupazione istintiva: la scienza conferma che la dipendenza da dispositivi digitali sta modificando in profondità il nostro cervello, e il ritmo di questo cambiamento è impressionante.

L’allarme dagli studi sulla Generazione Z

Secondo un’analisi pubblicata dal Financial Times sulla base della Understanding America Study, la coscienziosità – ossia la capacità di responsabilità, coerenza e autocontrollo – è crollata tra i giovani dai 16 ai 39 anni. In pochi anni, questo tratto caratteriale è sceso da livelli medio-alti a valori tra i più bassi, mentre negli adulti non dipendenti dallo smartphone è rimasto pressoché stabile.

Un grafico dell’articolo è diventato virale, perché sintetizza bene la situazione:

«Smartphone e servizi di streaming sono i principali indiziati. I media digitali iperattivi hanno moltiplicato le distrazioni e reso più facile che mai abbandonare i propri impegni. La comodità del mondo online fa apparire caotici e faticosi gli obblighi della vita reale. La diminuzione delle interazioni personali alimenta fenomeni come il ghosting

E non si tratta solo di attenzione: anche fiducia, estroversione e capacità di relazionarsi nel mondo reale stanno rapidamente calando. Basta guardarsi intorno in un parco: la maggior parte delle persone non interagisce, ma fissa lo schermo.

Una rivoluzione più grande della stampa

Gli studiosi parlano di una trasformazione epocale, paragonabile – se non superiore – all’invenzione della stampa. Ma con una differenza fondamentale: la stampa ha impiegato secoli a cambiare la società, mentre lo smartphone lo ha fatto in appena un decennio, senza lasciare il tempo a nessuna forma di adattamento.

In pochi anni miliardi di cervelli si sono connessi a una “meta-realtà” sempre attiva e stimolante, un flusso di informazioni governato da algoritmi che premiano le voci più rumorose e autoreferenziali. Lo smartphone non è uno strumento di riflessione, ma un distributore automatico di stimoli che ci allena alla ricerca continua di novità, conferme e gratificazione immediata.

Il prezzo? La nostra capacità di attenzione profonda, quella che permette di concentrarsi davvero, di mantenere l’autocontrollo e portare a termine progetti.

È già troppo tardi?

Le piattaforme digitali prosperano sulla nostra distrazione, e non hanno alcun interesse a “curare” questa dipendenza. Funzioni come i timer delle app, lo schermo in bianco e nero o i cosiddetti digital detox rischiano di essere solo cerotti su una ferita molto più grave. Lo smartphone ha già rimodellato il modo di pensare, di sentire e di vivere le relazioni di un’intera generazione.

La consapevolezza come unico antidoto

Il primo passo è riconoscere che viviamo in una vera e propria economia dell’attenzione, dove la risorsa più preziosa siamo noi stessi. Consumiamo la nostra capacità di concentrazione come fosse carburante a basso costo, senza renderci conto che si tratta di un bene limitato.

Così come l’industrializzazione ha portato ricchezza ma anche inquinamento, i dispositivi digitali ci hanno dato enormi opportunità ma hanno creato una nuova forma di contaminazione: quella mentale. Forse servirà presto un movimento collettivo per “ripulire” la nostra mente come un tempo si è fatto con l’ambiente.

Nel frattempo, la domanda rimane: sapremo reagire a questa trasformazione, o ci limiteremo a scrollare l’ennesimo video su TikTok?

📌 Fonte ispiratrice: Uncut-News – Alarming New Study Finds Smartphones Ruining Our Brains at Unprecedented Speed

Future generazioni a confronto

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Questo post nasce da una riflessione fatta al cinema. Sono andato a vedere il film “Civil War”. Non sono un cinefilo, quindi questa non è una recensione o una valutazione di valore. A me è sembrato un bel film. Non è stato quello che credevo: gli americani i più fighi del mondo… il film mostra uno spaccato di vita dei fotoreporter e degli inviati di guerra.

Il film è classificato come +14 eppure davanti a me si è seduta una famiglia con un bambino tra gli 8 e i 10 anni. Non sapevo della classificazione +14, ma già le pubblicità prima del film non erano certo adatte a un bambino. Il bambino si presentava con una tuta della Nike, scarpe Jordan, una vistosa collana al collo e capelli biondi. Nella prima scena del film, una bomba esplode su suolo americano e il bambino ad alta voce dice: “È arrivato Putin in America!!” e il padre fa “Shhhhhhh”. La madre, per la maggior parte del film, ha scrollato il telefono tra Instagram, TikTok e WhatsApp, facendo anche foto allo schermo per condividerle chissà con chi.

Perché questa descrizione? Perché purtroppo riscontro che molte famiglie siano simili. Tutti diranno “la mia no…”, ma sicuramente qualcuno lo sarà e dirà “la mia no…”. Di mattina presto o prima di andare a letto, chiedo a mio figlio di collegarsi al gioco Brawl Stars e di vedere quanti suoi compagni di classe sono online a giocare: Troppi…..

Domenica mattina alle 8:30 ci sono già 5 compagni online che giocano… la sera durante i giorni feriali alle 10:45 ci sono 7/8 compagni che giocano, ma la cosa peggiore è quando è stato malato che mi ha fatto vedere che ci sono bambini che giocano in classe ed erano online durante l’ora di lezione.

Non mi stupisco, vi invito a vedere le live di TikTok in orario scolastico e vi stupirete di quante live da scuola ci siano di ragazzi e ragazze in diretta dal proprio banco o da una classe vuota. Ricordiamo che le regole di TikTok stabiliscono che prima dei 18 anni non si possa andare in live.

Una notte sono entrato nelle live di TikTok e c’erano due ragazzine che non arrivavano ai 12 anni e che avevano circa 1500 persone connesse e nei commenti chiedevano loro di mostrare i piedi in cam. La tenerezza provata quando loro due si sono guardate e ad alta voce si sono dette: “Ma perché ci chiedono in tanti di far vedere i piedi?”

