Da fine settembre, in Italia, OpenAI ha rilasciato il parental control per il suo prodotto ChatGPT, disponibile anche nella versione free.
Bloccare ChatGPT è possibile, ma richiede impostazioni informatiche avanzate.
Anche con il parental control, se il minore accede al semplice sito di ChatGPT senza effettuare il login, può tranquillamente farsi fare una versione di latino.
L’unico vero blocco sarebbe una blacklist sul router… CIAONE!!!
Se invece ci accontentiamo del loro parental control… vediamo come funziona e poi facciamoci una riflessione sul futuro di questi ragazzi.
Perché serve
ChatGPT è usato anche dai ragazzi per compiti e curiosità. I nuovi controlli genitori sono pensati per
rendere l’esperienza più adatta all’età, limitare funzioni non necessarie e impostare regole chiare in famiglia.
In Italia il consenso al trattamento dati per i minori richiede 14 anni.
Cosa fanno i controlli genitori
- Collegamento account genitore-figlio: il genitore invita il figlio via e-mail e collega i due account.
- Regole “adatte all’età”: risposte calibrate per adolescenti, con filtri su contenuti inappropriati.
- Gestione di memoria e cronologia: puoi disattivare la memoria del chatbot e/o la cronologia delle chat.
- Notifiche di emergenza: avvisi al genitore se il sistema rileva segnali di forte disagio.
- Fasce orarie (se disponibili): blocchi d’uso in certi orari (es. notte o compiti).
- Limitazione di funzioni extra: possibilità di togliere voce, immagini o altre modalità non necessarie.
Valgono anche con la versione gratuita?
I controlli genitori sono funzioni di piattaforma e non risultano limitati agli abbonati Plus.
Verifica comunque nelle Impostazioni del tuo account: la voce può comparire progressivamente.
Cosa NON fanno
- Niente “spionaggio totale”: i controlli non aprono automaticamente tutte le chat del figlio.
- Nessuna garanzia assoluta: sono barriere utili, ma la supervisione di un adulto resta fondamentale.
- Disponibilità non identica ovunque: alcune opzioni (es. fasce orarie) potrebbero comparire più tardi.
Guida passo-passo (semplice)
1) Preparazione
- Crea o accedi al tuo account genitore su ChatGPT.
- Assicurati che tuo figlio abbia 14 anni o più e un suo account (con e-mail accessibile).
- Parlatene insieme: obiettivo sicurezza, non controllo invasivo.
2) Collega l’account del figlio
- Accedi a ChatGPT con il tuo account e apri Impostazioni.
- Cerca la sezione Controlli genitori (o voce equivalente).
- Seleziona Invita account figlio e inserisci l’e-mail di tuo figlio.
- Tuo figlio riceve l’invito, accede e accetta il collegamento.
- Una volta collegati, potrai gestire le impostazioni dall’account genitore.
3) Impostazioni consigliate
- Regole per adolescenti: lascia attive le impostazioni “adatte all’età”.
- Memoria/cronologia: disattivale se vuoi evitare che il sistema conservi le chat.
- Fasce orarie (se disponibili): es. blocco 22:00–7:00.
- Notifiche di emergenza: abilita gli avvisi al genitore.
- Funzioni extra: disattiva voce/immagini se preferisci un uso più essenziale.
Consigli pratici
- Fate una prova insieme: verificate che le limitazioni funzionino davvero.
- Regole chiare: quando si può usare, per quanto tempo, per quali scopi.
- Dialogo aperto: se vostro figlio chiede il perché di un blocco, spiegate l’obiettivo.
- Controllo periodico: le piattaforme cambiano; rivedete le impostazioni ogni tanto.
Domande frequenti
Serve pagare per usare i controlli genitori?
No: i controlli non sono riservati agli abbonati Plus. Possono essere disponibili anche con l’account gratuito, con attivazione progressiva nelle impostazioni.
Posso leggere tutte le chat di mio figlio?
No. I controlli sono pensati per guidare e limitare, non per accedere a tutti i contenuti. Restano strumenti di tutela, non di sorveglianza totale.
Mio figlio usa un altro dispositivo/browser: i controlli valgono lo stesso?
Sì, se accede con lo stesso account collegato. Se usa un account diverso o non collegato, i controlli non si applicano.
Perché non vedo l’opzione “fasce orarie”?
Alcune funzioni arrivano gradualmente e possono variare per Paese/utente. Aggiorna l’app e ricontrolla periodicamente.
Crescere con ChatGPT: il rischio di un cervello che “non serve più”

Viviamo un tempo in cui la memoria sembra superflua. Se qualcosa non la so, la chiedo a ChatGPT.
Se non ricordo un nome, lo cerco. Se non capisco un concetto, lo faccio spiegare all’algoritmo.
E allora nasce la domanda: se tutto è a portata di clic, che ne è del mio cervello?
La fatica che forma
Il cervello umano si sviluppa con l’esercizio… Rischiamo di crescere generazioni che sanno trovare risposte ma non domande.
La scorciatoia che cancella il percorso
Quando demandiamo alla macchina non solo i conti, ma anche il ragionamento, alleniamo la pigrizia del pensiero.
“Ma tanto posso chiederlo a ChatGPT…”
Sapere che puoi chiedere tutto porta a non trattenere più nulla. Non stiamo dimenticando numeri: stiamo disimparando il ragionamento.
Educare all’uso, non all’abbandono
ChatGPT è una stampella del pensiero, non un pilota automatico. Prima si prova, poi si chiede aiuto; si verifica e si rispiega con parole proprie.
Genitori, docenti, adulti: la sfida è vostra
Servono regole spiegate e accompagnamento. Solo così la tecnologia diventa alleato, non anestetico del pensiero.
Diciamo che questi professori universitari non sono molto d’accordo con l’uso dell’AI