Trap + Videogiochi Violenti + Balletti Erotici = Adolescenti Turbati

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Siamo di nuovo qua a parlare di fenomeni, che tanto fenomeni non sono, e che catturano sempre di piu’ il tempo libero dei nostri ragazzi. Non sappiamo se avete letto il nostro articolo sulla trap.

La nostra redazione composta da amanti della “buona” musica e da musicisti,  ha ascoltato molta trap per documentarsi, rischiando di vomitare molte volte, non solo per la bassa qualità compositiva e melodica ma soprattutto per i testi e le immagini dei video.

Questo genere che sta spopolando 8/18 è davvero un po’ pericoloso se non seguito? Oppure non ci sono problemi ed è solo una moda passeggiera?

Spotify (https://it.wikipedia.org/wiki/Spotify) tra i piu’ famosi servizi di musica streaming, pone solamente una piccola scritta ‘ explicit ‘ su brani che con i loro testi toccano tematiche veramente non adatte a un pubblico giovane. Il figo è chi ha scarpe da €500 chi ha soldi in tasca ricavati con lo spaccio, chi ha orologi da €10.000 ecc…

Se i genitori facessero rispettare le regole italiane ed europee già in vigore, un servizio come spotify non si potrebbe installare prima dei 16 anni, come WhatsApp, Facebook, Instagram e tutte quelle applicazioni che richiedono l’accettazione di una policy sul trattamento dei dati personali.

vedi anche:
Whatsapp vietato ai minori di 16 anni.
Vietata iscrizione a Facebook prima di 16 anni

Il nostro intento è di far conoscere a tutti i genitori con figli in età, alcune informazioni che potrebbero ignorare per i più disparati motivi.

Una piccola new entry nel mondo della trap music, analizziamo un attimo lei ma invitiamo ad analizzarli tutti…per capire il messaggio che puo’ passare, o il messaggio che anche solo qualche ragazzino potrebbe raccogliere per sentirsi protagonista come nei testi dei loro cantanti preferiti.

Chadia Rodriguez

20 anni prodotta niente meno che da Big Fish tra i produttori piu’ influenti e rinomati in italia, pensare solo che era il producer di Manuel Agnelli a xfactor nella categoria under (ragazzini)

dichiara in un’intervista a Rollingston:

” Sì, perché tutti lo vogliono senza meritarselo.(NDR il successo) Vogliamo svoltare e vogliamo farlo nel minor tempo possibile. È una corsa al successo, vedi che gli altri hanno successo e allora lo vuoi anche tu, anche se non hai voglia di costruire davvero qualcosa. Nella musica bisogna lavorare duramente e tanto, e non è escluso che tu non ne abbia mai di successo.”

Chadia ha 2 video molto espliciti e uno dei 2 testi non adatto certo a ragazzini:

Fumo bianco:
testo completo

 
un estratto del testo:  
…cambio sempre letto, giro l’Italia da sola
L’una di un etto mettilo in una canna sola
Fumo così non ci penso come andrà domani
Così mi dimentico che mi hai detto che mi ami
 
Bagniamo con la saliva tutte le cartine,
scopami forte fino alla fine, fumami addosso, stimolami le endorfine

Dentro una vasca con le bollicine, è una tomba da regine
L’ ultimo orgasmo, sarà quasi come morire perché….

 

Il suo Instagram per chi volesse vedere l’immagine che riflette:

https://www.instagram.com/chadiaarodriguez/

L’ultima cosa:

Lei è prodotta dalla Sony che dichieara sul suo sito:

Esce oggi, venerdì 11 gennaio, “Avere 20 anni”, l’Ep che racchiude tutti i brani di Chadia Rodriguez e che contiene anche il nuovo singolo “Sarebbe comodo” (prod. Big Fish), disponibile subito in radio e in digitale.

“Sarebbe comodo” è un brano autobiografico, un brano di impatto, che prende in pancia, che descrive una vita difficile, dalle scelte non immediate, ma che hanno reso Chadia una giovane donna libera e consapevole delle proprie potenzialità.