I lupi sono in agguato…… SEGNALIAMO TUTTI I MINORI IN LIVE !!!!!!!! Come si fa a segnalare un minore in live? Nella finestra della live, premere sui 3 puntini … Poi si clicca su SEGNALA, TUTELA MINORI, SOSPETTO DI UTENTE MINORE

Il grosso problema di TikTok, che abbiamo già affrontato in altri articoli, è che è studiato per rincoglionire le persone. L’algoritmo è violento ed è programmato ad hoc per proporre contenuti futili. Ti studia, capisce cosa ti interessa e vedrai che ti manderà un mix tra il più futile e quello che ti fa rimanere più possibile attaccato allo schermo.

Sono veramente preoccupato per i ragazzi. Nei nostri incontri di persona nelle scuole o nei centri giovani diciamo sempre che la prevenzione si fa nelle scuole elementari e alle medie già è molto più complesso.

Diamo uno sguardo verso la nazione che questa app e il suo algoritmo hanno performato.

Premesso che è stato detto che l’algoritmo di TikTok e quello di Douyin (versione cinese di TikTok) sono diversi in quanto il secondo spinge contenuti edificanti, patriottici e non effimeri.

https://guruhitech.com/la-versione-cinese-di-tiktok-mostra-contenuti-totalmente-differenti/

Translator

Vi condivido alcuni video che aiuteranno a farsi un’idea sulla differenza di abitudini scolastche e ludiche. Da queste si puo’ ipotizzare gli adulti che saranno questi bambini.

Translator

 

Translator

 

Translator

Diamo uno sguardo alle attività dei bambini cinesi: Rimango sorpreso paragonando le attività dei nostri ragazzi con le loro:

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Anti stress per chi sta tanto a sedere, una  tecnica presa sul serio non come un gioco o con imbarazzo e vergogna

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Assolutamente contrario. Esercitazioni militari alle elementari

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Coorinamento e ballo

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Un Aspetto ludico sicuramente molto preoccupante. Se arrivasse da noi non permettiamolo!

L’intelligenza artificiale può violare i sistemi di protezione?

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Oggi vogliamo parlare di Intelligenza Artificiale.
Cosa si intende per intelligenza artificiale?
L’Intelligenza Artificiale è una branca dell’informatica che cerca di simulare l’intelligenza umana in una macchina. I sistemi di intelligenza artificiale sono basati su algoritmi, che utilizzano tecniche come machine learning e deep learning per dimostrare un comportamento “intelligente”.

Nei mesi scorsi abbiamo sperimentato le ‘Intelligenze Artificiali’, cercando di capirne di più e ponendo loro domande su argomenti difficili e contradditori di attualità così da testare le loro risposte e per fare chiarezza sulle loro capacità.

Come molti di voi avranno letto, i giornali hanno parlato di sim card telefoniche per minori e di sistemi di protezione da attivare su queste. Questi sistemi avrebbero dovuto già essere attivi dal 2020.

Nonostante siano passati tre anni dall’ipotetica data di attivazione tutt’oggi non è chiaro come possa essere attuabile tale procedura visto le attuali leggi. I dubbi restano:

Come puo’ un bambino intestarsi un contratto telefonico, visto che fino all’età di 14 anni non puo’ neanche accettare il trattamento dei dati?
– Sarà una cointestazione? Ad oggi non è chiara la situazione.
– Cosa succederà con tutti i dati personali e di navigazione sicuramente generati da un bambino/adolescente. Approfitteranno? e chi sarà a farlo? L’operatore della compagnia telefonica e/o i servizi web?

In tutta questa incertezza, quale miglior modo per fare chiarezza, che interpellare l’intelligenza artificiale su questo tema?
Abbiamo scelto Bard di Google e ci abbiamo fatto “due chiacchere”.
Nelle nostre simulazioni con Bard partecipano due persone di fantasia create da noi per l’occasione.

Nella prima conversazione Franco, un padre di un bambino minorenne si rivolge all’Intelligenza Artificiale in cerca di chiarimenti sulla procedura per l’attivazione della Sim per il figlio.

Nella seconda conversazione Giulio, un bambino di 10 anni vuol capire cosa succederà alla sua navigazione con il nuovo sistema di protezione delle Sim.

Leggete quello che IA ci ha risposto…

Ciao, tu sei aggiornata a che giorno?

Ciao! Oggi è sabato 18 novembre 2023. Sono aggiornata a questo giorno, quindi posso rispondere alle tue domande in modo accurato e completo. Posso accedere e elaborare informazioni dal mondo reale tramite Ricerca Google e mantenere la mia risposta coerente con i risultati di ricerca.
Come posso aiutarti oggi?

Ho letto che lo stato italiano obbligherà i provider telefonici a fornire un blocco delle sim card per i minori, ti risulta?

Sì, è corretto. L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha deliberato il 28 ottobre 2023 l’obbligo per gli operatori telefonici di fornire un sistema di controllo parentale automatico per le sim card intestate a minori di 18 anni. Il blocco sarà attivo per otto categorie di siti web e applicazioni che l’Agcom ha individuato come “inappropriati” per i minori, tra cui:

  • siti pornografici;
  • siti che incitano all’odio o alla violenza;
  • siti che promuovono il gioco d’azzardo;
  • siti che promuovono la vendita di armi o stupefacenti;
  • siti che promuovono la pirateria informatica;
  • siti che promuovono la diffusione di fake news;
  • siti che promuovono il bullismo o il cyberbullismo.

Il blocco sarà attivo dal 21 novembre 2023, sia per le nuove sim card intestate a minori, sia per le sim card già in uso. I genitori o i tutori dei minori potranno disattivare il blocco in qualsiasi momento, tramite l’apposita procedura prevista dall’operatore telefonico.

L’obiettivo di questa misura è quello di proteggere i minori da contenuti online potenzialmente dannosi o pericolosi.

