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Ragazzini giocano a fare i baby gangster per conquistare la città come in Gta per conquistare Monza : arrestati

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Monza, ragazzini giocano a fare i baby gangster per conquistare la città: arrestati
„Giocavano a fare i criminali con la Playstation, e poi cercavano di replicare quello che facevano con un joypad nella realtà. In dieci mesi (da marzo 2018 a gennaio 2019) avrebbero commesso una sfilza di reati per i quali sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio, rapina aggravata, lesioni, furto, minacce e spaccio. E per loro — la “compagnia del Ponte”, sei ragazzi sia maggiorenni che minorenni — sono scattate le manette nella giornata di sabato 13 aprile in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Monza ed eseguita dagli agenti della questura“

 

Continua… guarda il video

Violenza Violenza Violenza ai danni di minori

Categories Controllare i Videogiochi, I genitori devono saperePosted on

Chi scrive è figlio degli anni 80’
e si rende perfettamente conto di quanto la pubblicità sia stata spietata nei confronti dei bambini. Il nostro cervello è pieno di melodie, jingle e personaggi delle pubblicità che, se rivisti da adulti, risvegliano in noi sensazioni lontane. Siamo stati letteralmente bombardati e spesso abbandonati in balia di reti televisive commerciali piene di pubblicità.
Sappiamo bene quanto anche i videogiochi possano essere attraenti … quanti soldi abbiamo chiesto e usato per giocare in quei cabinati nei bar!
La domenica uscivo col mio babbo e se non trovavamo un bar con un videogioco erano ‘guai’.

Poi arrivarono i primi computer da casa, Commodore 64 e via via con l’evoluzione dell’home computer.
Probabilmente non è stato necessario mettere il focus su la tematica di ogni gioco perchè la grafica dei tempi rendeva tutto un po’ cartone animato, e di bassa qulità.
Se pensiamo a un videogioco degli anni 80’, ad esempio un soldato in solitaria mandato nella giungla ad uccidere i nemici, la grafica semplice e non realistica, (sebbene per i tempi fosse una novità), non ci porta a realizzare che un bambino di 8 anni impersonificava nel gioco un soldato killer.

Gli anni 80’ sono padri anche dei videoclip.
Con l’arrivo di VideoMusic si aprì un mondo di immagini oltre che di musica, e insieme a mia sorella maggiore vedevo un sacco di video: Police, Chicago, Boy George, Michael Jackson ecc.
Alcuni video mi colpirono, e se mi ricordo il colpo a distanza di più di 30 anni…. Ad esempio ricordo il video dei Chicago (Stay The Night). Guardavo questo video, dove stuntmen volavano fuori dalle macchine, venivano investiti e il cantante moriva in un’esplosione. Questo video suscitava delle domande in me: perchè il cantante insegue quella donna? E come fa a cantare se è morto? Stiamo parlando dell’ 84’ e 85’ cioè l’anno della messa in onda di questo video.
Se una scena forte, mi aveva suscitato quelle domande a 8/9 anni, quali sono le domande che si pongono i bambini oggi, di fronte a immagini orribili?
Ai tempi scene potenzialmente turbanti potevamo vederle nei film horror, per vedere un coltello infilato in una mano dovevamo vedere un Dario Argento e non erano frequenti i videoregistratori, perciò si doveva aspettare che qualche rete televisiva passasse la sera un film horror.

Ma veniamo ai giorni d’oggi.

Inutile elencare le piattaforme che mettono a disposizione film di ogni genere 24/24.
Non voglio parlare dei ragazzi, che avrebbero possibilità infinite di vedere film horror, bensì dei bambini, e delle immagini che con noncuranza vengono proiettate ovunque.
Qualche giorno fa mi trovavo in pizzeria e su 2 maxi schermi da 50 pollici venivano proiettati video musicali dal canale RTL (mi sembra). La scena era la seguente: questa: due famiglie con bambini con gli occhi incollati alla tv che trasmette il video di un rapper non meglio identificato, dove una persona viene accoltellata alla schiena con 5/6 colpi. La scena ha una durata di quattro secondi, poi passa a una corsa di moto.
La mia domanda è: perchè un bambino che è a cena fuori con i genitori deve vedere queste scene, non contestualizzate, e subire questo oltraggio?

