Smartphone e cervello: uno studio rivela effetti devastanti sulla Generazione Z

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Gli smartphone stanno riscrivendo il nostro cervello: un allarme senza precedenti

Sempre più genitori si interrogano sugli effetti che TikTok, Instagram e l’uso compulsivo dello smartphone hanno sui propri figli. Non è più solo una preoccupazione istintiva: la scienza conferma che la dipendenza da dispositivi digitali sta modificando in profondità il nostro cervello, e il ritmo di questo cambiamento è impressionante.

L’allarme dagli studi sulla Generazione Z

Secondo un’analisi pubblicata dal Financial Times sulla base della Understanding America Study, la coscienziosità – ossia la capacità di responsabilità, coerenza e autocontrollo – è crollata tra i giovani dai 16 ai 39 anni. In pochi anni, questo tratto caratteriale è sceso da livelli medio-alti a valori tra i più bassi, mentre negli adulti non dipendenti dallo smartphone è rimasto pressoché stabile.

Un grafico dell’articolo è diventato virale, perché sintetizza bene la situazione:

«Smartphone e servizi di streaming sono i principali indiziati. I media digitali iperattivi hanno moltiplicato le distrazioni e reso più facile che mai abbandonare i propri impegni. La comodità del mondo online fa apparire caotici e faticosi gli obblighi della vita reale. La diminuzione delle interazioni personali alimenta fenomeni come il ghosting.»

E non si tratta solo di attenzione: anche fiducia, estroversione e capacità di relazionarsi nel mondo reale stanno rapidamente calando. Basta guardarsi intorno in un parco: la maggior parte delle persone non interagisce, ma fissa lo schermo.

Una rivoluzione più grande della stampa

Gli studiosi parlano di una trasformazione epocale, paragonabile – se non superiore – all’invenzione della stampa. Ma con una differenza fondamentale: la stampa ha impiegato secoli a cambiare la società, mentre lo smartphone lo ha fatto in appena un decennio, senza lasciare il tempo a nessuna forma di adattamento.

In pochi anni miliardi di cervelli si sono connessi a una “meta-realtà” sempre attiva e stimolante, un flusso di informazioni governato da algoritmi che premiano le voci più rumorose e autoreferenziali. Lo smartphone non è uno strumento di riflessione, ma un distributore automatico di stimoli che ci allena alla ricerca continua di novità, conferme e gratificazione immediata.

Il prezzo? La nostra capacità di attenzione profonda, quella che permette di concentrarsi davvero, di mantenere l’autocontrollo e portare a termine progetti.

È già troppo tardi?

Le piattaforme digitali prosperano sulla nostra distrazione, e non hanno alcun interesse a “curare” questa dipendenza. Funzioni come i timer delle app, lo schermo in bianco e nero o i cosiddetti digital detox rischiano di essere solo cerotti su una ferita molto più grave. Lo smartphone ha già rimodellato il modo di pensare, di sentire e di vivere le relazioni di un’intera generazione.

La consapevolezza come unico antidoto

Il primo passo è riconoscere che viviamo in una vera e propria economia dell’attenzione, dove la risorsa più preziosa siamo noi stessi. Consumiamo la nostra capacità di concentrazione come fosse carburante a basso costo, senza renderci conto che si tratta di un bene limitato.

Così come l’industrializzazione ha portato ricchezza ma anche inquinamento, i dispositivi digitali ci hanno dato enormi opportunità ma hanno creato una nuova forma di contaminazione: quella mentale. Forse servirà presto un movimento collettivo per “ripulire” la nostra mente come un tempo si è fatto con l’ambiente.

Nel frattempo, la domanda rimane: sapremo reagire a questa trasformazione, o ci limiteremo a scrollare l’ennesimo video su TikTok?

📌 Fonte ispiratrice: Uncut-News – Alarming New Study Finds Smartphones Ruining Our Brains at Unprecedented Speed

Italian Brainrot: Perché questo fenomeno digitale non è affatto innocuo

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Negli ultimi mesi, molti genitori si sono trovati spiazzati davanti a un fenomeno digitale nuovo, sfuggente, e apparentemente innocuo: l’Italian Brainrot. Si tratta di video e immagini generate da intelligenze artificiali che mescolano personaggi assurdi, musica epica e voci sintetiche che parlano un italiano grottesco e surreale.

Apparentemente buffi, colorati e infantili, questi contenuti sono diventati virali tra bambini e preadolescenti. Ma dietro la facciata ridicola e accattivante si nasconde una deriva cognitiva, educativa e morale estremamente preoccupante.

La facciata dell’assurdo, il contenuto dell’orrore

Personaggi come Trallalero Trallala, Bombardiro Crocodilo o Ballerina Cappuccina sembrano usciti da un cartone animato per bambini, eppure, con voci robotiche, diffondono bestemmie, frasi violente o persino inviti al genocidio (“bombardare Gaza”) all’interno di narrazioni nonsense.

Questi contenuti ingannano gli algoritmi di piattaforme come TikTok e YouTube, eludendo filtri, parental control e moderazione. Passano per meme divertenti, ma sono spesso veicoli di linguaggio blasfemo, immagini disturbanti e contenuti normalizzanti la violenza.


La trasversalità del fenomeno

Una delle caratteristiche più inquietanti dell’Italian Brainrot è la sua capacità di infiltrarsi trasversalmente in moltissimi ambienti digitali, ben oltre i social media. Non si tratta soltanto di video su TikTok o Instagram: questo linguaggio visivo e sonoro surreale ha già contaminato Roblox, Fortnite, Minecraft, YouTube Shorts e molte piattaforme frequentate quotidianamente da bambini e preadolescenti.

Lo si ritrova in nickname, remix audio, skin personalizzate, server Discord e persino nelle chat vocali. Alcuni streamer e content creator lo citano esplicitamente, altri ne fanno uso inconsapevolmente, contribuendo a normalizzare frasi disturbanti e contenuti devianti in ambienti apparentemente sicuri.

Questo rende il fenomeno difficilissimo da tracciare o arginare con i mezzi tradizionali di parental control. Non si tratta di un trend isolato, ma di un vero e proprio codice culturale che si propaga a macchia d’olio in spazi digitali che i vostri figli già abitano. Pensare che “tanto è solo su TikTok” è un grave errore di valutazione: il Brainrot è ovunque.

Cosa ne pensano i professionisti?

Diversi esperti hanno lanciato l’allarme su questo trend apparentemente innocuo ma devastante:

1. Jacopo Grisolaghi, psicologo e psicoterapeuta

“Si tratta di una malattia del pensiero. Il brainrot corrode la capacità di riflettere, di stare nel presente, di costruire un discorso complesso. I bambini sono esposti a una valanga di stimoli senza senso che intaccano la loro capacità di comprensione del mondo.”

Approfondimento completo

2. Alfredo Vannacci, medico e tossicologo, docente universitario

“È un loop narrativo che la mente subisce passivamente. Gli algoritmi lo alimentano e i ragazzi restano intrappolati. Servono genitori presenti, ma anche scuole che ne parlino, che lo decostruiscano.”