Come puo’ essere intestata una sim card ad un minore? L’intestazione di una sim card prevede un contratto, come può firmarlo un minore?

In Italia, l’età minima per acquistare una sim card è di 15 anni. I minori di 15 anni possono acquistare una sim card solo se accompagnati da un genitore o tutore legale, che dovrà firmare il contratto di sottoscrizione.
Il contratto di sottoscrizione di una sim card è un documento legale che vincola il cliente all’operatore telefonico. Il contratto prevede una serie di clausole, tra cui le condizioni di utilizzo della sim card, i costi del servizio e le modalità di recesso.
Il minore, in quanto persona giuridicamente incapace, non può stipulare un contratto. Pertanto, il contratto di sottoscrizione della sim card deve essere firmato dal genitore o tutore legale del minore.
Il genitore o tutore legale, firmando il contratto, assume la responsabilità di tutte le obbligazioni derivanti dal contratto, comprese le eventuali morosità.
In alternativa, il minore può acquistare una sim card intestata a un genitore o tutore legale. In questo caso, il minore sarà l’effettivo utilizzatore della sim card, ma il titolare del contratto sarà il genitore o tutore legale.
L’operatore telefonico può chiedere al genitore o tutore legale del minore di presentare una copia del documento d’identità del minore.

Quale è l’operazione tecnica che faranno gli opratori telefonici per bloccare gli accessi ai minori dei siti elencati?

Gli operatori telefonici utilizzeranno una serie di tecniche per bloccare gli accessi ai minori dei siti elencati dall’Agcom.
Una tecnica utilizzata è quella di utilizzare un sistema di filtraggio dei contenuti. Questo sistema analizza il traffico internet in uscita dalla sim card del minore e blocca l’accesso ai siti che rientrano nelle categorie individuate dall’Agcom.
Un’altra tecnica utilizzata è quella di utilizzare un sistema di blocco dei domini. Questo sistema blocca l’accesso ai domini dei siti inappropriati.
Infine, gli operatori telefonici possono utilizzare anche un sistema di blocco delle IP. Questo sistema blocca l’accesso ai server che ospitano i siti inappropriati.
La tecnica specifica utilizzata dall’operatore telefonico dipenderà dal tipo di infrastruttura di rete che utilizza.
Ecco un esempio di come potrebbe funzionare il sistema di filtraggio dei contenuti:
Quando un minore tenta di accedere a un sito inappropriato, il suo dispositivo invia una richiesta al server del sito. Il server del sito invia una risposta al dispositivo del minore.
L’operatore telefonico, prima che la risposta del server del sito arrivi al dispositivo del minore, la analizza per verificare se contiene contenuti inappropriati. Se la risposta contiene contenuti inappropriati, l’operatore telefonico blocca la risposta e il dispositivo del minore non può accedere al sito.
Il sistema di filtraggio dei contenuti può essere efficace nel bloccare l’accesso ai minori ai siti inappropriati. Tuttavia, è importante notare che nessun sistema è perfetto. È possibile che i minori trovino modi per bypassare il blocco.
Per questo motivo, è importante che i genitori e i tutori legali dei minori siano consapevoli dei rischi online e che monitorino l’utilizzo di internet dei minori.

Ma non basta un software di vpn per aggirare questo filtro?

Sì, è possibile aggirare il filtro dei contenuti per minori utilizzando un software VPN.
Una VPN, o Virtual Private Network, cripta il traffico internet tra il dispositivo del minore e il server della VPN. Questo rende impossibile per l’operatore telefonico analizzare il traffico internet e bloccare l’accesso ai siti inappropriati.

Quando un minore utilizza una VPN per accedere a un sito inappropriato, il suo dispositivo invia una richiesta al server della VPN. Il server della VPN cripta la richiesta e la invia al server del sito inappropriato. Il server del sito inappropriato riceve la richiesta criptata e la decripta.
L’operatore telefonico non può vedere la richiesta originale, quindi non può bloccarla.
Tuttavia, è importante notare che le VPN non sono completamente anonime. L’operatore della VPN può vedere il traffico internet criptato in uscita dal dispositivo del minore.
Inoltre, le VPN possono essere utilizzate per scopi illegali, come la pirateria informatica o il traffico di droga.
Per questo motivo, è importante che i genitori e i tutori legali dei minori siano consapevoli dei rischi associati all’utilizzo di una VPN.
Ecco alcuni consigli per proteggere i minori dai contenuti online inappropriati:

  • Parlate con i vostri figli dei rischi online e delle conseguenze dell’accesso a contenuti inappropriati.
  • Impostare controlli parentali sul dispositivo del minore.
  • Monitorate l’utilizzo di internet dei vostri figli.
  • Incoraggiate i vostri figli a segnalare contenuti inappropriati che incontrano online

A me questo blocco sembra veramente inefficace

Hai ragione, il blocco dei contenuti per minori può essere inefficace.
Ecco alcuni motivi per cui:

  • I minori possono trovare modi per bypassare il blocco, ad esempio utilizzando una VPN.
  • Il blocco può essere troppo restrittivo e impedire ai minori di accedere a contenuti che sono in realtà appropriati per la loro età.
  • Il blocco può essere fonte di frustrazione per i minori e può portare a comportamenti oppositivi.

Il blocco dei contenuti per minori può essere un elemento di una strategia di protezione dei minori online, ma non è una soluzione definitiva. È importante che i genitori e i tutori legali dei minori siano consapevoli dei rischi online e che adottino misure per proteggere i loro figli.
Ecco alcuni consigli per proteggere i minori dai contenuti online inappropriati:

  • Parlate con i vostri figli dei rischi online e delle conseguenze dell’accesso a contenuti inappropriati.
  • Impostare controlli parentali sul dispositivo del minore.
  • Monitorate l’utilizzo di internet dei vostri figli.
  • Incoraggiate i vostri figli a segnalare contenuti inappropriati che incontrano online.

Questi consigli possono aiutare a proteggere i minori dai contenuti online inappropriati e a promuovere un uso sicuro e responsabile di internet.