I video musicali come quelli Trap, ma adesso anche quelli pop sono pieni di messaggi negativi, basta vedere il video ‘ Bury a friend di Billie Elilish” dove citiamo il testo del ritornello:

“Cammina sui vetri, morditi la lingua
Seppellisci un amico, cerca di svegliarti
Classe di cannibali, uccidendo il sole
Seppellisci un amico, voglio farla finita
Voglio farla finita
(Io voglio io voglio io voglio) Farla finita
Io voglio io voglio io voglio”.

E sono pieni anche di messaggi del genere: vince il piu’ forte, i soldi si fanno solo con la droga, se hai una gang sei a posto, i FRA o i CUGI ti proteggono.
I video sono di una violenza inaudita e solo a volte all’inizio appare una scritta brevissima (contenuto con scene violente) o come sulla piattaforma Spotify (EXPLICIT) e chiunque puo’ premere play ed immergersi in testi allucinanti.
Ricordiamo appunto che tutti i social: facebook, instagram, instant messaging come whatsup, sono tutte applicazioni vietate ai minori di 16 anni.
Qui di seguito metterò dei link ad alcuni video, e sono convinto che alcuni di questi sono anche molto conosciuti da i vostri figli, se lo fossero, ascoltate i testi e guardate i loro video.

 

CAPTURED!!!

 

 

 

 

 

 

E POTREMO CONTINUARE ALL’INFINITO

Purtroppo siamo in un periodo storico/informatico molto buio.
Abbiamo videogiochi violentissimi con grafica in HD, video musicali violenti, testi nelle canzoni violenti.
Dobbiamo all’inizio salvaguardare i piccoli, non sottoporli a queste immagini.
Attenzione anche a lasciarli soli con un tablet per pochi minuti, lo sapete che le pubblicità dei videogiochi, che speriamo siano in linea con l’età del bambino, non rispettano l’età del Pegi?
Vuol dire che se scarichi sul tablet un gioco per 4 anni la pubblicità tra una partita e l’altra non è vincolata a quel range di età, perciò appariranno pubblicità con scenari di guerra, tortura il bambolotto, mostri ecc.

Consigliamo anche la lettura del nostro articolo:

Trap + Videogiochi Violenti + Balletti Erotici = Adolescenti Turbati

Dispositivo di sicurezza anti abbandono di neonato

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Anche la tecnologia digitale aiuta a proteggere i piccoli
in automobile.