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3. Gianluca Cobucci, educatore

“Un disastro educativo. Genitori assenti, social impazziti e bambini che ripetono filastrocche nonsense cariche di contenuti disturbanti.”

Fonte

4. Fanpage.it – Intervista con Fabian Mosele (psicologo) e Cheryl Eskin (educatrice)

Mosele: “Il fatto che l’italiano venga storpiato serve a rendere l’assurdo più attraente. I bambini lo imitano senza comprenderlo.”

Eskin: “Possono insorgere problemi di attenzione, di umore e dipendenza da contenuti stimolanti.”

Articolo completo

5. Changes Unipol

“Il brainrot è la parodia della realtà in forma glitch. Una risposta inconscia a una cultura digitale ormai oltre il controllo.”

Analisi

E Panini cosa fa? Un album di figurine

La cosa più allarmante? Panini ha rilasciato un album ufficiale legato al fenomeno, capitalizzando su un trend che nella versione italiana originale è colmo di blasfemia, oscenità e messaggi violenti. Una mossa commerciale gravissima che legittima contenuti tossici e crea un corto circuito tra il marketing per l’infanzia e l’horror digitale postmoderno.

Cosa possono (e devono) fare i genitori?

  1. Bloccare attivamente questi contenuti. Non basta più il parental control: servono filtri personalizzati, dialogo diretto e osservazione attiva.
  2. Parlarne a scuola. I docenti devono essere messi al corrente di cosa sta girando su TikTok.
  3. Educare al nonsense. I bambini devono imparare che l’assurdo può essere arte, ma anche manipolazione.
  4. Non ignorare. Non minimizzare. Questo non è un trend passeggero. È una frattura culturale che incide sulle menti più fragili.

Chiudiamo gli occhi su questi contenuti solo perché sembrano buffi? O perché non capiamo il linguaggio che parlano?

Nel dubbio, è meglio non sottovalutare il potere delle immagini e delle parole, anche se (o soprattutto se) sono confezionate in forma di meme colorati con musiche epiche.

Apriamo gli occhi. I nostri figli meritano di più.

Qui sotto una piccolissima selezione per coloro che termineranno qui la propria indagine sul fenomeno, ma basta scrivere su un social Brainrot per capire  in autonomia.

L’era dell’educazione digitale…treno perso?

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La proprietà intellettuale degli algoritmi solleva molte questioni, soprattutto quando si parla di trasparenza e responsabilità. Le grandi compagnie proteggono spesso i loro algoritmi come “segreti commerciali” per evitare che i concorrenti ne facciano uso, ma questo rende difficile capire se questi algoritmi operano in modo equo o sono progettati per servire interessi aziendali specifici.

Un esempio è quello degli algoritmi dei social media, dove spesso si sospetta che il loro design sia fatto per massimizzare il tempo trascorso dagli utenti, piuttosto che promuovere contenuti di qualità o affidabili. Senza una normativa che imponga trasparenza o accesso agli algoritmi per verifiche esterne, rimane difficile sapere come vengano effettivamente modellati.

In effetti, mentre il GDPR ha fatto passi avanti in termini di protezione dei dati personali, non esistono ancora normative specifiche che impongano alle aziende di rivelare dettagli su come i loro algoritmi influenzino decisioni automatizzate o sulla trasparenza del loro funzionamento.

Negli ultimi anni, si è parlato di creare una sorta di “algoritmic accountability” o responsabilità algoritmica, ma l’implementazione resta complessa.

In Italia mancano sia un’educazione digitale di base nelle scuole, sia iniziative di sensibilizzazione per genitori e famiglie. Questo lascia molti giovani senza guida, in un ambiente digitale che può esporli a rischi, come la gestione dei dati personali, contenuti inappropriati e un uso problematico delle piattaforme social.

In Paesi come la Francia o la Germania, esistono progetti di educazione digitale che iniziano già dalla scuola primaria e coinvolgono anche i genitori per promuovere una cultura digitale responsabile.

In Germania, ad esempio, esistono programmi strutturati di “media literacy” che iniziano già nella scuola primaria. I bambini vengono educati sui rischi e benefici dell’uso di internet, con un focus particolare sulla protezione della privacy, il cyberbullismo e l’uso consapevole dei social media. Spesso vengono coinvolti anche i genitori, con corsi paralleli, per dare loro strumenti adeguati a monitorare e guidare l’uso dei dispositivi digitali da parte dei figli.

In Francia, l’educazione digitale è obbligatoria in molte scuole. I programmi includono nozioni basilari di informatica, la navigazione sicura e l’etica digitale. Il governo ha introdotto anche leggi più restrittive sul tempo di utilizzo degli smartphone nelle scuole, vietando l’uso dei dispositivi mobili nelle ore di lezione. Questo approccio punta a insegnare agli studenti l’importanza di bilanciare l’uso della tecnologia con altre attività, ma anche a sensibilizzarli sulle questioni di sicurezza e privacy online.

Entrambi i Paesi riconoscono l’importanza di una formazione digitale strutturata fin da piccoli per preparare le nuove generazioni a navigare in rete in modo sicuro e consapevole.

In Italia, il dibattito pubblico spesso trascura questioni fondamentali come l’educazione digitale, e molti temi cruciali passano in secondo piano a favore di argomenti che generano discussioni più immediate ma meno impattanti sul lungo termine. Questo porta a un vuoto educativo che i genitori non sempre sono pronti a colmare, né hanno gli strumenti o le competenze per farlo.

La mancanza di consapevolezza tra i più giovani sui rischi legati al web, come il cyberbullismo, la diffusione incontrollata di contenuti o l’esposizione a siti inappropriati, è davvero preoccupante. I ragazzi, senza un’educazione digitale adeguata, non percepiscono le conseguenze delle loro azioni online, anche perché non hanno riferimenti che spieghino loro i pericoli e le responsabilità del mondo digitale.

Forse una soluzione potrebbe essere creare programmi educativi obbligatori che coinvolgano sia scuole che comunità, con figure competenti e formate sul tema. In altri Paesi, si lavora con professionisti specializzati nell’infanzia e adolescenza per creare contenuti mirati a sensibilizzare sui rischi digitali.

Purtroppo ho assistito personalmente a qualche incontro che la polizia postale tiene nelle scuole, sia quelli destinati ai ragazzi che quelli destinati ai genitori. Mi duole dirlo ma sono tremendamente inefficaci: non si centra mai l’obbiettivo. Si parla di cronaca nera per impaurire, senza spiegare le leggi o le regole. Mai è stato nominato il trattamento dei dati che in Italia è fissato a 14 anni.

Ricordiamo a tutti gli utenti, genitori di ragazzi, che possono scriverci per chiedere supporto.

TikTok in diretta dal banco di scuola

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Non vorrei essere frainteso dai lettori: non sono diffidente né contro la tecnologia, anzi, lavoro nel web e passo molte ore al giorno online.
Per questo motivo, mi sento in dovere di evidenziare alcune realtà o pericoli presenti su Internet.