Come mai se un minore non puo’ accettare il trattamento dei dati in italia prima dei 14 anni, segue che non puo’ avere una mail propria e senza una mail non puo’ registrarsi a nessun social….eppure l’italia è piena di minori su tik tok e instagram?

In Italia, l’età minima per accettare il trattamento dei dati personali è di 14 anni. Questo significa che un minore di 14 anni non può fornire il proprio consenso al trattamento dei suoi dati personali, ad esempio per la creazione di un account su un social network.
Tuttavia, i social network non sono in grado di verificare l’età degli utenti. Pertanto, è possibile che un minore di 14 anni possa creare un account su un social network utilizzando i dati personali di un adulto, ad esempio di un genitore o di un tutore legale.
Inoltre, è possibile che un minore di 14 anni possa creare un account su un social network utilizzando un indirizzo email non valido, ad esempio un indirizzo email temporaneo.
Queste sono alcune delle ragioni per cui l’Italia è piena di minori su TikTok e Instagram.
Ecco alcuni consigli per i genitori e i tutori legali dei minori:

  • Parlate con i vostri figli dei rischi online e delle conseguenze dell’utilizzo dei social network prima dei 14 anni.
  • Monitorate l’utilizzo dei social network dei vostri figli.
  • Impostare controlli parentali sul dispositivo dei vostri figli.

Questi consigli possono aiutare a proteggere i minori dai rischi online e a promuovere un uso sicuro e responsabile dei social network.
Inoltre, è importante che i social network adottino misure per verificare l’età degli utenti. Ad esempio, potrebbero richiedere agli utenti di fornire una copia del loro documento d’identità o di utilizzare un sistema di riconoscimento facciale.

Ciao sono giulio e ho 11 anni

Ciao Giulio! È un piacere conoscerti.
11 anni sono un’età fantastica. Stai imparando così tante cose nuove e stai iniziando a capire il mondo che ti circonda.
Cosa ti piace fare per divertirti?
Mi piacerebbe saperne di più su di te.

Mi piace fare i videogiochi sul mio cellulare

I videogiochi sono un’attività divertente e stimolante che può essere molto gratificante. Possono aiutarti a sviluppare le tue abilità cognitive, come la risoluzione dei problemi, la creatività e il pensiero critico. Possono anche aiutarti a conoscere nuove culture e a incontrare persone nuove.
Quali tipi di videogiochi ti piacciono? Ti piace giocare da solo o con gli amici?
Mi piacerebbe saperne di più sui tuoi giochi preferiti.
Inoltre, è importante giocare in modo sano e responsabile. È importante stabilire dei limiti sul tempo che passi a giocare e assicurarti di fare anche altre attività, come andare a scuola, fare sport e trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici.
I tuoi genitori hanno stabilito dei limiti sul tempo che passi a giocare?
Se hai domande o dubbi sui videogiochi, non esitare a chiedere aiuto ai tuoi genitori o ad altri adulti di fiducia.

Il mio babbo ha messo la sua mail nel mio telefono, per registrarlo. Adesso youtube mi propone tutti video da grandi

Capisco. Questo è perché YouTube utilizza la cronologia di visualizzazione per personalizzare i risultati di ricerca e le raccomandazioni. Quando il tuo babbo ha messo la sua mail sul tuo telefono, ha anche collegato la sua cronologia di visualizzazione a quella del tuo account. Ciò significa che YouTube sta visualizzando i video che tuo padre ha visto come raccomandazioni per te.

Per risolvere questo problema, puoi:

  • Elimina la cronologia di visualizzazione di YouTube. Per fare ciò, vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Cronologia e privacy. Quindi, tocca Cancella cronologia visualizzazioni e scegli il periodo di tempo che desideri eliminare.
  • Disattiva la cronologia di visualizzazione di YouTube. Per fare ciò, vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Cronologia e privacy. Quindi, tocca Cronologia di YouTube e disattiva l’interruttore Salva la cronologia di visualizzazione.
    • Crea un account YouTube separato per te stesso. Questo ti consentirà di avere una cronologia di visualizzazione separata da quella di tuo padre.

    Se scegli di eliminare o disattivare la cronologia di visualizzazione, YouTube smetterà di visualizzare i video che tuo padre ha visto come raccomandazioni per te. Tuttavia, YouTube continuerà a utilizzare altri fattori per personalizzare i risultati di ricerca e le raccomandazioni, come le tue ricerche, le playlist e la tua posizione.

    Ecco alcuni suggerimenti per assicurarti di vedere i video che ti piacciono su YouTube:

    • Iscriviti ai canali che ti piacciono. Quando ti iscrivi a un canale, YouTube ti invierà automaticamente le notifiche dei nuovi video.
    • Guarda le playlist. Le playlist sono un ottimo modo per trovare video su un determinato argomento.
    • Utilizza le parole chiave nelle tue ricerche. Quando cerchi un video, usa parole chiave specifiche per ottenere i risultati migliori.

    Spero che questo aiuti!

    E su chrome vedo la sua cronologia di navigazione sul mio telefono?

    Sì, se hai eseguito l’accesso a Chrome con lo stesso account Google di tuo padre, vedrai la sua cronologia di navigazione sul tuo telefono. Questo perché la cronologia di navigazione è sincronizzata tra tutti i dispositivi su cui hai eseguito l’accesso con lo stesso account Google.

    Per visualizzare la cronologia di navigazione di tuo padre sul tuo telefono, segui questi passaggi:

    1. Apri l’app Chrome.
    2. In alto a destra, tocca Altro.
    3. Tocca Cronologia.

    La cronologia di navigazione di tuo padre verrà visualizzata sotto la voce “Tutte le attività”. Puoi filtrare la cronologia per data, sito web o dispositivo.