Il video, in uscita lunedì 14, semplice e d’impatto, vede una Chadia completamente inedita, in grado di mettere a nudo anche le emozioni più intime.

https://www.sonymusic.it/news/esce-oggi-avere-20-anni-il-primo-ep-di-chadia-rodriguez/

 

Passiamo adesso al tema videogiochi:

 

I giochi che vanno per la maggiore cono :

COUNTER STRIKE, FORTNITEGTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono tutti giochi di uccisioni, di guerra, di morte. Il primo un po’ in stile teste di cuoio, il secondo un po’ cartoon e l’ultimo (gta) proprio “assurdo” dove si puo’ fare tutto quello che una mente malata puo’ pensare, e nel caso siate ingenui e non abbiate in mente queste cose…bhè…è un buon posto per apprendere!! In questo gioco si “insegna” a rubare un auto, andare nel quartiere delle prostitute per caricarle in macchina, stuprarle ucciderle con una mazza da baseball, rubargli i soldi per poi andare nel quartiere degli spacciatori ad acquistare droga o ad investire i soldi ‘ trovati ‘ in qualche losco affare.

Ricordiamo , come in questo nostro articolo,

http://www.sicurezzaminori.org/videogiochi-vietati-ai-minori/

Fortnite è un gioco vietato ai minori di 12 anni, gli altri 2 ai minori di 18.

Non dovreste permettere di farci giocare bambini piccoli.

Quello che ci chiediamo è:

cosa succede se mettiamo 2 ore nelle cuffiette musica trap a un ragazzino di 10 anni, lo facciamo giocare un paio di orette a videogiochi violenti, e magari poi esce con la sua crew di amici e si sballano con purple drink? Si cocktail di codeina….non lo sapevate?

PURPLE DRINK

PURPLE DRINK


Allora vorremo invitare tutti ad una riflessione: tutti i nostri ragazzi sono a livelli differenti, dipendenti dalla tecnologia, da cose che spesso non riusciamo a capire o neanche ad individuare…

siete voi che date accesso alla rete ai vostri figli, con la scusa che sono fuori da soli o che volete stare tranquilli.

Si considera che siamo tutti online da neanche 20 anni e mai come in questo ventennio di connessione i bambini sono sottocontrollo: li accompagnamo a scuola, li riprendiamo, li portiamo all’attività sporitiva o artistica li riportiamo a casa… quando è che è indispensabile che il minore sia connesso? La risposta è mai.

Voi quante volte chiamate vostro figlio sul cellulare? Molti conoscenti mai…ma poi usano la scusa che almeno posso chiamarlo in qualunque momento….comunque non è necessaria la connessione dati ad internet per essere reperibile con un cellulare…

Molti ragazzi, neanche rispondono ai messaggi, infatti uno sviluppatore ha realizzato una app per obbligare il figlio a rispondere:

https://www.psbprivacyesicurezza.it/padre-crea-app-che-obbliga-i-figli-a-rispondere-ai-messaggi/

Tutto questo non potrebbe generare questo ed altro?

 

– Una famiglia intera non usciva di casa da due anni perché erano totalmente schiavi del web, talmente dipendenti da non uscire più di casa.

Bimbo armato canta su Fb, identificato Polizia Postale, 13enne siciliano cresciuto in contesto difficile

 

Accoltella compagno a scuola, fermato 14enne. La vittima, finita in ospedale in codice rosso con una ferita alla spalla, è seguita da un insegnante di sostegno

– Quindicenne rapito e torturato: gli aggressori, ti diamo fuoco

– La nonna gli chiede di pulire la sua stanza, bimbo di 11 anni la uccide e si toglie la vita

la lista è lunghissima e purtroppo quotidiana…

Vorremo concludere questo articolo evidenziano il social tik tok ex musically

Piace sempre ai piu’ piccoli… ma occhio perché soprattutto alle ragazzine che spesso imparano da piccolissime come ottenere like e cuoricini da i maschietti ovvero con balletti ammiccanti e sexy

 

 

I like e i cuoricini rilasciano endorfine è palese, studiato, una realtà:

https://www.scienzenotizie.it/2016/03/07/facebook-e-twitter-creano-dipendenza-ecco-come-0214118

Bene ci sono dei siti che mettono a disposizione tecnologia per far modo che: dalla tua cameretta tu possa imbastire uno spettacolo erotico in cambio di soldi……

Ebbene sì nella piccola webcam del tablet che avete regalato o del portatile, si possono collegare anche 5000 persone contemporaneamente e con pochi centesimi a testa raggiungere cifre notevoli per soddisfare la richiesta dell’ “performer” che si mostrerà o soddisferà i desideri degli spettatori.