Un imprevedibile black out della mente che, in
condizioni di stress o per il poco sonno, può avere conseguenze irrimediabili. Parliamo di sicurezza dei bambini in auto e in particolare dei numerosi casi, riportati dalle cronache soprattutto estive, di piccoli lasciati per ore in auto dal genitore. Una dimenticanza provocata da un “corto circuito” mentale che gli esperti chiamano amnesia dissociativa, dagli effetti a volte fatali. Per prevenire fatti simili, la normativa italiana ha approvato una legge che dal 1° luglio prossimo impone l’uso di nuovi dispositivi tecnologici di supporto ai genitori.
Uno di questi è Tippy, uno strumento anti-abban-dono realizzato da Digicom: si tratta di un cuscinetto “intelligente” da posizionare sulla seduta del seggiolino auto del bimbo, che si connette al cellulare del genitore grazie a una App scaricata sullo smartphone per avvisarlo con un allarme sonoro se si allontana lasciando il piccolo all’interno dell’auto. Se il genitore non risponde all’allarme entro un certo tempo, il sistema invia un sms ai numeri telefonici d’emergenza preimpostati con le coordinate geografiche dell’auto, creando una vera e propria rete di soccorso immediata.
Ormai da tempo in vigore, ma mai scontate, le regole sull’uso dei seggiolini per il trasporto dei bambini in auto, obbligatori dalla nascita fino ai 36 chili di peso del bambino. Fino ai 9 chili di peso e ai 15 mesi di età il seggiolino deve essere del gruppo 0 o 0+ e va posizionato al contrario rispetto al senso di marcia. Dai 9 chili in su invece i seggiolini si suddividono nei gruppi 1-2-3 per bambini dal peso 9-36 chili e 2-3 per bambini dai 15 ai 36 chili, e vanno posizionati nel senso di marcia.
Non solo in auto
Per la sicurezza dei bambini risulta fondamentale anche l’uso del casco per la bicicletta, sia nel caso che il piccolo sia un passeggero sia nel caso conduca lui stesso la bicicletta o il monopattino, oggi di moda, anche nella versione “tecnologica” dell’overboard. Nel 2017 la Francia ha fatto da apripista approvando una legge sull’obbligo del casco in bicicletta sotto i 12 anni.

Ad ispirare il legislatore uno studio del Consiglio nazionale della sicurezza stradale francese dal quale emerge che «indossare un casco ridurrebbe il rischio di ferite alla testa, sia nel caso di caduta accidentale che di collisione con un veicolo. L’uso del casco diminuisce il rischio di lesioni serie del 70% e di lesioni minori del 31%, oltre a ridurre del 28% il pericolo di cicatrici al viso. La parte neurologica della ricerca evidenzia che indossarlo abbassa drasticamente il numero di casi di perdita di coscienza, tanto che procedendo a velocità prossima a 10 km/h il rischio passa dal 98% in caso di testa nuda allo 0,1% peri bambini protetti».

Letizia Coppetti

Trap + Videogiochi Violenti + Balletti Erotici = Adolescenti Turbati

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Siamo di nuovo qua a parlare di fenomeni, che tanto fenomeni non sono, e che catturano sempre di piu’ il tempo libero dei nostri ragazzi. Non sappiamo se avete letto il nostro articolo sulla trap.

La nostra redazione composta da amanti della “buona” musica e da musicisti,  ha ascoltato molta trap per documentarsi, rischiando di vomitare molte volte, non solo per la bassa qualità compositiva e melodica ma soprattutto per i testi e le immagini dei video.

Questo genere che sta spopolando 8/18 è davvero un po’ pericoloso se non seguito? Oppure non ci sono problemi ed è solo una moda passeggiera?

Spotify (https://it.wikipedia.org/wiki/Spotify) tra i piu’ famosi servizi di musica streaming, pone solamente una piccola scritta ‘ explicit ‘ su brani che con i loro testi toccano tematiche veramente non adatte a un pubblico giovane. Il figo è chi ha scarpe da €500 chi ha soldi in tasca ricavati con lo spaccio, chi ha orologi da €10.000 ecc…

Se i genitori facessero rispettare le regole italiane ed europee già in vigore, un servizio come spotify non si potrebbe installare prima dei 16 anni, come WhatsApp, Facebook, Instagram e tutte quelle applicazioni che richiedono l’accettazione di una policy sul trattamento dei dati personali.

vedi anche:
Whatsapp vietato ai minori di 16 anni.
Vietata iscrizione a Facebook prima di 16 anni

Il nostro intento è di far conoscere a tutti i genitori con figli in età, alcune informazioni che potrebbero ignorare per i più disparati motivi.

Una piccola new entry nel mondo della trap music, analizziamo un attimo lei ma invitiamo ad analizzarli tutti…per capire il messaggio che puo’ passare, o il messaggio che anche solo qualche ragazzino potrebbe raccogliere per sentirsi protagonista come nei testi dei loro cantanti preferiti.