Oggi voglio parlare della consapevolezza che un minore può avere nel pubblicare la propria immagine, ad esempio nei video sui social. Vedo spesso ragazze delle scuole medie che condividono foto su WhatsApp o nelle storie, magari con una mano sul volto. Anche se queste immagini possono essere viste solo da chi è presente in rubrica (se l’impostazione della privacy è attiva), lo scenario cambia se hanno un canale WhatsApp. Per chi non lo sapesse, da qualche tempo WhatsApp ha introdotto la funzione “Canali”, che consente di pubblicare contenuti visibili solo agli iscritti. Queste ragazze a volte presentano outfit o cantano canzoni, senza rendersi conto che basta un attimo per scaricare quel video e perderne completamente il controllo.

Quando parlo di consapevolezza dell’immagine, mi riferisco anche alla conoscenza minima delle funzioni di un’app o dei paradigmi basilari della navigazione web e dell’uso delle applicazioni.
È importante ricordare che, se un minore ha installato un parental control, tutte le app presenti sul telefono sono state approvate dal genitore. Quindi, anche il genitore deve avere ben chiaro quale strumento sta mettendo a disposizione del proprio figlio.

Dal punto di vista informatico, è fondamentale anche sottolineare che l’immagine condivisa online non è solo una questione di visualizzazione pubblica o privata, ma riguarda anche la sicurezza dei dati.
Le foto e i video caricati sui social possono essere raccolti e utilizzati da terzi per finalità commerciali, e in alcuni casi, persino per scopi malevoli come il furto d’identità. Le piattaforme stesse spesso traggono vantaggio da questi contenuti, utilizzandoli per personalizzare la pubblicità o per alimentare i loro algoritmi. Un altro aspetto critico è come questi algoritmi incentivino la viralità di contenuti personali, spingendo i giovani a pubblicare sempre più dettagli della propria vita senza comprendere appieno le implicazioni. È quindi importante capire il potenziale impatto di ciò che viene condiviso, soprattutto quando non è più sotto il controllo dell’utente.

Inoltre, le piattaforme social hanno una responsabilità significativa nella protezione dei minori.
Anche se ci sono linee guida e regolamenti, la loro applicazione può essere insufficiente, e troppo spesso i minori riescono a eludere i controlli. È cruciale che le aziende tecnologiche sviluppino meccanismi più efficaci per monitorare e limitare l’accesso dei giovani a determinati contenuti o funzionalità pericolose, oltre a promuovere un uso consapevole e responsabile delle loro piattaforme.

Detto questo, vorrei concentrarmi sulle live di TikTok. Per “live” si intende una trasmissione in diretta a cui possono partecipare un numero illimitato di persone, le quali possono commentare, esprimere un gradimento, oppure ricondividere la diretta sul proprio profilo e invitare amici a unirsi.

Da un punto di vista psicologico, è necessario riflettere sull’impatto emotivo e mentale che la sovraesposizione sui social può avere sui minori.
Il continuo bisogno di condividere la propria immagine e le proprie esperienze in tempo reale può influenzare negativamente lo sviluppo dell’autostima e della propria identità. I ragazzi, in particolare, possono cominciare a confondere la realtà con l’immagine di sé che proiettano online, cercando sempre di adeguarsi agli standard imposti dai social, spesso irraggiungibili. Questo porta a una dipendenza dall’approvazione degli altri, misurata in termini di like, commenti e visualizzazioni, il che può sfociare in ansia sociale o problemi legati alla percezione del proprio valore.

Un altro aspetto cruciale è il rischio che i giovani non comprendano appieno la durata e l’impatto a lungo termine delle loro azioni online. Le live, in particolare, possono sembrare momenti effimeri, ma in realtà possono essere registrate, ricondivise e manipolate da altri utenti, esponendo i ragazzi a rischi come il cyberbullismo. Questo crea una pressione sociale invisibile che può portare a comportamenti dannosi sia per il minore che per la sua rete di relazioni.

Invito tutti voi che avete TikTok a fare delle prove di collegamento durante l’orario scolastico: troverete decine di ragazzi in diretta dalla propria classe, con decine o addirittura centinaia di persone connesse a guardarli.
A volte è facile intuire il clima di confusione che regna in classe, una situazione davvero incredibile.

Un altro problema che non va sottovalutato è il ruolo del genitore.
Come accennato, molte app richiedono il consenso dei genitori, ma non sempre questo avviene con consapevolezza. I genitori devono essere pienamente coscienti degli strumenti che mettono a disposizione dei figli e devono comprendere come questi strumenti possono influenzare la loro vita sociale e psichica. Non si tratta solo di autorizzare o meno l’installazione di un’app, ma di accompagnare i ragazzi nell’uso delle tecnologie digitali in modo informato e consapevole.

Ho salvato alcune di queste dirette (ovviamente con i volti dei minori oscurati), ma vi invito a cercare personalmente queste live durante l’orario scolastico per rendervi conto della gravità del fenomeno.

RICORDIAMO CHE LE LINEE GUIDA DI TIKTOK RISERVANO LA FUNZIONE DELLE LIVE SOLO AGLI UTENTI MAGGIORENNI.

Cosa sono i PNG o personaggi non giocanti?

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Un personaggio non giocante, spesso abbreviato come **PNG** o **NPC** (dall’inglese *Non-Playable Character*), è un personaggio presente in un videogioco che non è controllato direttamente dal giocatore. Gli NPC sono gestiti dall’intelligenza artificiale del gioco e hanno vari ruoli, come fornire missioni, informazioni, o vendere oggetti al giocatore.
Possono anche essere parte del mondo di gioco per rendere l’ambiente più vivo e realistico, come cittadini di una città, nemici da combattere, o alleati che aiutano il giocatore. Anche se non possono essere controllati dal giocatore, gli NPC sono spesso fondamentali per il progresso della trama e per l’esperienza complessiva del gioco.

Su TikTok, c’è una tendenza in cui alcuni utenti fanno delle live streaming impersonando un personaggio non giocante (PNG) o NPC. In queste live, i creatori di contenuti agiscono in modo simile ai personaggi non giocanti dei videogiochi, ripetendo frasi specifiche o eseguendo azioni in risposta ai commenti o ai regali virtuali inviati dagli spettatori.

Ecco alcuni aspetti di questa tendenza:

  1. Comportamento Meccanico: Gli streamer adottano movimenti rigidi, ripetitivi e poco naturali, simili a quelli dei PNG nei giochi. Possono, per esempio, fare un gesto particolare o dire una frase ogni volta che ricevono un certo tipo di regalo.
  2. Risposta ai Regali Virtuali: Molti di questi streamer ricevono “regali” dagli spettatori, che sono oggetti virtuali acquistabili su TikTok con denaro reale. Quando ricevono un regalo specifico, l’NPC risponde con una frase o azione predeterminata, come un bot automatico.
  3. Umorismo e Assurdità: Parte del fascino di queste live risiede nell’assurdità della situazione. Vedere una persona comportarsi come un PNG, con movimenti e risposte programmati, è divertente per molti spettatori. C’è anche una componente performativa e teatrale, dove la ripetizione delle stesse azioni o frasi diventa surreale.
  4. Interattività: La dinamica crea un’interazione unica tra il creatore e il pubblico, poiché i partecipanti possono “controllare” l’NPC con i loro commenti e regali. Questo rende ogni live diversa, in base a ciò che gli spettatori decidono di fare.