    Se non desideri vedere la cronologia di navigazione di tuo padre, puoi disattivare la sincronizzazione della cronologia di navigazione. Per fare ciò, segui questi passaggi:

    1. Apri l’app Chrome.
    2. In alto a destra, tocca Altro.
    3. Tocca Impostazioni.
    4. Tocca Privacy e sicurezza.
    5. Sotto “Cronologia e privacy”, tocca Cronologia di navigazione.
    6. Disattiva l’interruttore “Salva la cronologia di navigazione”.

    Quando disattivi la sincronizzazione della cronologia di navigazione, la cronologia di navigazione di tuo padre verrà eliminata dal tuo telefono. Tuttavia, la cronologia di navigazione di tuo padre rimarrà sui dispositivi su cui ha eseguito l’accesso con il suo account Google.

    Ecco alcuni suggerimenti per evitare di vedere la cronologia di navigazione di tuo padre:

    • Crea un account Chrome separato per te stesso. Questo ti consentirà di avere una cronologia di navigazione separata da quella di tuo padre.
    • Utilizza la modalità incognito di Chrome. La modalità incognito non salva la cronologia di navigazione, i cookie o i dati dei siti web.
    • Disattiva la sincronizzazione della cronologia di navigazione. Per fare ciò, segui i passaggi precedenti.

Senza leggi adeguate il male vince

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Come redazione di sicurezzaminori.org negli ultimi sei anni abbiamo cercato di mostrare ai genitori di ragazzi minorenni le sfaccettature del web e i costumi sociali giovanili, sia per tenerli aggiornati sul mondo dei loro figli sia per informarli sui pericoli potenzialmente presenti in rete.
Questa volta dobbiamo purtroppo raccontarvi di come ci siamo arresi davanti all’impossibilità di procedere legalmente verso un’area gioco situata nella città di Firenze.
Ecco perchè abbiamo deciso di occuparci di questa attività ludica.
La sala giochi che si trova all’interno di un complesso commerciale, fra i quali esercizi abbiamo Uci Cinemas, (immaginatevi dunque la quantità e l’età dell’utenza in transito) dove si può scegliere tra un’offerta molto variegata: piste da bowling,  VR , videogames, giochi (75%) con il sistema di vincita di biglietti e raccolta punti premio (ne abbiamo parlato qui). E poi ancora tavoli da biliardo, area compleanni e percorso giungla per i più piccoli.
Non ci sono limiti di età per l’ ingresso ai giochi.

Veniamo a conoscenza di questo posto accompagnando un bambino a una festa di compleanno.
Fin da subito una cosa abbastanza incredibile: l’ingresso è unico e solo successivamente si divide in altri 2 accessi: uno per la sala giochi ad entrata libera e l’altra per la sala  VLT (Videlottery) il cui utilizzo è vietato ai minori di 18 anni.
Una volta entrati, vediamo: bambini di 4/5 anni davanti ai monitor della realtà virtuale a guardare un’apocalisse zombie (ottima grafica tra l’altro, sembra un film horror); una ragazzina di 13 anni impegnata in un gioco per vincere dei ticket e la madre in ginocchio per terra a raccogliere questi ticket, non sembrano divertirsi non mostrano particolare gioia … sembrano solo interessate ad accumulare quanti più ticket possibile. All’ingresso della festa di compleanno siamo accolti da un inserviente che ci spiega le regole: prima ci sarà una partita a bowling, poi la premiazione e infine il taglio della torta. Poi ci consegna 20 gettoni omaggio.
Ogni pista da bowling ha due enormi monitor, uno che mostra il punteggio e l’altro che trasmette videoclip musicali. Questi sono sincronizzati, quindi nell’area gioco ci sono circa 15-20 monitor che mandano lo stesso video.
Ma come si può selezionare materiale video adatto a tutte le età? Infatti non succede e bambini di tutte le età assistono a immagini più o meno esplicite e comunque non adatte alla loro fascia d’età.

Ecco 2 video che passavano sui monitor del locale

Ma torniamo al nostro compleanno. Terminata la partita di bowling e consegnate le medaglie ai vincitori, arriva la merenda. E la sorpresa!
Sulla torta troviamo le famigerate candeline scintillanti tossiche di cui abbiamo già trattato qui e non abbiamo potuto fare a meno di chiedere spiegazioni. Purtroppo, in assenza del direttore (il cui nominativo non ci è stato fornito per motivi di privacy) ci siamo dovuti rivolgere a un cassiere che si è presentato come responsabile di sala e che, insieme ad altre colleghe tutte molto giovani, oltre a sminuire tutte le problematiche da noi presentate, ci hanno fornito una sola indicazione: le playlist sono realizzate da una ditta esterna che le invia da remoto, ma di quale azienda di tratti non è stato possibile sapere.
Allora, come sempre, ci siamo rivolti all’avvocato Guelfo Salani che fa parte del nostro progetto fino dalla sua nascita.
Ma purtroppo questa volta le cartucce che la giurisprudenza ci ha fornito non sono state adeguate, se non addirittura completamente assenti.

Continua a leggere il parere breve dell’Avv. Salani:

Avv. Guelfo Salani
Cassazionista

“Si ritiene interessante ed attinente segnalare un caso del tutto analogo a quello presentato, occorso a Cesenatico nell’estate del 2016; i genitori di alcuni bambini che si ritrovavano spesso in un locale sul lungomare con aree gioco a loro dedicate segnalavano al Sindaco la presenza nelle stesse aree di apparecchi da gioco vietati ai minori degli anni 16 e 18, addirittura affiancate agli stessi giochi per bambini. Il Sindaco faceva seguire accurata ispezione sul rispetto dei limiti sopra esposti (molti di essi, evidentemente, analoghi anche per la Regione Emilia Romagna), con conseguente rimozione di numerosi apparecchi.”