Chadia Rodriguez

20 anni prodotta niente meno che da Big Fish tra i produttori piu’ influenti e rinomati in italia, pensare solo che era il producer di Manuel Agnelli a xfactor nella categoria under (ragazzini)

dichiara in un’intervista a Rollingston:

” Sì, perché tutti lo vogliono senza meritarselo.(NDR il successo) Vogliamo svoltare e vogliamo farlo nel minor tempo possibile. È una corsa al successo, vedi che gli altri hanno successo e allora lo vuoi anche tu, anche se non hai voglia di costruire davvero qualcosa. Nella musica bisogna lavorare duramente e tanto, e non è escluso che tu non ne abbia mai di successo.”

Chadia ha 2 video molto espliciti e uno dei 2 testi non adatto certo a ragazzini:

Fumo bianco:
testo completo

 
un estratto del testo:  
…cambio sempre letto, giro l’Italia da sola
L’una di un etto mettilo in una canna sola
Fumo così non ci penso come andrà domani
Così mi dimentico che mi hai detto che mi ami
 
Bagniamo con la saliva tutte le cartine,
scopami forte fino alla fine, fumami addosso, stimolami le endorfine

Dentro una vasca con le bollicine, è una tomba da regine
L’ ultimo orgasmo, sarà quasi come morire perché….

 

Il suo Instagram per chi volesse vedere l’immagine che riflette:

https://www.instagram.com/chadiaarodriguez/

L’ultima cosa:

Lei è prodotta dalla Sony che dichieara sul suo sito:

Esce oggi, venerdì 11 gennaio, “Avere 20 anni”, l’Ep che racchiude tutti i brani di Chadia Rodriguez e che contiene anche il nuovo singolo “Sarebbe comodo” (prod. Big Fish), disponibile subito in radio e in digitale.

“Sarebbe comodo” è un brano autobiografico, un brano di impatto, che prende in pancia, che descrive una vita difficile, dalle scelte non immediate, ma che hanno reso Chadia una giovane donna libera e consapevole delle proprie potenzialità.

Il video, in uscita lunedì 14, semplice e d’impatto, vede una Chadia completamente inedita, in grado di mettere a nudo anche le emozioni più intime.

https://www.sonymusic.it/news/esce-oggi-avere-20-anni-il-primo-ep-di-chadia-rodriguez/

 

Passiamo adesso al tema videogiochi:

 

I giochi che vanno per la maggiore cono :

COUNTER STRIKE, FORTNITE e GTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono tutti giochi di uccisioni, di guerra, di morte. Il primo un po’ in stile teste di cuoio, il secondo un po’ cartoon e l’ultimo (gta) proprio “assurdo” dove si puo’ fare tutto quello che una mente malata puo’ pensare, e nel caso siate ingenui e non abbiate in mente queste cose…bhè…è un buon posto per apprendere!! In questo gioco si “insegna” a rubare un auto, andare nel quartiere delle prostitute per caricarle in macchina, stuprarle ucciderle con una mazza da baseball, rubargli i soldi per poi andare nel quartiere degli spacciatori ad acquistare droga o ad investire i soldi ‘ trovati ‘ in qualche losco affare.

Ricordiamo , come in questo nostro articolo,

https://www.sicurezzaminori.org/videogiochi-vietati-ai-minori/

Fortnite è un gioco vietato ai minori di 12 anni, gli altri 2 ai minori di 18.

Non dovreste permettere di farci giocare bambini piccoli.

Quello che ci chiediamo è:

cosa succede se mettiamo 2 ore nelle cuffiette musica trap a un ragazzino di 10 anni, lo facciamo giocare un paio di orette a videogiochi violenti, e magari poi esce con la sua crew di amici e si sballano con purple drink? Si cocktail di codeina….non lo sapevate?