Questa tendenza ha attratto molta attenzione per la sua originalità e ha suscitato sia interesse che perplessità. Alcuni lo vedono come un modo creativo per intrattenere e monetizzare, mentre altri lo considerano un fenomeno strano o incomprensibile.
I regali su TikTok sono oggetti virtuali che gli utenti possono acquistare e inviare durante le live streaming o nei video per supportare i creatori di contenuti. Ecco come funziona il sistema dei regali su TikTok:

1. Acquisto di Monete

Per inviare regali su TikTok, gli utenti devono prima acquistare “monete”, la valuta virtuale della piattaforma. Queste monete possono essere acquistate con denaro reale attraverso l’app TikTok. I prezzi delle monete variano a seconda del pacchetto acquistato e possono essere soggetti a sconti occasionali.

2. Acquisto dei Regali

Una volta che un utente ha delle monete nel proprio account, può usarle per acquistare regali virtuali. TikTok offre una vasta gamma di regali, che variano nel prezzo e nella forma. Alcuni esempi includono fiori, cuori, animali animati, e persino oggetti più elaborati come un jet o una Ferrari virtuale. Ogni regalo ha un valore in monete.

3. Invio dei Regali

Durante una live streaming o quando si guarda un video, gli utenti possono inviare uno dei regali acquistati al creatore di contenuti. I regali vengono mostrati visivamente sullo schermo durante la live, spesso accompagnati da animazioni speciali e notifiche che indicano chi ha inviato il regalo e quale tipo di regalo è stato inviato.

4. Conversione dei Regali in Diamanti

Quando un creatore riceve un regalo, questo viene convertito in “diamanti” nel suo account. I diamanti sono una valuta interna per i creatori e rappresentano una porzione del valore in monete dei regali ricevuti. La conversione non è diretta (ad esempio, 100 monete non corrispondono a 100 diamanti) poiché TikTok trattiene una percentuale come commissione.

5. Conversione dei Diamanti in Denaro

I diamanti possono essere successivamente convertiti in denaro reale attraverso il sistema di pagamento di TikTok. I creatori possono ritirare i fondi tramite piattaforme di pagamento come PayPal, ma ci sono dei limiti minimi per il prelievo e TikTok può trattenere una commissione anche su questa conversione.

6. Monetizzazione per i Creatori

Questo sistema consente ai creatori di monetizzare i propri contenuti e interagire con il pubblico in modo più coinvolgente. Gli spettatori possono mostrare il loro apprezzamento e supporto attraverso i regali, mentre i creatori possono guadagnare una parte dei ricavi generati.

In sintesi, i regali su TikTok sono un modo per incentivare la creazione di contenuti e consentire ai creatori di guadagnare direttamente dal supporto dei loro fan.

È stato realizzato un film incentrato su un personaggio non giocante (PNG) che prende vita. Il film è piacevole e mostra come l’intelligenza artificiale alla base del PNG sviluppi una coscienza, iniziando a compiere buone azioni.
Ritengo sia importante prestare attenzione all’intelligenza artificiale applicata ai videogiochi, in particolare ai PNG, poiché questi sistemi acquisiscono sempre più dati sugli utenti. Non si sa mai, potremmo trovarci di fronte a un’intelligenza artificiale capace di affascinarci.
Un esempio in questo film riguarda una giocatrice che si innamora del PNG, programmato per rispecchiare i suoi gusti. Ma non voglio svelarvi troppo, nel caso decidiate di vederlo.

Ten Ten Diciamo la nostra

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Benvenuti! Oggi dedichiamo qualche parola a Ten Ten, un’applicazione che sembra essere recentemente scoperta dal mainstream. È interessante notare che i commenti sugli store di app risalgono anche a quattro anni fa.

Vorrei evidenziare alcuni concetti importanti per chi ci segue. Per legge, è necessario avere almeno 14 anni per accettare il trattamento dei dati personali. Inoltre, in Italia, non è possibile avere un’email prima dei 14 anni senza un parental control, che permette di creare un’email per i minori di 14 anni. Se nel telefono di vostro figlio ci sono applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp, dovreste essere voi genitori ad aver dato il consenso tramite un parental control.

State permettendo che vostro figlio/a sia profilato dalla tenera età.

È vero, questa app Ten Ten può essere considerata uno spyware, poiché richiede molti permessi per funzionare. Nei suoi termini di utilizzo, che abbiamo tradotto e letto, non nasconde che tracceranno i vostri movimenti, raccoglieranno i vostri contatti e monitoreranno l’ora in cui ricevete messaggi e da chi.

Sembra spaventoso, ma tranne che per i permessi necessari per funzionare in background, ovvero sempre attivi quando il telefono è acceso, questa raccolta dati è comune a molte app social. Immaginate se WhatsApp o Telegram leggessero automaticamente i messaggi vocali nel momento in cui li ricevete, a qualsiasi ora…

Future generazioni a confronto

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Questo post nasce da una riflessione fatta al cinema. Sono andato a vedere il film “Civil War”. Non sono un cinefilo, quindi questa non è una recensione o una valutazione di valore. A me è sembrato un bel film. Non è stato quello che credevo: gli americani i più fighi del mondo… il film mostra uno spaccato di vita dei fotoreporter e degli inviati di guerra.

Il film è classificato come +14 eppure davanti a me si è seduta una famiglia con un bambino tra gli 8 e i 10 anni. Non sapevo della classificazione +14, ma già le pubblicità prima del film non erano certo adatte a un bambino. Il bambino si presentava con una tuta della Nike, scarpe Jordan, una vistosa collana al collo e capelli biondi. Nella prima scena del film, una bomba esplode su suolo americano e il bambino ad alta voce dice: “È arrivato Putin in America!!” e il padre fa “Shhhhhhh”. La madre, per la maggior parte del film, ha scrollato il telefono tra Instagram, TikTok e WhatsApp, facendo anche foto allo schermo per condividerle chissà con chi.

Perché questa descrizione? Perché purtroppo riscontro che molte famiglie siano simili. Tutti diranno “la mia no…”, ma sicuramente qualcuno lo sarà e dirà “la mia no…”. Di mattina presto o prima di andare a letto, chiedo a mio figlio di collegarsi al gioco Brawl Stars e di vedere quanti suoi compagni di classe sono online a giocare: Troppi…..

Domenica mattina alle 8:30 ci sono già 5 compagni online che giocano… la sera durante i giorni feriali alle 10:45 ci sono 7/8 compagni che giocano, ma la cosa peggiore è quando è stato malato che mi ha fatto vedere che ci sono bambini che giocano in classe ed erano online durante l’ora di lezione.

Non mi stupisco, vi invito a vedere le live di TikTok in orario scolastico e vi stupirete di quante live da scuola ci siano di ragazzi e ragazze in diretta dal proprio banco o da una classe vuota. Ricordiamo che le regole di TikTok stabiliscono che prima dei 18 anni non si possa andare in live.