Visto la età molto giovane di alcuni performers siamo sicuri che la selezione per l’iscrizione al servizio non sia così blindata…

Necessita soltanto di una mail e di un conto paypal……

Uno dei tanti www.chatturbate.com

Google ricerca con blocco sicurezza

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Forse non tutti sanno che esiste un filtro di sicurezza minore su google e un area dedicata a questo.
Google ha rilasciato 10 consigli per la navigazione familiare.

1. Parla con la tua famiglia della sicurezza online. Definisci in modo chiaro le regole e le aspettative della tua famiglia per quanto riguarda la tecnologia, nonché le conseguenze in caso di utilizzo improprio. E, cosa più importante, assicurati che i tuoi familiari si sentano abbastanza a proprio agio da chiedere consiglio quando devono prendere decisioni difficili. Questo può aiutarli a sentirsi sicuri mentre esplorano Internet in modo autonomo e a sapere di potersi rivolgere a te per qualsiasi domanda.
2. Utilizzate insieme la tecnologia. È un buon modo di educare alla sicurezza online e crea opportunità per affrontare gli argomenti legati alla sicurezza con la tua famiglia man mano che se ne presenta l’occasione.
3. Discuti dei siti e dei servizi online. Parla con i tuoi familiari dei tipi di siti che preferiscono visitare e di ciò che è appropriato per ciascun membro della famiglia.
4. Proteggi le password. Aiuta la tua famiglia a capire come impostare password sicure online. Ricorda ai tuoi familiari di non divulgare le password, tranne magari a un adulto fidato, ad esempio un genitore. Assicurati che si ricordino sempre di uscire dai propri account online quando utilizzano computer pubblici a scuola, in un Internet café o in biblioteca.
5. Utilizza le impostazioni di privacy e i controlli di condivisione. Esistono molti siti per condividere opinioni, foto, video, aggiornamenti di stato e non solo. Molti di questi servizi offrono controlli e impostazioni di privacy che ti aiutano a decidere chi può vedere i tuoi contenuti prima di pubblicarli. Parla con i tuoi familiari di ciò che è opportuno o meno condividere pubblicamente. Aiutali a rispettare la privacy degli altri non divulgando i dati personali di familiari e amici e non identificando gli utenti per nome nei contenuti condivisi pubblicamente.
6. Controlla i limiti di età. Molti servizi online, tra cui Google, prevedono limiti di età che definiscono chi può usufruire dei relativi servizi. Ad esempio, devi rispettare requisiti d’età per disporre di un account Google, mentre l’utilizzo di alcuni prodotti Google è limitato agli utenti dai 18 anni in su. Controlla sempre i termini e le condizioni di utilizzo di un sito web prima di consentire ai tuoi figli di creare un nuovo account e chiarisci con loro le eventuali regole della tua famiglia per quanto riguarda i siti e i servizi che possono utilizzare.
7. Educa la tua famiglia a comunicare in modo responsabile. Ecco una buona regola pratica: se una cosa ti sembra inappropriata da dire di persona, non inviarla tramite SMS, email, messaggio immediato e non pubblicarla come commento sulla pagina di un utente. Discuti di come ciò che dici online potrebbe fare sentire gli altri e individua linee guida per la tua famiglia su quale tipo di comunicazione è appropriato.
8. Confrontati con altri adulti. Estendi la conversazione ad amici, insegnanti, consulenti, educatori e alla tua famiglia allargata. Gli altri genitori e professionisti che lavorano a contatto con i ragazzi possono essere un’utile risorsa per aiutarti a decidere ciò che è giusto per la tua famiglia, soprattutto se hai a che fare con un’area tecnologica con cui hai poca dimestichezza.
9. Proteggi il tuo computer e la tua identità. Utilizza software antivirus e aggiornalo regolarmente, a meno che utilizzi un Chromebook, che non ha bisogno di software antivirus. Discuti con la tua famiglia dei tipi di informazioni personali (come il codice fiscale, il numero di telefono o l’indirizzo di casa) che non è opportuno pubblicare online. Insegna ai tuoi familiari a non accettare file o aprire allegati email provenienti da sconosciuti.
10. Sii costante. La sicurezza non è statica: la tecnologia è in costante evoluzione, così come le esigenze della tua famiglia. Assicurati di instaurare un dialogo costante. Ridefinisci le regole di base della tua famiglia, controlla i progressi di ciascuno e pianifica del tempo da dedicare al confronto a intervalli regolari.