PURPLE DRINK

PURPLE DRINK


Allora vorremo invitare tutti ad una riflessione: tutti i nostri ragazzi sono a livelli differenti, dipendenti dalla tecnologia, da cose che spesso non riusciamo a capire o neanche ad individuare…

siete voi che date accesso alla rete ai vostri figli, con la scusa che sono fuori da soli o che volete stare tranquilli.

Si considera che siamo tutti online da neanche 20 anni e mai come in questo ventennio di connessione i bambini sono sottocontrollo: li accompagnamo a scuola, li riprendiamo, li portiamo all’attività sporitiva o artistica li riportiamo a casa… quando è che è indispensabile che il minore sia connesso? La risposta è mai.

Voi quante volte chiamate vostro figlio sul cellulare? Molti conoscenti mai…ma poi usano la scusa che almeno posso chiamarlo in qualunque momento….comunque non è necessaria la connessione dati ad internet per essere reperibile con un cellulare…

Molti ragazzi, neanche rispondono ai messaggi, infatti uno sviluppatore ha realizzato una app per obbligare il figlio a rispondere:

https://www.psbprivacyesicurezza.it/padre-crea-app-che-obbliga-i-figli-a-rispondere-ai-messaggi/

Tutto questo non potrebbe generare questo ed altro?

 

– Una famiglia intera non usciva di casa da due anni perché erano totalmente schiavi del web, talmente dipendenti da non uscire più di casa.

– Bimbo armato canta su Fb, identificato Polizia Postale, 13enne siciliano cresciuto in contesto difficile

 

– Accoltella compagno a scuola, fermato 14enne. La vittima, finita in ospedale in codice rosso con una ferita alla spalla, è seguita da un insegnante di sostegno

– Quindicenne rapito e torturato: gli aggressori, ti diamo fuoco

– La nonna gli chiede di pulire la sua stanza, bimbo di 11 anni la uccide e si toglie la vita

la lista è lunghissima e purtroppo quotidiana…

Vorremo concludere questo articolo evidenziano il social tik tok ex musically

Piace sempre ai piu’ piccoli… ma occhio perché soprattutto alle ragazzine che spesso imparano da piccolissime come ottenere like e cuoricini da i maschietti ovvero con balletti ammiccanti e sexy

 

 

I like e i cuoricini rilasciano endorfine è palese, studiato, una realtà:

https://www.scienzenotizie.it/2016/03/07/facebook-e-twitter-creano-dipendenza-ecco-come-0214118

Bene ci sono dei siti che mettono a disposizione tecnologia per far modo che: dalla tua cameretta tu possa imbastire uno spettacolo erotico in cambio di soldi……

Ebbene sì nella piccola webcam del tablet che avete regalato o del portatile, si possono collegare anche 5000 persone contemporaneamente e con pochi centesimi a testa raggiungere cifre notevoli per soddisfare la richiesta dell’ “performer” che si mostrerà o soddisferà i desideri degli spettatori.

Visto la età molto giovane di alcuni performers siamo sicuri che la selezione per l’iscrizione al servizio non sia così blindata…

Necessita soltanto di una mail e di un conto paypal……

Uno dei tanti www.chatturbate.com

Minorenni offrivano sesso ai compagni per copiare i compiti

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Sesso in cambio di favori tra minorenni, per ricariche telefoniche e regali ma soprattutto per poter copiare i compiti.

 

Accade nelle scuole italiane e a rivelarlo sono direttamente loro, gli studenti che, attraverso un’indagine del Telefono azzurro in collaborazione con Doxa Kids, svelano le paure e i rischi di una generazione spesso troppo poco ascoltata. Lo studio, portato avanti su un campione di 1553 adolescenti dai 12 ai 18 anni, emergono infatti dati sulla sfera sessuale decisamente fuori controllo. E non solo.