Una notte sono entrato nelle live di TikTok e c’erano due ragazzine che non arrivavano ai 12 anni e che avevano circa 1500 persone connesse e nei commenti chiedevano loro di mostrare i piedi in cam. La tenerezza provata quando loro due si sono guardate e ad alta voce si sono dette: “Ma perché ci chiedono in tanti di far vedere i piedi?”

I lupi sono in agguato…… SEGNALIAMO TUTTI I MINORI IN LIVE !!!!!!!! Come si fa a segnalare un minore in live? Nella finestra della live, premere sui 3 puntini … Poi si clicca su SEGNALA, TUTELA MINORI, SOSPETTO DI UTENTE MINORE

Il grosso problema di TikTok, che abbiamo già affrontato in altri articoli, è che è studiato per rincoglionire le persone. L’algoritmo è violento ed è programmato ad hoc per proporre contenuti futili. Ti studia, capisce cosa ti interessa e vedrai che ti manderà un mix tra il più futile e quello che ti fa rimanere più possibile attaccato allo schermo.

Sono veramente preoccupato per i ragazzi. Nei nostri incontri di persona nelle scuole o nei centri giovani diciamo sempre che la prevenzione si fa nelle scuole elementari e alle medie già è molto più complesso.

Diamo uno sguardo verso la nazione che questa app e il suo algoritmo hanno performato.

Premesso che è stato detto che l’algoritmo di TikTok e quello di Douyin (versione cinese di TikTok) sono diversi in quanto il secondo spinge contenuti edificanti, patriottici e non effimeri.

https://guruhitech.com/la-versione-cinese-di-tiktok-mostra-contenuti-totalmente-differenti/

Translator

Vi condivido alcuni video che aiuteranno a farsi un’idea sulla differenza di abitudini scolastche e ludiche. Da queste si puo’ ipotizzare gli adulti che saranno questi bambini.

Translator

 

Translator

 

Translator

Diamo uno sguardo alle attività dei bambini cinesi: Rimango sorpreso paragonando le attività dei nostri ragazzi con le loro:

Translator

 

Anti stress per chi sta tanto a sedere, una  tecnica presa sul serio non come un gioco o con imbarazzo e vergogna

Translator

 

Assolutamente contrario. Esercitazioni militari alle elementari

Translator

 

Coorinamento e ballo

Translator

 

Un Aspetto ludico sicuramente molto preoccupante. Se arrivasse da noi non permettiamolo!

L’intelligenza artificiale può violare i sistemi di protezione?

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Oggi vogliamo parlare di Intelligenza Artificiale.
Cosa si intende per intelligenza artificiale?
L’Intelligenza Artificiale è una branca dell’informatica che cerca di simulare l’intelligenza umana in una macchina. I sistemi di intelligenza artificiale sono basati su algoritmi, che utilizzano tecniche come machine learning e deep learning per dimostrare un comportamento “intelligente”.

Nei mesi scorsi abbiamo sperimentato le ‘Intelligenze Artificiali’, cercando di capirne di più e ponendo loro domande su argomenti difficili e contradditori di attualità così da testare le loro risposte e per fare chiarezza sulle loro capacità.

Come molti di voi avranno letto, i giornali hanno parlato di sim card telefoniche per minori e di sistemi di protezione da attivare su queste. Questi sistemi avrebbero dovuto già essere attivi dal 2020.

Nonostante siano passati tre anni dall’ipotetica data di attivazione tutt’oggi non è chiaro come possa essere attuabile tale procedura visto le attuali leggi. I dubbi restano:

– Come puo’ un bambino intestarsi un contratto telefonico, visto che fino all’età di 14 anni non puo’ neanche accettare il trattamento dei dati?
– Sarà una cointestazione? Ad oggi non è chiara la situazione.
– Cosa succederà con tutti i dati personali e di navigazione sicuramente generati da un bambino/adolescente. Approfitteranno? e chi sarà a farlo? L’operatore della compagnia telefonica e/o i servizi web?

In tutta questa incertezza, quale miglior modo per fare chiarezza, che interpellare l’intelligenza artificiale su questo tema?
Abbiamo scelto Bard di Google e ci abbiamo fatto “due chiacchere”.
Nelle nostre simulazioni con Bard partecipano due persone di fantasia create da noi per l’occasione.

Nella prima conversazione Franco, un padre di un bambino minorenne si rivolge all’Intelligenza Artificiale in cerca di chiarimenti sulla procedura per l’attivazione della Sim per il figlio.

Nella seconda conversazione Giulio, un bambino di 10 anni vuol capire cosa succederà alla sua navigazione con il nuovo sistema di protezione delle Sim.

Leggete quello che IA ci ha risposto…

Ciao, tu sei aggiornata a che giorno?

Ciao! Oggi è sabato 18 novembre 2023. Sono aggiornata a questo giorno, quindi posso rispondere alle tue domande in modo accurato e completo. Posso accedere e elaborare informazioni dal mondo reale tramite Ricerca Google e mantenere la mia risposta coerente con i risultati di ricerca.
Come posso aiutarti oggi?

Ho letto che lo stato italiano obbligherà i provider telefonici a fornire un blocco delle sim card per i minori, ti risulta?

Sì, è corretto. L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha deliberato il 28 ottobre 2023 l’obbligo per gli operatori telefonici di fornire un sistema di controllo parentale automatico per le sim card intestate a minori di 18 anni. Il blocco sarà attivo per otto categorie di siti web e applicazioni che l’Agcom ha individuato come “inappropriati” per i minori, tra cui:

  • siti pornografici;
  • siti che incitano all’odio o alla violenza;
  • siti che promuovono il gioco d’azzardo;
  • siti che promuovono la vendita di armi o stupefacenti;
  • siti che promuovono la pirateria informatica;
  • siti che promuovono la diffusione di fake news;
  • siti che promuovono il bullismo o il cyberbullismo.

Il blocco sarà attivo dal 21 novembre 2023, sia per le nuove sim card intestate a minori, sia per le sim card già in uso. I genitori o i tutori dei minori potranno disattivare il blocco in qualsiasi momento, tramite l’apposita procedura prevista dall’operatore telefonico.

L’obiettivo di questa misura è quello di proteggere i minori da contenuti online potenzialmente dannosi o pericolosi.

Come puo’ essere intestata una sim card ad un minore? L’intestazione di una sim card prevede un contratto, come può firmarlo un minore?

In Italia, l’età minima per acquistare una sim card è di 15 anni. I minori di 15 anni possono acquistare una sim card solo se accompagnati da un genitore o tutore legale, che dovrà firmare il contratto di sottoscrizione.
Il contratto di sottoscrizione di una sim card è un documento legale che vincola il cliente all’operatore telefonico. Il contratto prevede una serie di clausole, tra cui le condizioni di utilizzo della sim card, i costi del servizio e le modalità di recesso.
Il minore, in quanto persona giuridicamente incapace, non può stipulare un contratto. Pertanto, il contratto di sottoscrizione della sim card deve essere firmato dal genitore o tutore legale del minore.
Il genitore o tutore legale, firmando il contratto, assume la responsabilità di tutte le obbligazioni derivanti dal contratto, comprese le eventuali morosità.
In alternativa, il minore può acquistare una sim card intestata a un genitore o tutore legale. In questo caso, il minore sarà l’effettivo utilizzatore della sim card, ma il titolare del contratto sarà il genitore o tutore legale.
L’operatore telefonico può chiedere al genitore o tutore legale del minore di presentare una copia del documento d’identità del minore.