Link alla pagina

 

 

 

 

Identità digitale e privacy: la scuola miglior laboratorio di conoscenza e consapevolezza

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Per tutti, ma soprattutto per i giovanissimi, la capacità di tuitelare la propria e altrui privacy è una competenza essenziale per affrontare il XXI secolo.Esistono, e sono numerosi, i riferimenti utili a progettare e realizzare percorsi utili a consolidare le competenze digitali. Purtroppo sono poco noti.La scuola ha un ruolo chiave, come sempre. È il luogo in cui si incontrano, si confrontano e, talvolta, si scontrano le esigenze di soggetti diversi

Che anno è stato il 2016? Oltre al “tradizionale” bilancio personale, immancabile e privato, siamo raggiunti da sintesi multimediali preconfezionate dai social network che raccontano il nostro anno da abitanti della rete. Foto, post, interazioni che, in alcuni casi possiamo aver anche dimenticato di aver condiviso, ci vengono restituite come racconto e traccia della nostra presenza online

Un esercizio che sarebbe interessante compiere (e consigliare) è guardare con occhio competente questo collage di impronte per avere un piccolo saggio dell’identità digitale che abbiamo costruito, della nostra e-reputazione e della capacità di tutelare la nostra ed altrui privacy. Guidare a questa analisi, in particolare i giovanissimi, è certamente un dono utile ed originale a cui pensare in questo periodo. Quale miglior dono di una competenza per un cittadino del XXI secolo?

Molto più di quanto si possa immaginare, ciò che manca non è la competenza digitale intesa come utilizzo di strumenti/ambienti digitali ma competenze per un’interazione critica e consapevole . È evidente la progressiva semplificazione degli strumenti e delle piattaforme. Non tutto è semplice naturalmente, ma è innegabile che aziende ed amministrazioni si pongano con maggiore determinazione l’obiettivo di rendere “facile” l’accesso e l’interazione per target eterogenei. Ottimo risultato, ma…

Questo “accesso facile” non è il traguardo sperato se non è accompagnato dalla capacità dei soggetti di agire in modo competente. Il mezzo è potentissimo, le opportunità sono numerosissime così come i rischi. Terribili episodi di cronaca ci hanno fatto toccare con mano l’importanza per tutti i cittadini, grandi e piccoli, di saper proteggere e tutelare l’identità digitale e la privacy. Ricostruire una reputazione attaccata attraverso la rete è evidentemente un’impresa molto impegnativa (a volte disperata). Il diritto ad essere dimenticati non basta. È necessario prevenire con la competenza. È necessario non trascurare l’importanza di richiamare con determinazione ed instancabilmente la necessità di rispettare i principi di civiltà, dignità e riservatezza. L’ambiente digitale non si costituisce solo di bit, non deve risultare solo efficiente e performante. Per essere sostenibile ed inclusivo deve fondarsi suvalori condivisi.

 

La scuola

La scuola ha un ruolo chiave, come sempre. È il luogo in cui si incontrano, si confrontano e, talvolta, si scontrano le esigenze di soggetti diversi (alunni, genitori, docenti, rappresentanti delle istituzioni). “La scuola a prova di privacy” [1] è il titolo della recente guida del Garante per la protezione dei dati personali ideata per insegnare la privacy e rispettarla a scuola. Il vademecum offre indicazioni su: come trattare correttamente i dati personali degli studenti, quali regole seguire per pubblicare dati sul sito della scuola o per comunicarli alle famiglie, come usare correttamente tablet smartphone nelle aule scolastiche. Particolare attenzione è destinata al corretto uso delle nuove tecnologie al fine di prevenire atti di cyberbullismo o altre situazioni di disagio e/o pericolo.