SESSO A SCUOLA – Il 10% degli intervistati infatti, alla domanda “A scuola ti è capitato di…”, ammette di aver sentito che qualcuno ha avuto rapporti sessuali a scuola in cambio di denaro o regali. E non è tutto. Il 57% conosce ragazzi che hanno avuto rapporti sessuali prima dei 14 anni , il 46% dichiara di avere amici che visitano siti pornografici e 1 su 10 si è iscritto a siti per single e per incontri. Il dato, secondo gli esperti di Telefono azzurro, è particolarmente preoccupante perchè questi siti sono riservati agli adulti e frequentati da adulti. Il minorenne quindi si ritroverà ad incontrare persone molto più grandi di lui. Il 13% utilizza app create apposta, in molti casi facendo veicolare immagini “forti”, e il 36% infatti conosce qualcuno che ha fatto sexting, inviando foto osè.

DROGA TRA I BANCHI – Il sesso a rischio, in realtà, non è l’unico problema nè quello più presente. La maggior parte degli studenti infatti, oltre il 40%, alla domanda “A scuola ti è capitato di…” racconta di aver sentito qualcuno vendere droghe e fumo. Il 13% ammette di fare uso di droghe e secondo gli esperti di Telefono Azzurro la percentuale è sottostimata, visto che il 53% conosce almeno una persona che ne fa uso. Si abbassa notevolmente l’età dei fruitori di droga: ne fa uso il 3% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni. Oltre il 21% della fascia tra i 15 e i 19 anni. Sotto i 14 anni, la droga viene utilizzata soprattutto nelle discoteche, dai 15 ai 19 anni invece il luogo diventa pubblico: al parco nel 52,4% dei casi e a scuola o a casa dove, il 41% degli intervistati, racconta di aver sentito che qualcuno vendeva droga.

ALLARME SICUREZZA IN CLASSE – Il 19% degli studenti, uno su 5, racconta di aver assistito a furti all’interno della scuola e il 35% dei ragazzi vorrebbe che a scuola ci fosse maggior sicurezza personale: più protezione quindi da episodi di bullismo e violenza in generale. Il 17,5% ha assitito a un episodio di violenza nei confronti di un docente e il 35% ammette di essere stato lui stesso vittima di bullismo, tra questi il 68% nel contesto scolastico. Come reagiscono i ragazzi ad episodi di bullismo? Spesso subiscono, senza reagire nè chiedere aiuto: uno su 3 ammette di aver lasciato perdere, il 22% non lo ha detto a nessuno. Il 29% racconta invece di aver reagito cercando di difendersi e 1 su 5 ha avvisato i genitori.

BEING A TEEN – Telefono azzurro, in collaborazione con la società di comunicazione Luis.it, sta realizzando un film sull’adolescenza: tutti gli studenti sono invitati quindi a inviare un cortometraggio di 5 minuti massimo, in cui raccontano la loro adoelscenza. I video migliori saranno raccolti nel film. Il video può essere inviato a beingteen@azzurro.it entro il 7 dicembre.

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Quindicenne rapito e torturato: gli aggressori, ti diamo fuoco

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I 4 minorenni di Varese, in carcere per aver rinchiuso in un garage e torturato per circa tre ore e mezza un coetaneo, per estorcergli informazioni su un suo amico con cui la gang avrebbe avuto un presunto debito di droga di 40 euro lo hanno minacciato anche di tenerlo segregato “ad oltranza, fino alla morte”, di “dargli fuoco” ed anche “di tagliargli un dito”. E’ la ricostruzione della vicenda resa nota dalla Procura dei Minori di Milano che ha chiesto e ottenuto la misura cautelare per i quattro i quali, prima delle botte avrebbero “fumato marijuana”.

Da quanto accertato, il 15enne rapito, si legge nella nota, “dopo essere stato legato a una sedia con cavi di acciaio, è stato a più riprese percosso dai quattro indagati”. E stato poi “spogliato, a torso nudo e senza scarpe, gli è stata versata addosso acqua gelida e sapone liquido sugli occhi; gli è stato mostrato un coltello, la cui lama gli è stata appoggiata sulla mano immobilizzata, minacciandolo di tagliargli un dito”.