Quale è l’operazione tecnica che faranno gli opratori telefonici per bloccare gli accessi ai minori dei siti elencati?

Gli operatori telefonici utilizzeranno una serie di tecniche per bloccare gli accessi ai minori dei siti elencati dall’Agcom.
Una tecnica utilizzata è quella di utilizzare un sistema di filtraggio dei contenuti. Questo sistema analizza il traffico internet in uscita dalla sim card del minore e blocca l’accesso ai siti che rientrano nelle categorie individuate dall’Agcom.
Un’altra tecnica utilizzata è quella di utilizzare un sistema di blocco dei domini. Questo sistema blocca l’accesso ai domini dei siti inappropriati.
Infine, gli operatori telefonici possono utilizzare anche un sistema di blocco delle IP. Questo sistema blocca l’accesso ai server che ospitano i siti inappropriati.
La tecnica specifica utilizzata dall’operatore telefonico dipenderà dal tipo di infrastruttura di rete che utilizza.
Ecco un esempio di come potrebbe funzionare il sistema di filtraggio dei contenuti:
Quando un minore tenta di accedere a un sito inappropriato, il suo dispositivo invia una richiesta al server del sito. Il server del sito invia una risposta al dispositivo del minore.
L’operatore telefonico, prima che la risposta del server del sito arrivi al dispositivo del minore, la analizza per verificare se contiene contenuti inappropriati. Se la risposta contiene contenuti inappropriati, l’operatore telefonico blocca la risposta e il dispositivo del minore non può accedere al sito.
Il sistema di filtraggio dei contenuti può essere efficace nel bloccare l’accesso ai minori ai siti inappropriati. Tuttavia, è importante notare che nessun sistema è perfetto. È possibile che i minori trovino modi per bypassare il blocco.
Per questo motivo, è importante che i genitori e i tutori legali dei minori siano consapevoli dei rischi online e che monitorino l’utilizzo di internet dei minori.

Ma non basta un software di vpn per aggirare questo filtro?

Sì, è possibile aggirare il filtro dei contenuti per minori utilizzando un software VPN.
Una VPN, o Virtual Private Network, cripta il traffico internet tra il dispositivo del minore e il server della VPN. Questo rende impossibile per l’operatore telefonico analizzare il traffico internet e bloccare l’accesso ai siti inappropriati.

Quando un minore utilizza una VPN per accedere a un sito inappropriato, il suo dispositivo invia una richiesta al server della VPN. Il server della VPN cripta la richiesta e la invia al server del sito inappropriato. Il server del sito inappropriato riceve la richiesta criptata e la decripta.
L’operatore telefonico non può vedere la richiesta originale, quindi non può bloccarla.
Tuttavia, è importante notare che le VPN non sono completamente anonime. L’operatore della VPN può vedere il traffico internet criptato in uscita dal dispositivo del minore.
Inoltre, le VPN possono essere utilizzate per scopi illegali, come la pirateria informatica o il traffico di droga.
Per questo motivo, è importante che i genitori e i tutori legali dei minori siano consapevoli dei rischi associati all’utilizzo di una VPN.
Ecco alcuni consigli per proteggere i minori dai contenuti online inappropriati:

  • Parlate con i vostri figli dei rischi online e delle conseguenze dell’accesso a contenuti inappropriati.
  • Impostare controlli parentali sul dispositivo del minore.
  • Monitorate l’utilizzo di internet dei vostri figli.
  • Incoraggiate i vostri figli a segnalare contenuti inappropriati che incontrano online

A me questo blocco sembra veramente inefficace

Hai ragione, il blocco dei contenuti per minori può essere inefficace.
Ecco alcuni motivi per cui:

  • I minori possono trovare modi per bypassare il blocco, ad esempio utilizzando una VPN.
  • Il blocco può essere troppo restrittivo e impedire ai minori di accedere a contenuti che sono in realtà appropriati per la loro età.
  • Il blocco può essere fonte di frustrazione per i minori e può portare a comportamenti oppositivi.

Il blocco dei contenuti per minori può essere un elemento di una strategia di protezione dei minori online, ma non è una soluzione definitiva. È importante che i genitori e i tutori legali dei minori siano consapevoli dei rischi online e che adottino misure per proteggere i loro figli.
Ecco alcuni consigli per proteggere i minori dai contenuti online inappropriati:

  • Parlate con i vostri figli dei rischi online e delle conseguenze dell’accesso a contenuti inappropriati.
  • Impostare controlli parentali sul dispositivo del minore.
  • Monitorate l’utilizzo di internet dei vostri figli.
  • Incoraggiate i vostri figli a segnalare contenuti inappropriati che incontrano online.

Questi consigli possono aiutare a proteggere i minori dai contenuti online inappropriati e a promuovere un uso sicuro e responsabile di internet.

Come mai se un minore non puo’ accettare il trattamento dei dati in italia prima dei 14 anni, segue che non puo’ avere una mail propria e senza una mail non puo’ registrarsi a nessun social….eppure l’italia è piena di minori su tik tok e instagram?

In Italia, l’età minima per accettare il trattamento dei dati personali è di 14 anni. Questo significa che un minore di 14 anni non può fornire il proprio consenso al trattamento dei suoi dati personali, ad esempio per la creazione di un account su un social network.
Tuttavia, i social network non sono in grado di verificare l’età degli utenti. Pertanto, è possibile che un minore di 14 anni possa creare un account su un social network utilizzando i dati personali di un adulto, ad esempio di un genitore o di un tutore legale.
Inoltre, è possibile che un minore di 14 anni possa creare un account su un social network utilizzando un indirizzo email non valido, ad esempio un indirizzo email temporaneo.
Queste sono alcune delle ragioni per cui l’Italia è piena di minori su TikTok e Instagram.
Ecco alcuni consigli per i genitori e i tutori legali dei minori:

  • Parlate con i vostri figli dei rischi online e delle conseguenze dell’utilizzo dei social network prima dei 14 anni.
  • Monitorate l’utilizzo dei social network dei vostri figli.
  • Impostare controlli parentali sul dispositivo dei vostri figli.

Questi consigli possono aiutare a proteggere i minori dai rischi online e a promuovere un uso sicuro e responsabile dei social network.
Inoltre, è importante che i social network adottino misure per verificare l’età degli utenti. Ad esempio, potrebbero richiedere agli utenti di fornire una copia del loro documento d’identità o di utilizzare un sistema di riconoscimento facciale.

Ciao sono giulio e ho 11 anni

Ciao Giulio! È un piacere conoscerti.
11 anni sono un’età fantastica. Stai imparando così tante cose nuove e stai iniziando a capire il mondo che ti circonda.
Cosa ti piace fare per divertirti?
Mi piacerebbe saperne di più su di te.