“A fronte di un’esposizione ininterrotta ed incontrollata ad immagini, anche pubblicitarie, violente, a sfondo sessuale o comunque inadatte ai minori (non in grado di distinguere, a differenza degli adulti, realtà virtuale e realtà vera) per strada, in televisione, su internet o negli esercizi commerciali, emerge come unico parametro (o comunque prevalente) di riferimento per l’idoneità di un’immagine ad essere destinata anche ad un pubblico di minori la scala PEGI, che individua il limite di età adatto per video, film e giochi o videogiochi destinati ai minori. Indice che, per l’intrattenimento video preso in considerazione, non viene indicato nelle immagini proposte, oppure vengono trasmesse immagini (ad es. videoclip) che non sottostanno a tale classificazione. In altre parole, la programmazione video che viene trasmessa in tale tipo di locali, non è sottoposta ai limiti e/o alla regolamentazione PEGI e quindi è libera.”

“In base a quanto rilevato, allora, possiamo provare ad individuare delle situazioni – tipo nelle quali ciascun genitore o accompagnatore di un minore può ritrovarsi nel momento in cui lo accompagna in un’area ludica o comunque dedicata ai bambini, che si trovi all’interno di un’area commerciale, attraverso domande alle quali rispondiamo in base al quadro normativo appena esposto e alla situazione fattuale rilevata:

• Mio figlio è stato invitato ad una festa di compleanno di un suo compagno di classe che si terrà nell’area bowling di un noto centro commerciale; nelle zone immediatamente adiacenti a quest’area, egli troverà soltanto attività destinate ai minori o comunque per gli stessi in alcun modo pregiudizievoli?

No. Nei fatti non è assolutamente garantito che sia così. Anzi, si rilevano più casi nei quali accanto alle aree ludiche per bambini si trovano attività espressamente vietate ai minori e lecitamente ivi sistemate, non sussistendo alcun esplicito divieto in materia.

• Queste attività adiacenti alle zone ludiche nelle quali si esercitano attività vietate ai minori sono opportunamente segnalate e pertanto facilmente identificabili per mio figlio?

Sì ma. Le uniche prescrizioni in proposito riguardano l’imposizione di chiare delimitazioni delle zone vietate ai minori ma non per forza attraverso l’uso di porte, che comunque ben possono restare aperte al pubblico. Risulta evidente che senza l’obbligo di porte chiuse il minore ben può guardare cosa vi è all’interno dell’area riservata al pubblico adulto. Tali prescrizioni infatti si limitano a garantire che dette zone (riservate agli adulti) non rechino alcuna pubblicità dei giochi presenti al loro interno (anche attraverso vetrofanie), che sia presente la chiara indicazione del divieto di accesso ai minori anche con impianto di videosorveglianza o personale addetto, all’entrata dei locali.

• Nel corso della festa di compleanno in un centro commerciale vi è la garanzia che mio figlio eviti immagini per lui pregiudizievoli o pericolose o comunque inadatte, proiettate ad esempio sui numerosi schermi collocati all’interno delle aree gioco?

No. Su questi schermi ben possono essere trasmesse continuamente (come spesso accade) immagini violente e/o a sfondo sessuale o contenuti pubblicitari o videoclip comunque inadatti alla visione di un minore perché tutte non soggette alla classificazione PEGI, appositamente pensata e predisposta per classificare le immagini da trasmettere in modo da selezionare quelle la cui visione è inadatta a un pubblico minore e, pertanto, totalmente o parzialmente sconsigliata. Classificazione che invece viene rispettata in tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive.

• In quali posti, allora, posso essere ragionevolmente sicuro che mio figlio potrà giocare o anche solo intrattenersi al riparo da situazioni anche solo potenzialmente pericolose per lui come quelle sopra descritte?

In base alle normative vigenti, soltanto nelle biblioteche, nelle scuole, nelle ludoteche, nei giardini o nei parchi pubblici, nei luoghi di culto, di interesse culturale e architettonico, nei luoghi di cura e nei centri socio-ricreativi e sportivi, ovviamente laddove consentito e senza garanzia di non incontrare altri tipi di pericoli per i minori.

 

Ma allora come faccio a tutelare mio figlio da tutto ciò?

Lo scrivente legale approfitta di questa ultima domanda per formulare il proprio parere legale.
Innanzitutto, come sopra accennato, si rileva una grandissima e potenzialmente pericolosissima lacuna normativa a scapito dei minori e del loro superiore diritto ad uno sviluppo psicofisico armonico.
Ciò detto relativamente al primo quesito, si ritiene che il primo strumento utile da attivare, in caso di criticità o sospetto di criticità sia quello ispettivo.. In particolare quello di verificare o far verificare la presenza materiale dei requisiti esposti per i locali presi in esame (di giochi d’azzardo e/o videogiochi) e quindi, riassumendo, che: -sia rispettata la distanza di almeno 500 metri dai luoghi sensibili sopra individuati; – sia presente una chiara ed apposita delimitazione delle aree vietate ai minori; – vi sia apposita segnalazione del divieto di accesso ai minori nelle aree agli stessi interdette; – sia operativa la sorveglianza (anche attraverso impianti video) del rispetto del divieto d’accesso ai minori in queste aree. Relativamente al secondo quesito, anzi relativamente ad entrambi i quesiti, si suggerisce di fare leva sui poteri di polizia del Sindaco, poiché in molte Regioni, come la Toscana, la normativa espressamente lo delega e autorizza a ciò. In questo modo, a ben vedere, la figura del Sindaco risulta essere l’unica figura istituzionale capace di prendere provvedimenti apparentemente extra legem poiché (e la legge glielo permette) dettati da un principio di opportunità, e non solamente dalla legge ed i suoi limitati confini.
A fronte di tutto quanto sinora esposto ci venga permesso di osservare che la presente situazione caratterizzata come detto, da una parte dal costante e complice vuoto legislativo (si pensi che la normativa a valenza nazionale è del 1931!), e dell’altra dalla riscontrata generalizzata indifferenza dei gestori dei locali spesso insensibili al tema, rappresenta una importante e dura sfida per il genitore o tutore o comunque adulto accompagnatore del minore, che voglia portare quest’ultimo a divertirsi nelle aree a lui dedicate. Si ritiene che l’esistenza stessa di questa sfida, certo non giova né per l’adulto né per il minore al clima di serenità che anzi le Istituzioni dovrebbero promuovere e garantire ad ogni cittadino, nonché rischia di incidere negativamente sulla generale fiducia nelle Istituzioni stesse.
QUI IL DOCUMENTO INTEGRALE DELLO STUDIO