Dopo di che “alcuni colpi gli sono stati inferti (…) con un bastone ferrato”. In più, “uno dei sequestratori si è temporaneamente assentato, promettendo di ritornare con i pitbull di una parente, che sarebbero stati aizzati contro la vittima” alla quale inoltre sarebbe stato “avvicinato un accendino con una bomboletta di gas minacciando di dargli fuoco”.
“Più volte – prosegue la ricostruzione – il giovane sequestrato è stato minacciato di essere trattenuto nel garage ad oltranza, fino alla morte. Le invocazioni di aiuto sono state tacitate con la minaccia” di chiudergli “la bocca (…) con nastro adesivo, così rendendo difficoltosa anche la respirazione”.

Choc in una scuola media. “Vi tagliamo la gola”. E il video finisce sui social

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Blitz dei bulli. Insulti al custode e minacce ai ragazzini alla media Masaccio. Tre minori nei guai. Perquisito anche un 11enne

 

Firenze, 24 novembre 2018 –  Un blitz nella scuola media Masaccio in «diretta» sui social. Con insulti al custode, pose da «duri». E minacce a chi ha fatto la spia sulla loro identità.

L’ultima, agghiacciante storia di bullismo arriva da viale Mazzini ed è culminata in una perquisizione, disposta dalla procura dei minori, a casa di tre ragazzini (il più piccolo ha undici anni, il più grande sedici, l’altro quindici) dove sono state trovate pistole giocattolo ma senza il tappo rosso (così da non farle sembrare finte), coltelli, cellulari di dubbia provenienza.

Il blitz dei bulli risale a mercoledì scorso: scavalcando da una finestra, nell’orario di scuola, i tre, non frequentanti della Masaccio (evidentemente avevano «fatto forca» dal loro istituto) avevano deciso di andarsi a fumare una sigaretta dentro il plesso scolastico di Campo di Marte. Ma il bidello dell’istituto si è accorto della loro presenza e ha fatto per allontanarli. Ma mentre uno filmava con lo smartphone, è andata in scena un’esibizione di prepotenza che ha letteralmente impaurito i presenti, prevalentemente ragazzini di terza media.

Il blitz ha avuto anche un seguito, perché chi aveva «testimoniato» sull’identità dei tre autori dell’incursione a scuola, ha ricevuto pesantissime intimidazioni. «Ti taglio la gola», tanto per capire il tenore.

Dell’episodio è stata informata la procura minorile che ieri ha fatto scattare la perquisizione, ipotizzando il reato di minaccia aggravata. Due dei tre minori erano sconosciuti all’autorità giudiziaria minorile, uno, il più grande, invece aveva già un procedimento aperto anche se non sfociato in alcun provvedimento. I magistrati hanno anche visionato il filmato del blitz che era stato diffuso su «Instagram».

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Il video hard tra ragazzini continua a circolare nelle scuole. Una mamma: “E’ terribile”

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NDR: Se un minore di anni 16 ha un software di istant messaging (snapchat, whatup, telegram, viber , ecc) o è iscritto ad un social (tiktok, facebook,istagram ecc) vuol dire che è stato autorizzato dai genitori ed affrontiamo il discorso in questo articolo ‘WhatsApp vietato agli under 16’  ed in questo Facebook, “vietata iscrizione ai minori di 16 anni”. Lo vuole Bruxelles.