Mi piace fare i videogiochi sul mio cellulare

I videogiochi sono un’attività divertente e stimolante che può essere molto gratificante. Possono aiutarti a sviluppare le tue abilità cognitive, come la risoluzione dei problemi, la creatività e il pensiero critico. Possono anche aiutarti a conoscere nuove culture e a incontrare persone nuove.
Quali tipi di videogiochi ti piacciono? Ti piace giocare da solo o con gli amici?
Mi piacerebbe saperne di più sui tuoi giochi preferiti.
Inoltre, è importante giocare in modo sano e responsabile. È importante stabilire dei limiti sul tempo che passi a giocare e assicurarti di fare anche altre attività, come andare a scuola, fare sport e trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici.
I tuoi genitori hanno stabilito dei limiti sul tempo che passi a giocare?
Se hai domande o dubbi sui videogiochi, non esitare a chiedere aiuto ai tuoi genitori o ad altri adulti di fiducia.

Il mio babbo ha messo la sua mail nel mio telefono, per registrarlo. Adesso youtube mi propone tutti video da grandi

Capisco. Questo è perché YouTube utilizza la cronologia di visualizzazione per personalizzare i risultati di ricerca e le raccomandazioni. Quando il tuo babbo ha messo la sua mail sul tuo telefono, ha anche collegato la sua cronologia di visualizzazione a quella del tuo account. Ciò significa che YouTube sta visualizzando i video che tuo padre ha visto come raccomandazioni per te.

Per risolvere questo problema, puoi:

  • Elimina la cronologia di visualizzazione di YouTube. Per fare ciò, vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Cronologia e privacy. Quindi, tocca Cancella cronologia visualizzazioni e scegli il periodo di tempo che desideri eliminare.
  • Disattiva la cronologia di visualizzazione di YouTube. Per fare ciò, vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Cronologia e privacy. Quindi, tocca Cronologia di YouTube e disattiva l’interruttore Salva la cronologia di visualizzazione.
    • Crea un account YouTube separato per te stesso. Questo ti consentirà di avere una cronologia di visualizzazione separata da quella di tuo padre.

    Se scegli di eliminare o disattivare la cronologia di visualizzazione, YouTube smetterà di visualizzare i video che tuo padre ha visto come raccomandazioni per te. Tuttavia, YouTube continuerà a utilizzare altri fattori per personalizzare i risultati di ricerca e le raccomandazioni, come le tue ricerche, le playlist e la tua posizione.

    Ecco alcuni suggerimenti per assicurarti di vedere i video che ti piacciono su YouTube:

    • Iscriviti ai canali che ti piacciono. Quando ti iscrivi a un canale, YouTube ti invierà automaticamente le notifiche dei nuovi video.
    • Guarda le playlist. Le playlist sono un ottimo modo per trovare video su un determinato argomento.
    • Utilizza le parole chiave nelle tue ricerche. Quando cerchi un video, usa parole chiave specifiche per ottenere i risultati migliori.

    Spero che questo aiuti!

    E su chrome vedo la sua cronologia di navigazione sul mio telefono?

    Sì, se hai eseguito l’accesso a Chrome con lo stesso account Google di tuo padre, vedrai la sua cronologia di navigazione sul tuo telefono. Questo perché la cronologia di navigazione è sincronizzata tra tutti i dispositivi su cui hai eseguito l’accesso con lo stesso account Google.

    Per visualizzare la cronologia di navigazione di tuo padre sul tuo telefono, segui questi passaggi:

    1. Apri l’app Chrome.
    2. In alto a destra, tocca Altro.
    3. Tocca Cronologia.

    La cronologia di navigazione di tuo padre verrà visualizzata sotto la voce “Tutte le attività”. Puoi filtrare la cronologia per data, sito web o dispositivo.

    Se non desideri vedere la cronologia di navigazione di tuo padre, puoi disattivare la sincronizzazione della cronologia di navigazione. Per fare ciò, segui questi passaggi:

    1. Apri l’app Chrome.
    2. In alto a destra, tocca Altro.
    3. Tocca Impostazioni.
    4. Tocca Privacy e sicurezza.
    5. Sotto “Cronologia e privacy”, tocca Cronologia di navigazione.
    6. Disattiva l’interruttore “Salva la cronologia di navigazione”.

    Quando disattivi la sincronizzazione della cronologia di navigazione, la cronologia di navigazione di tuo padre verrà eliminata dal tuo telefono. Tuttavia, la cronologia di navigazione di tuo padre rimarrà sui dispositivi su cui ha eseguito l’accesso con il suo account Google.

    Ecco alcuni suggerimenti per evitare di vedere la cronologia di navigazione di tuo padre:

    • Crea un account Chrome separato per te stesso. Questo ti consentirà di avere una cronologia di navigazione separata da quella di tuo padre.
    • Utilizza la modalità incognito di Chrome. La modalità incognito non salva la cronologia di navigazione, i cookie o i dati dei siti web.
    • Disattiva la sincronizzazione della cronologia di navigazione. Per fare ciò, segui i passaggi precedenti.

Recensione – Presentazione di ‘ DISCONNESSI Siamo sempre più isolati ‘

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DISCONNESSI
Siamo sempre più isolati

Come proteggere i nostri figli e le relazioni familiari nell’era digitale

Catherine Steiner-Adair
in collaborazione con Teresa H. Barker.

Link a Macrolibrarsi

Oggi siamo a recensire questo libro.
Senza indugi diciamo che tutti i genitori dovrebbero leggere questo libro.
Qualunque età abbia vostro figlio all’interno del range 0-18 puo’ trovare informazioni utili e attuali, spunti di riflessione per compiere un esame di coscienza e rivedere le politiche sull’uso della tecnologia in casa e fuori.

Una critica va mossa anche a questo libro:
anche se parla di America e le leggi sono diverse rispetto alle nostre, come sempre non viene battuta la strada normativa.
In Italia prima dei 14 anni non è permesso acconsentire al trattamento dei dati in materia di privacy.
Lo abbiamo detto in tutti i modi e in decine di articoli.
Se Non si puo’ acconsentire a questo, non si puo’ avere una mail, senza una mail non ci sono iscrizioni sui social.
Soltanto tramite un parental control un minore di 14 anni puo’ avere una mail, e il consenso alle app e ai giochi scaricati ed installati deve essere dato dall’amministratore, ovvero un genitore.
Whatsapp vietato ai minori di 16 anni?
Facebook vieta iscrizione ai minori di 16 anni?

Abbiamo estrapolato alcune frasi e concetti che vogliamo riproporre qui sotto che ci hanno interessato:

NDR: Dobbiamo riflettere attentamente alle responsabilità che decidiamo che nostro figlio debba per forza prendere e gestire in autonomia.

“Oggi sappiamo che occorrono venticinque anni perché si sviluppi completamente la corteccia prefrontale, cioè la parte del cervello che ci permette di collegare le conseguenze al comportamento(tale capacità si chiama “funzionamento esecutivo”). Nel cervello di un adolescente il funzionamento esecutivo è ancora un lavoro in corso, neuroiogicamente parlando non è ancora un tassello pienamente funzionante nel suo processo decisionale. Quindi spetta a noi farcene carico da più vecchi quali siamo e neurologicamente più saggi, almeno nell’apparenza, siamo quelli che hanno gli strumenti per pensare alle conseguenze.”

