Minori e media: il 70% degli under 8 naviga con il tablet, Tv senza controlli per il 73%

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7 anni arriva il primo smartphone, ma nella fascia 6-8 anni già il 70% dei bambini ha accesso alla rete con il tablet dei genitori, spesso con scarso controllo. Oltre il 16% degli adolescenti (soprattutto maschi) ignora i rischi del sexting on line, ovvero dello scambio di immagini sessualmente esplicite sul Web. E nel 73% delle case i minori guardano la Tv senza il filtro del parental control. Sono i dati contenuti nel Libro Bianco “Media e Minori 2.0” realizzato da Agcom, l’Autorità Garante per le comunicazioni, e presentato nei giorni scorsi alla Camera. Il rapporto ha indagato le competenze digitali di bambini (6-12 anni) e adolescenti (13-17 anni), misurando il loro “attivismo” on line e cercando di cogliere il pericolo percepito dai più giovani nella loro esperienza di navigazione.

Minori in Rete, età sempre più bassa
Secondo i dati, se per i bambini l’età del primo smartphone si è abbassata a 7 anni, per gli adolescenti (fascia d’età 9-12 anni) è scesa a 10 anni. In generale, i genitori si mostrano attenti conoscitori delle abitudini di consumo online dei bambini, mentre solo l’1% dichiara di essere all’oscuro delle attività svolte dai propri figli. Agcom spiega che i bambini utilizzano Internet principalmente per attività ludiche, come cercare video, giocare con videogiochi da soli, ascoltare musica, scaricare app o programmi. L’uso di Internet viene motivato anche da necessità di studio (per il 54,7% dei genitori), anche se il dato dipende soprattutto dall’utilizzo fatto dai bambini dai 9 ai 12 anni. Quasi il 21% dei genitori, però, afferma che il proprio figlio naviga on line senza uno scopo particolare, « lasciando così sottintendere – sottolinea il rapporto – di non essere probabilmente a conoscenza di cosa i propri figli realmente facciano».

Tv senza filtri nel 73% dei casi
Secondo Agcom i genitori appaiono attenti e “sensibili” ai simboli per il parental control in Tv. L’82,4%, infatti, dichiara di aver notato programmi contrassegnati dalla segnaletica e, alla domanda sul significato attribuito ai simboli di colore giallo, l’83, 6% ha fornito la risposta corretta, ossia «che la visione del programma da parte dei minori debba essere accompagnata dagli adulti». Anche se conosciuto, però, il parental control non è utilizzato dal 73% degli intervistati. Tra le motivazioni addotte dai genitori c’è quella che «il minore non guarda la Tv senza la supervisione degli adulti», e dunque il parental control è considerato inutile (per il 46,6%), mentre altri sostengono, a torto, che i “filtri” sono disponibili solo per i canali a pagamento. Ancora, un altro 24, 5% si dichiara completamente disinteressato all’uso del parental come strumento di tutela.

Perché non usa il parental control? (%)

Sexting, per il 16% degli adolescenti è solo «uno scherzo»
Sul fronte degli adolescenti fra i 13 e 17 anni – che mostrano un utilizzo molto intenso dello smartphone tanto da essere considerati “always on”, cioè sempre collegati- il rapporto mette in luce dati preoccupanti riguardo al fenomeno del sexting, evidenziando una diversa percezione del rischio tra ragazzi e ragazze. Il 16,2% dei maschi ed il 9,5% delle femmine lo giudicano infatti come uno scherzo tra amici, ed il 10,7 % dei maschi ed il 5,9% delle femmine come un modo per sedurre qualcuno e per lanciare segnali di interesse. Sembrerebbe quindi, sottolinea Agcom, «che il genere femminile abbia più consapevolezza della pericolosità del sexting e delle conseguenze che da esso ne potrebbero scaturire».

Con quali dispositivi suo figlio/sua figlia accede ad Internet? (%)

«Bilanciare opportunità media e tutela»
Secondo il presidente dell’Agcom, Angelo Cardani è necessario «trovare un bilanciamento tra i rischi di un uso improprio del web e le sue opportunità di apprendimento e di allargamento delle conoscenze nelle dieta mediatica dei giovani». «I rischi – ha sottolineato Cardani durante la presentazione del Libro Bianco – sono una lista infinita, dal cyberbullismo a tutto ciò che attiene all’uso improprio della sfera sessuale che abita a vedere i rapporti in maniera distorta». Secondo il presidente è sui nuovi media che va focalizzata l’attenzione, altri media, come la televisione, «hanno strumenti di regolazioni più facili da gestire».

Fonte

 

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Solo il 17% dei genitori italiani si accorge del peso eccessivo dei propri figli, mentre il 98% non lo considera un problema medico.