La scuola è il miglior laboratorio in cui dare inizio a questo processo di conoscenza e consapevolezza. Puntare alla piena integrazione tra competenze digitali e competenze chiave[2] nella progettazione delle esperienze di apprendimento è la via da percorrere per allargare, in modo competente, la cittadinanza al digitale. A scuola si formano i cittadini di domani e si “contagia” la rete di relazioni in cui sono inseriti.

Di cosa abbiamo bisogno?

Guardando alle competenze i cittadini digitali devono saper comunicare e saper agire in sicurezza nell’ambiente digitale . Devono. Possono. Esistono, e sono numerosi, i riferimenti utili a progettare e realizzare percorsi utili a consolidare le competenze digitali. Purtroppo sono poco noti. Quanti cittadini descrivono la propria competenza digitale nel curriculum? Quanti cittadini sono informati del fatto che nel formato europeo del cv [3] è presente una sezione specifica dedicata a questo? Quanti cittadini sono a conoscenza che, attraverso il curriculum, potranno essere valutati/selezionati anche in base al livello di competenza in tema di comunicazione e sicurezza [4]? Quanti sanno dell’esistenza di competenze specifiche come “Gestire l’identità digitale”, “Proteggere i dati personali e la privacy” e “Tutelare la salute e il benessere” (framework DigComp 2.0) [5]?

Il modello DigComp, giunto alla I Fase della versione 2.0, inserisce nell’area di competenza 2. Comunicazione e collaborazione la competenza specifica 2.6 Gestire l’identità digitale (Creare e gestire una o più identità digitali, essere in grado di proteggere la propria reputazione, occuparsi dei dati prodotti mediante l’uso di diversi strumenti digitali, ambienti e servizi) .

Nell’area di competenza 4. Sicurezza sono descritte le competenze 4.2 Proteggere i dati personali e la privacy (Proteggere i dati personali e la privacy in ambienti digitali. Sapere in che modo utilizzare e condividere dati personali proteggendo se stessi e gli altri da eventuali danni. Essere a conoscenza che i servizi digitali utilizzano una “Privacy policy” per informare su come i dati personali sono utilizzati)4.3 Tutelare la salute e il benessere (Saper evitare rischi e minacce al benessere fisico e psicologico durante l’utilizzo di tecnologie digitali. Essere in grado di proteggere se stessi e altri da possibili pericoli in ambienti digitali – ad esempio cyber bullismo Essere a conoscenza delle tecnologie digitali per il benessere e l’inclusione sociale ).

 

Mettiamoci in gioco

In questo periodo dell’anno riusciamo a ritagliare qualche occasione in più per stare insieme e ricaricarci di energia anche attraverso il gioco. Oltre la rassicurante tombola potremmo sperimentare un nuovo gioco da tavolo “Happy onLife” [6] realizzato per avvicinare e promuovere la condivisione dell’esperienza digitale tra adulti e bambini. Happy Onlife game è una delle attività inserite nella raccolta prodotta dal Centro Comune di Ricerca della Commissione europea – Istituto per la protezione e la sicurezza dei cittadini (JRC Ispra) contenente una selezione di progetti, proposte e strategie utili a contribuire alla formazione in tema di sicurezza digitale. È un gioco a quiz, disponibile sia in format cartaceo che digitale, con una struttura simile a quella del “gioco dell’oca” finalizzato a promuovere la condivisione dell’esperienza digitale, a stimolare il confronto su situazioni che potrebbero generare pericolo e che comunemente possono verificarsi frequentando l’infosfera.

Mettiamoci in gioco, per primi, sempre, per migliorare noi stessi e la comunità analogico-digitale di cui accettiamo senza paura tutte le sfide. Auguri!

 

[1] http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb…

[2] http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri…

[3] https://europass.cedefop.europa.eu

[4] https://europass.cedefop.europa.eu/it/resources/di…

[5] https://ec.europa.eu/jrc/en/digcomp/digital-compet…

[6] https://ec.europa.eu/jrc/en/scientific-tool/happy-…