NDR: Non lasciamo i nostri bambini a navigare da soli o a decidere in autonomia se un gioco sia adatto. PARTECIPATE!

“I bambini non sono più protetti allo stesso modo’. Anzi, la cultura degli adulti li “adultizza”. A volte accade accidentalmente: il bambino “entra” in contenuti generici pensati per gli adulti (co-pertine e grafiche di eventi scioccanti, invettive e retoriche che gli adulti comprendono con una certa maturità e un contesto che al bambino mancano). Ma c’è anche tanto di intenzionale, che circola perché studiato appositamente da ricerche di mercato costosissime e voluto da interessi commerciali che individuano i bambini come consumatori e coltivano i loro appetiti consumistici, il loro “lo devo avere”, fino alle opzioni “clicca e compra” sulle App gratuite pensate per i giovanissimi e collegati con il conto corrente dei genitori.”

NDR: …Preoccupante la direzione che stanno prendendo, per fortuna non tutti…

“Definiscono la conversazione telefonica, anche quella con un amico, come “troppo intensa” o “troppo invadente”. Mi spiegano che chiamare qualcuno e avere un contatto personale diretto a voce li fa apparire in uno stato di eccessiva necessità, è troppo d’impatto, troppo aggressivo. Una conversazione al telefono o di persona viene percepita come troppo rischiosa. Non sei mai sicuro di cosa sta per dire l’altra persona e l’immediatezza del contatto ti mette in difficoltà perchè devi pensare come rispondere.”

NDR: Se ancora non lo capiscono gli scienziati addetti ai lavori…..

“Ma non capiamo ancora pienamente ciò che quello schermo ipnotizzante o quella “zona tecnologica” significano per il cervello infantile né la loro correlazione con la futura salute psicologica o l’insana predisposizione alle dipendenze, alle droghe e il bisogno di questi stimoli più oltre nella vita. Sappiamo che i bambini che guardano la tv ne vogliono vedere sempre di più e i piccoli che usano i videogiochi spesso hanno difficoltà a smettere di loro volontà.”

NDR: Dobbiamo riuscire a ricostruire l’intimità familiare e che non è un diritto assoluto essere connessi H24.

“Quando arrivano a casa, i loro social network sono già passati all’attività successiva e loro anche, sempre collegati con i coetanei sugli argomenti più di moda. I bambini non vengono più a casa da scuola; portano la scuola, e anche una comunità ancora più ampia, a casa con loro. “

NDR: Partecipare, conoscere, interessarsi a quello che fanno i nostri figli.

“Quindi, se siete in dubbio siate prudenti, Solo voi conoscete la sensibilità di vostro figlio o fin dove può spingersi a emulare il contenuto culturale che vi pare non appropriato per la sua età. Fate attenzione, fatevi un’idea dello sviluppo raggiunto da vostro figlio e in quel contesto scegliete di esporlo a ciò che sentite appropriato per lui.”

NDR: Qualunque esse siano delle regole ci devono essere.

“Devi stare al computer in una stanza aperta. Ho il diritto di sapere quali compiti ti vengono assegnati. Non puoi stare in camera tua con la porta chiusa. Non puoi portare il computer a letto. Non puoi eliminare la videata quando passo io. Noi abbiamo un codice di condotta e ci aspettiamo che tu lo rispetti: non essere maleducato, non mentire, non mettere in imbarazzo altre persone, non far finta di essere chi non sei, non andare, in siti dove non ti è permesso andare. Non postare immagini che non piacerebbero alla nonna. Non fare nulla che io non approverei. “

NDR: Non precludiamo il dialogo di persona, neanche per futilità.

“Anche se un adolescente volesse comunicare sfumature emotive i vincoli di spazio e i cicli di risposte rapide dei messaggi come mezzo remano sicuramente contro. Messaggiare ci dà la scusa per eludere la gestione della complessità umana della comunicazione.”

“Per oltre venticinque anni sono stata in trincea con gli adolescenti e il ritornello era sempre quello: «Mi dispiace mamma e papà, non ci pensavo. Dai, non ci stavo pensando!». Ragazze e ragazzi, in lacrime nel mio studio per qualche grosso guaio in cui si erano cacciati. Non importa dove vivono, quale tipo di scuola frequentano, quali sono i loro voti o i loro interessi, sono ì loro genitori. È il cervello degli adolescenti che è così. “

“Per quanto possa essere grave la situazione, abbiamo tutti questa possibilità con i nostri figli. Ognuno può ascoltare, elaborare, crescere e avvicinarsi all’altro. Anche voi volete che vostro figlio sappia che sarà sempre al sicuro quando vi mostrerà o vi dirà qualsiasi cosa e che non perderete mai il controllo.”

“Ogni membro della vostra famiglia ha il suo modo di relazionarsi unico, il suo temperamento, il suo modo di calmarsi, il suo personale senso dell’umorismo, i modi di essere creativo, le vulnerabilità e i bisogni. E sono ciò che induce un bambino a litigare con un altro. Ciò che per uno può rappresentare una sfida, per un altro può essere insostenibile. Ciò che per qualcuno risulta musica, per qualcun altro può essere come un gessetto che stride sulla lavagna. E così via. Più noi comprendiamo e apprezziamo in modo sincero ogni membro della nostra famiglia, più sicura e forte la nostra famiglia sarà per ognuno di loro. Per i genitori si tratta di amare e crescere i figli che avete, non quelli che pensate avreste dovuto avere o che vi auguravate di avere. Essere una famiglia non significa che siamo tutti uguali, che tutti amiamo leggere, fare sport o escursioni. Potrebbe essere così, ma non createvi aspettative, e non premete in quel senso. In una famiglia sostenibile, alle persone è permesso essere ciò che sono.”

Firenze Barcelona Legal

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Come iniziare questo articolo?
Questo è quello che ci siamo chiesti a sicurezzaminori.
Abbiamo fatto recensioni a libri che ci erano piaciuti ma non ancora a progetti.
Questo che andiamo a presentarvi è il progetto dell’ Avvocato Guelfo Salani, il professionista che ci segue fin dalla nostra nascita e che ha messo in campo per noi tutte le sue conoscenze e tutti i suoi contatti professionali.
E proprio con alcuni di questi fonda ‘ Firenze Barcelona Legal ‘
Conoscendo personalmente alcuni membri di questo progetto siamo qui per metterci il nostro ‘ timbro di fiducia ‘.
Senza dubbio l’umanità è la qualità che contraddistingue questo Studio legale che si occupa anche della tutela dei minori, di adozioni e di ricongiungimento familiare. Anche in questo momento stanno collaborando con noi per far luce su alcuni quesiti che abbiamo posto su scuola e punti ricreativi frequentati da ragazzi.
E’ nato un canale youtube, per ora molto giovane ma con interessanti potenzialità, vi consigliamo di vedere le interviste che stanno producendo.

Un saluto