Firenze Barcelona Legal

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Come iniziare questo articolo?
Questo è quello che ci siamo chiesti a sicurezzaminori.
Abbiamo fatto recensioni a libri che ci erano piaciuti ma non ancora a progetti.
Questo che andiamo a presentarvi è il progetto dell’ Avvocato Guelfo Salani, il professionista che ci segue fin dalla nostra nascita e che ha messo in campo per noi tutte le sue conoscenze e tutti i suoi contatti professionali.
E proprio con alcuni di questi fonda ‘ Firenze Barcelona Legal
Conoscendo personalmente alcuni membri di questo progetto siamo qui per metterci il nostro ‘ timbro di fiducia ‘.
Senza dubbio l’umanità è la qualità che contraddistingue questo Studio legale che si occupa anche della tutela dei minori, di adozioni e di ricongiungimento familiare. Anche in questo momento stanno collaborando con noi per far luce su alcuni quesiti che abbiamo posto su scuola e punti ricreativi frequentati da ragazzi.
E’ nato un canale youtube, per ora molto giovane ma con interessanti potenzialità, vi consigliamo di vedere le interviste che stanno producendo.

Un saluto

Parliamo del Metaverso e dei “potenziali” rischi

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Eccoci qua con un articolo sul metaverso.
Il discorso è molto ampio, a volte complesso ed essendo una tecnologia in divenire, alcune affermazioni in questo articolo potrebbero diventare obsolete in fretta.

Partiamo dalla definizione di wikipedia.

Nella letteratura futurista e nella fantascienza, il metaverso è un’ipotetica iterazione di Internet come un unico mondo virtuale universale e immersivo, facilitato dall’uso di cuffie per la realtà virtuale (VR) e la realtà aumenta ta (AR). Nell’uso colloquiale, un metaverso è una rete di mondi virtuali 3D incentrati sulla connessione sociale.

Chi sta investendo nel metaverso?

Iniziamo dicendo che sapere chi sta investendo e investirà in futuro, chi ne ha interesse,  ci fornisce non solo indicazione dell’importanza di questa nuova tecnologia ma anche delle potenzialità siano esse economiche, di influenza sociale che di potenziali rischi.

Prima tra tutti abbiamo Meta, fino ad ottobre 2021 chiamata Facebook, la compagnia di Mark Zuckerberg che controlla i servizi di rete sociale Facebook e Instagram, i servizi di messaggistica WhatsApp e Messenger e sviluppa i visori di realtà virtuale Quest2.

Meta è soltanto la punta dell’iceberg. Ad esempio, vi sono anche Microsoft, Roblox ed Epic Games, i quali hanno già investito milioni di dollari nello sviluppo del progetto. La prima ha presentato Mesh per Microsoft Teams che consente di partecipare alle videochiamate in versione avatar, fornendo un senso di presenza condiviso in riunione. Roblox sta allestendo una vera e propria squadra dedicata allo sviluppo di giochi per il Metaverso, mentre Epic Games indaga su come implementarlo all’interno della propria piattaforma dove già ora è possibile assistere a concerti (come nel caso di Travis Scott nel 2020), film e commemorazioni virtuali (come nel caso di Martin Luther King Jr nel 2021).

ll valore del Metaverso
Citi, banca d’investimento americana, stima un Total Addressable Market (TAM) per l’economia del Metaverso compreso tra 7,7 trilioni di dollari e 12,8 trilioni. Un Metaverso indipendente dal dispositivo, accessibile quindi indifferentemente tramite personal computer, console di gioco, smartphone, e così via, potrebbe comportare un valore dell’ecosistema molto grande. Inoltre, le telecomunicazioni, l’hardware tecnologico e gli aggiornamenti dell’infrastruttura necessari per ospitare un universo virtuale immersivo si tradurranno in ingenti spese. Nella tabella sottostante Citi stima la dimensione dell’economia del Metaverso in base a diversi scenari potenziali.
Citi utilizza una previsione di crescita del PIL globale del Fondo monetario internazionale pari al 3,5%, che fornisce un PIL globale stimato di 127.9 trilioni di dollari entro il 2030. La banca incorpora anche un rapporto del 2017 di Oxford Economics che stima che l’economia digitale rappresenterà oltre il 24% del PIL mondiale entro il 2025. Citi prevede inoltre che, entro il 2030, il 30-40% della spesa digitale riguarderà il Metaverso.

Secondo stime di Gartner, il 25% delle persone passerà almeno un’ora al giorno nel metaverso entro il 2026 per lavoro, shopping, istruzione e entertainment. Nel contempo, il 30% delle organizzazioni avrà prodotti e servizi pronti per il metaverso.

Secondo stime di Goldman Sachs, il mercato globale del metaverso avrà un valore di 12 trilioni di dollari senza tuttavia specificare entro quanto tempo.
Questo afflusso di attività sta attirando marchi e consumatori nel mondo virtuale e sta anche portando a casi di cyberbullismo e molestie, oltre a crimini finanziari, sottolineano gli esperti del settore.
Moderare il metaverso complicato
Moderare il metaverso non sarà certo una passeggiata. Se fino ad oggi la moderazione delle piattaforme si è limitata per lo più a contenuti scritti, nel metaverso bisognerà tenere conto anche della voce e dei gesti. Il che rende il compito del controllo più difficile. Ad esempio, bisognerà evitare lo stalking degli avatar femminili o le ‘toccatine’ virtuali. Senza pensare al turpiloquio, che non potrà certo essere bloccato in tempo reale ma soltanto in un secondo momento. Sono previste sanzioni, a partire dall’allontanamento degli account tossici.