Firenze, 21 novembre 2018 – Dal Chianti a Firenze. Continua purtroppo a rimbalzare nelle chat degli adolescenti il video dai contenuti pedopornografici che, prima apparso in una classe della scuola secondaria di primo grado di San Casciano Val di Pesa, adesso sta circolando anche nella nostra città. Sono sotto choc i genitori di una classe terza della media Beato Angelico. «Un video terribile. Non riuscirei mai e poi mai a rivederlo», dice una mamma. Tre i minorenni protagonisti: una femmina e due maschi. E tutti ben riconoscibili in volto. Le scene, ambientate in un esterno, forse un giardino pubblico, pare che siano state girate all’estero. Nonostante le denunce alla Polizia postale e il ‘reset’ dei cellulari dei ragazzini, continuano – ahinoi, – a ‘volare’ di chat in chat. «Il video – racconta la mamma – è finito proprio nella chat di scuola di mia figlia, che di fronte a quelle immagini è rimasta malissimo».

«Tutti i ragazzini sono molto scossi. Gli incontri con la Postale però sono serviti moltissimo, perché gli studenti hanno subito avvertito noi genitori e nessuno di loro ha condiviso quei minuti osceni». Ieri la rappresentante di classe è andata alla Postale. E la stessa cosa faranno, in questi giorni, gli altri genitori. «Da parte nostra – prosegue la mamma – abbiamo fatto cancellare quei video e siamo andati subito a scuola, dove è stato attivato il percorso con la docente che di solito tiene i contatti con la Postale e che si occupa dei progetti sull’argomento». Le famiglie hanno affrontato il tema coi figli, con tutta la delicatezza del caso.

«Abbiamo ribadito quanto sia pericoloso divulgare certi contenuti e li abbiamo messi in guardia anche su quelle foto stupide che ogni tanto i ragazzini tendono a farsi», prosegue la mamma. Gli studenti, purtroppo, quelle immagini se le sono viste piombare sullo schermo e, dunque, almeno in parte le hanno viste. «Immancabilmente», sospirano i genitori. Che pensano anche ai protagonisti di quel video hot: «Si vedono così bene in viso… Com’è possibile che ragazzini dell’età dei nostri figli diventino protagonisti di filmati hard?».

È allarmante la frequenza con cui si stanno verificando simili episodi. Un fenomeno che va di pari passo con l’uso, e spesso l’abuso, di internet da parte dei giovanissimi. Tutto si propaga via chat alla velocità della luce. Per questo le scuole sono sempre più in prima linea sul versante dell’educazione ad un uso consapevole delle tecnologie.

Elettra Gullè

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Sesso fra bimbi su whatsapp. Il video choc fa il giro della scuola

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Firenze, denuncia della preside. Caccia a chi l’ha diffuso sul web. L’appello della procura ai genitori: controllate il telefono dei bambini

di AMADORE AGOSTINI
Ultimo aggiornamento il 2 novembre 2018 alle 07:11

Firenze, 2 novembre 2018 – Dieci secondi che scuotono le coscienze. Quelle di chi è genitore e e di chi ha la responsabilità morale e pratica della crescita dei bambini. Un video diffuso in modo virale su WhatsApp ha fatto rabbrividire mamme, insegnanti e le stesse forze dell’ordine. In quelle immagini si vedono dieci secondi di sesso tra una bambina che avrà sì e no 10 anni e un paio di ragazzini forse di poco più grandi di lei. La piccola si vede perfettamente in viso. Sorride durante le riprese e durante il sesso come se fosse una cosa buffa. Comunque naturale.

Parla e ride tranquilla con i suoi amichetti. Il filmato, per quanto è stato possibile valutare finora, è stato girato in una località vicina al mare in provincia di Roma. Anche l’accento dei baby protagonisti infatti è schiettamente romano come il panorama sullo sfondo. Filmato  però che, volando attraverso il web, è stato visto da un ragazzo di una scuola media del Mugello, in provincia di Firenze, che ha avvertito subito la professoressa. La docente ha portato il cellulare alla direttrice didattica che ha fatto immediatamente denuncia ai carabinieri. I militari hanno trasmesso una notizia di reato alla procura dei minori di Firenze che ha aperto una inchiesta. Per il momento a carico di ignoti.

Continua…