 

A rivelarlo è un’indagine di Altroconsumo su ventimila famiglie con figli under 10. Un dato allarmante che fotografa come spesso dietro un rapporto sbagliato con il cibo dei bambini ci siano non solo stili di vita scorretti adottati in famiglia, ma anche una sottovalutazione del fenomeno da parte di mamme e papà.

Ma quali sono le abitudini e i comportamenti sbagliati che possono indurre i bambini a mangiare in modo eccessivo? Scopriamoli insieme.

1. SALTARE LA COLAZIONE
La colazione è fondamentale per non arrivare troppo affamati al pasto successivo e mangiare di più nell’arco dell’intera giornata. L’ideale è condividerla con tutta la famiglia a tavola, ma se al mattino vai di fretta «prepara la sera prima dei piccoli contenitori con frutta già tagliata: tuo figlio potrà consumarla mentre si reca a scuola», è il suggerimento di Paola Salgarelli, biologa nutrizionista e specialista in Scienze dell’alimentazione.

2. MANGIARE DAVANTI A TV E TABLET
Meglio evitare le distrazioni a tavola, una regola che non dovrebbe valere solo per i più piccoli, ma anche per gli adulti di casa. Consumare i pasti davanti a tablet, PC e altri apparecchi digitali può essere dannoso. «Favorisce l’obesità e riduce la capacità di controllare consapevolmente la quantità di cibo che si mangia. Non permette di assaporare a pieno la qualità e la bontà di ciò che si sta consumando», spiega la nutrizionista. Inoltre, aggiunge la psicologa Schiralli, «rende difficile distinguere il pieno dal vuoto, la fame dalla sazietà, avviando un processo di disconoscimento delle sensazioni fisiche e delle emozioni».

3. SCEGLIERE FUORI ORARIO SNACK IPERCALORICI
«A metà mattina e a metà pomeriggio è molto importante spezzare il digiuno con uno spuntino che permetta al piccolo di arrivare non troppo affamato ai pasti principali e che, allo stesso tempo, non rovini l’appetito per il pranzo o per la cena», spiega la dottoressa Salgarelli. Da evitare cibi elaborati e ricchi di grassi. Spazio, invece, alla frutta.

4. MANGIARE SPESSO AL FAST FOOD
Soprattutto se il bambino è in sovrappeso è bene limitare il consumo di pasti preparati industrialmente. Meglio evitare hamburger, patatine, salse e altri cibi da fast food. «Si tratta di alimenti ricchi di grassi saturi, sale e zuccheri, colesterolo, carboidrati raffinati e altre sostanze dannose», spiega la nutrizionista. «Attenzione, poi, alle bevande zuccherate. Il consumo eccessivo di zuccheri semplici risulta essere una delle prime cause dell’obesità infantile. Questo perché gli zuccheri in eccesso, guidati dall’azione dell’insulina, vengono immagazzinati sotto forma di grassi all’interno dei tessuti adiposi».

5. FARE POCO MOVIMENTO
Bando alla pigrizia. Anche svolgere una disciplina sportiva può essere di aiuto per rieducare il piccolo a una sana e corretta alimentazione. «L’attività fisica, se fatta in maniera costante, permette di ottenere progressivamente un innalzamento del metabolismo basale che fa sì che l’organismo consumi di più, anche a riposo», afferma la nutrizionista. «Questo vale per grandi e piccini. Nei piccoli in sovrappeso questo meccanismo permette di contenere l’aumento di peso senza particolari sacrifici a tavola».

6. DIRE AL PICCOLO CHE MANGIA TROPPO
Mortificare un bambino che mangia troppo, umiliarlo o ridicolizzarlo, così come sgridarlo, non serve, anzi, si potrebbe ottenere l’effetto contrario. «Meglio cercare di capire cosa il bambino stia cercando di comunicare con questo atteggiamento, dedicare del tempo per stare insieme, giocare e condividere emozioni insieme a lui», suggerisce la psicologa. «Ripetere al bambino cosa è meglio fare o non fare a proposito del cibo si rivela sempre un pessimo metodo educativo. Occorre armarsi di pazienza ed educare il proprio bambino ad accettare gli alimenti sani, magari facendo la spesa insieme e coinvolgendolo nella cucina».

7. RIPETERE CHE UN CIBO DI CUI È GHIOTTO FA INGRASSARE
È sbagliato ripetere all’infinito a tuo figlio che un cibo di cui va matto fa ingrassare. «Occorre semplicemente non comprare quell’alimento» dice la psicologa Schiralli. «Ai bambini non va spiegato sempre tutto. Come potrebbe capire la differenza tra zuccheri semplici e composti? Cosa potrebbe capire di colesterolo? Insomma: se ci avventurassimo a convincere un bambino con questi argomenti di biologia molecolare, lui capirebbe soltanto che abbiamo una grande difficoltà a dire “no”. E quindi insisterà fino allo sfinimento. Cercate, invece, di non chiedere al bambino cosa vuole mangiare e non fornite menù alternativi»..