Questo video ritrae una ragazza ventiduenne che si finge per esperimento sociale una quindicenne in giro per un metaverso e riceve molestie:

Come il “terrorismo o gruppi potenti maleintenzionati possono sfruttare il metaverso

Il terrorismo, che già fa ampio uso della dimensione cyber per le sue attività, potrebbe sfruttare la natura immersiva di questi nuovi spazi per potenziare l’efficacia delle proprie tecniche. Secondo alcuni ricercatori del National Counterterrorism Innovation, Technology, and Education Center di Omaha, il Metaverso, anche se ancora in costruzione, presenta già alcune problematiche e la sua traiettoria evolutiva fa pronosticare nuovi metodi persuasivi e coercitivi che gli estremisti potrebbero utilizzare per esercitare la loro influenza. Essi hanno individuato tre principali modi in cui il metaverso complicherà gli sforzi per contrastare il terrorismo e l’estremismo violento:

Reclutamento: l’impegno online nel reclutamento è caratteristica consolidata dell’estremismo moderno. Il Metaverso minaccia di espandere questa minaccia: per ora internet viene utilizzato maggiormente per la divulgazione di materiale ideologico, ma domani i leader estremisti avranno più efficaci mezzi per formare e influenzare le comunità virtuali, espandendo l’adesione alle narrative estremiste mediante modalità esperienziali immersive che risultano potenti e difficili da annientare;
Coordinamento: il Metaverso offre metodi innovativi per coordinare, pianificare ed eseguire atti terroristici. Ad esempio, da qualsiasi ubicazione fisica e attraverso avatar che occulterebbero la loro reale identità, i leader estremisti potrebbero creare rappresentazioni virtuali di qualsiasi edificio fisico, che permetterebbero loro di guidare i membri attraverso percorsi che portano a obiettivi chiave, coordinare percorsi alternativi e stabilire piani di emergenza. Tale approccio coincide con quello adottato dalle forze militari di tutto il mondo, che considerano l’esercitazione virtuale efficace e vantaggiosa sia economicamente che a livello di contenimento del rischio operativo;
Nuovi obiettivi: il rischio di danneggiamento di strutture, sabotaggio di eventi e incolumità delle persone esiste anche nel mondo virtuale e si ripercuote in quello fisico. Ad esempio,l’impatto psicologico che potrebbe avere la riproduzione del crollo delle torri gemelle durante una commemorazione delle vittime dell’11 settembre, seppur nella dimensione del Metaverso, potrebbe essere molto forte, così come potrebbe esserlo la presenza di svastiche e scritte antisemitiche sulle sinagoghe. Ancora, esiste la possibilità di imparare a utilizzare armi, come nel caso di Second Life, criticato già nel 2007 dal giornale “The Australian” per la presenza nel gioco di armi come l’AK47, e, tra i suoi utenti, di tre terroristi jihadisti e due gruppi terroristici jihadisti che avrebbero potuto reclutare e istruire soggetti all’interno del gioco. Inoltre, va sottolineato che attraverso i sistemi di scambio in criptovaluta, è venuta a crearsi una profonda integrazione tra economia digitale e reale, perciò gli utenti che investono nell’universo virtuale corrono il rischio di perdere risorse concrete: la distruzione di un business in uno spazio virtuale corrisponde a una perdita finanziaria reale.

Si sta delineando in sostanza un secondo universo, socialmente ed economicamente connesso al mondo fisico, ma giuridicamente indipendente da esso, in cui al momento non ci sono identità, confini, regole, né apparati di controllo.

Nonostante sia innegabile che il concetto di Metaverso racchiuda in sé un enorme potenziale per il progresso umano, non va tralasciato il fatto che il suo sviluppo sta aprendo sempre nuove vulnerabilità e altrettante opportunità per sfruttarle.

Ci sono personaggi come Catriona Campbell, esperta di intelligenza artificiale che nelle sue conferenze ci spiega come entro 50 anni i figli si farenno anche nel metaverso.

Essendo un servizio che si consoliderà nel futuro prossimo, il target sono senza dubbio i bambini ed adolescenti di oggi.
Infatti già si parla di didattica a distanza nel metaverso, ed ancora di dad, in Bulgaria si offrono al centrocommerciale esperienze nel metaverso a bambini con belle poltroncine a draghetto.
Su tik tok sono centinaia gli streamer che insegnano come entrare nei nuovi gioche che il metaverso mette a disposizione e incredibilmente sono sempre di più quelli che ti pagano per giocare, si puoi guadagnare dalle missioni che finisci con criptomoneta.

Monitoriamo anche le scelte di un big, che mentre scriviamo è sommerso di polemiche attorno ai suoi concerti: Jovanotti.
Infatti quest’anno nasce il JOVAVERSO,
in collaborazione con Tim. Dopo le polemiche delle spiagge sciupate dai suoi eventi, per fortuna tutti i partecipanti al Jova beach party potranno tramite lo stand tim piantare un fiore nel Jovaverso….

Concludiamo con un mercato che esploderà visto la quantità di utenti….

Sesso digitale: un italiano su tre è già pronto per il metaverso

Questo tzunami di tecnologia farà aumentare ancora di più il divario informatico tra genitori e figli, noi dobbiamo restare concentrati sul web classico e ricordarci che non è un posto sicuro!
Parliamo con genitori di bambini di 9/12 anni con telefoni propri con sim intestate al genitore, senza parental control sul dispositivo, con connessioni non protette e/o lasciati soli alle consolle in giochi che hanno chat oppure cuffie e microfono….
Genitori di ragazzini che non riescono a staccare la rete al figlio quando è sera, alcuni che dormono col dispositivo sotto il cuscino, ed abbiamo spiegato molte volte che il telefono è un router e non va tenuto sotto il cuscino…
A nostro avviso siamo lontani da una consapevolezza tecnologica genitoriale.

Il Metaverso spiegato da Francesc Donato