Abbandono di minore fisico e digitale

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Abbandono di minore fisico e digitale

Bentrovati,
oggi affronteremo un argomento che riguarda molti genitori.
Probabilmente la maggior parte dei lettori é stata rea e continua ad esserlo a propria insaputa, non immaginando di stare violando le prescrizioni del Codice Penale con cosí tanta leggerezza.
La stessa leggerezza che molto spesso ci fa ritenere che un PARENTAL CONTROL sui dispositivi dei figli non sia cosí indispensabile, acconsentendo e permettendo, se non addirittura favorendo in questo modo l’uso di dispositivi connessi a bambini troppo piccoli con la conseguenza di poter installare nel dispositivo applicazioni altrimenti vietate ai 3, 7, 12, 16, 18 anni. Esempio instant messaging e socia network.

Oggi vogliamo fare un paragone tra una norma del Codice Penale esistente e un’altra ancora non scritta.

Il paragone è tra l’Art. 591 del Codice Penale ( Abbandono di minore o incapace ) e l’abbandono dello stesso al web, in solitudine, senza formazione o un adeguato supporto per le immagini, i video o gli incontri che possono nascere.

Partiamo dal’ Art. 591 del Codice Penale:
“Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere la cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall’adottante o dall’adottato”.

Vogliamo porre l’attenzione sul termine CUSTODE:
In via generale, il custode è colui che ha il dovere di sorveglianza.

Riguardo alle famiglie con genitori separati, il custode è il genitore che in quel momento o in quel giorno ha la custodia/cura del figlio. Niente è richiesto quindi al genitore che quel giorno non ha la cura e quindi la custodia del o dei minori.

Capita molto spesso che all’interno della famiglia vi siano 2 figli, uno maggiore (ma minore degli anni 18) e uno minore degli anni 14. In un caso del genere bisogna fare molta attenzione poiché se è pur vero che la responsabilitá del custode viene valutata di volta in volta sulla base della capacità e della maturità dello stesso, della situazione di fatto e della prevedibilitá o meno dell’eventuale evento dannoso di cui il minore puó rimanere vittima, occorre sempre tenere presente che la Corte di Cassazione in piú di una occasione ha specificato che il custode deve essere maggiorenne.
Quindi il genitore sí, puó delegare la custodia e la cura dei propri figli a terzi, ma, seguendo per filo e per segno quanto dettato dalla Cassazione, il delegato o incaricato alla custodia o cura del figlio infraquattordicenne, deve essere un soggetto maggiorenne.

Si noti peraltro che l’Art. 591c.p. non fa riferimento alcuno al posto dove il bambino venga abbandonato; è indifferente quindi che lo stesso possa essere abbandonato: in casa, in un parco giochi, in montagna, in auto per andare in un negozio. Ovviamente maggiore è la previsione del pericolo, maggiore sarà la pena per il custode che come abbiamo detto, varia da 6 mesi a 5 anni.

Vi é altresí da notare che anche se spesso questo reato si palesa solo a seguito di un incidente domestico o di una segnalazione, è bene ricordare che il reato di abbandono di minore si compie nel momento stesso dell’abbandono, senza bisogno di nessuna altra attivitá o evento.

Ci sono molte sentenze di cassazione, ne riportiamo una tra le tante:

Nel reato di abbandono di minore, l’azione illecita consiste nell’abbandono e non già nel pericolo che ne è la conseguenza. Pertanto, ai fini dell’elemento soggettivo della fattispecie, non rileva che il soggetto agente abbia sottovalutato il rischio a cui possa andare incontro il minore, nella convinzione che nulla gli possa accadere in pregiudizio alla sua incolumità, ma soltanto la completa rappresentazione della situazione di abbandono in cui il minore versa. In sostanza ogni abbandono deve essere considerato pericoloso poiché l’interesse tutelato dalla norma penale si focalizza sulla violazione dei doveri di custodia del minore
Cassazione penale sez. V  08 febbraio 2012 n. 11655

ABBANDONO DIGITALE

Sicuramente vi sono già venuti in mente dei parallelismi tra l’abbandono fisico e quello digitale.
Forse sono sorte anche delle domande:
Con chi sta chattando mio figlio in camera? Cosa sta guardando? Cosa gli stanno proponendo? Potrebbe venire a contatto con dei contributi video pericolosi per la sua stabilità psichica?
Noi di Sicurezzaminori ci siamo confrontati con innumerevoli genitori di tutte le età e molti non si pongono il problema, altri invece, sono convinti che avendo l’autorità di richiedere il cellulare in ogni momento al figlio, abbiano in mano una procedura di prevenzione efficace, ma rimangono attoniti quando mostriamo loro le “brutture” che ci sono nel web e in quel momento si rendono conto che quel potere di perquisizione non serve a niente.
Abbiamo creato una presentazione che riassume i concetti base che portiamo alle nostre riunioni con i genitore delle scuole elementari e medie. FATELO GIRARE!!!

Il web può essere un posto brutto e pericoloso.
Non ci sono solo ricerche di giocattoli, video tutorial per passare un livello di videogioco complesso o i “Me contro te”.
Molti videogame hanno chat interne dove ci si parla con le cuffie e dove non resta traccia di quello che viene detto per cui passare da queste chat ad un whatsapp è un attimo.
Denunce ci raccontano che in alcune chat di videogiochi, adescatori chiedono foto ai ragazzini in cambio di bonus per i videogiochi.
Ricordiamo di aver visto una live di Instagram (una live è una diretta dove basta schiacciare un tasto e tutto quello che la telecamera del telefono inquadra, se il profilo è PUBBLICO, il mondo lo puo’ vedere) di una ragazzina dove erano connessi più di 125 persone e lei diceva: “ Mamma mia quante persone!!!! Ma ne conosco solo 2 o 3
Il problema sono i commenti che possono essere fatti…. “Faccela vedere” “Escile “ (vocabolo adottato per richiedere di mostrare i seni in webcam). Chi di voi vorrebbe avere la sua bambina in un’altra stanza collegata con 100 estranei di cui il 30% le fa domande e richieste assolutamente non consone alla sua età?
Vogliamo ricordare che la responsabilità civile dei reati commessi da un minore di anni 14 tramite un cellulare (che per la legge italiana non ha la facoltà di trattare i propri dati digitali) è del custode.

Qui sotto troverete alcuni esempi di video visibili su un telefono senza parental control, in cui in autonomia il bambino decide cosa installare e di conseguenza cosa vedere (anche con pegi non adeguato). Situazione simile si ha comunque anche per quei bambini i cui genitori pur avendo installato il parental control, acconsentono con superficialità, all’installazione di app e videogiochi non idonee all’età del figlio. Ad esempio Tik Tok.

Da sottolineare è che su tutti i social è possibile ‘blindare’ il profilo’ per far sì che solo gli amichetti possono visitarlo, ma tutti i profili pubblici del mondo potranno essere visitati.
Abbiamo fatto un articolo con video guida su come ‘ blindare il profilo su tiktok’ .

ADULTE DISINIBITE

SIMPATIZZANTI DI SATANA

RAPPRESENTAZIONI DI SUICIDIO

Tutti voi potete sperimentare i contenuti che ci sono nei social network o in applicazioni come Telegram, basta usare gli hashtag.
A noi sono bastate poche ricerche su Tik Tok con #satan #satanas #suicide e piu’ ve ne vengono in mente e piu’ ne potrete trovare.
Il problema è che poi li trovano anche i bambini. E non abbiamo citato video dove ragazzini maschi e femmine imitano le donne sopra nei video.

I nostri ringraziamenti vanno all’avvocato Guelfo Salani per la consulenza e il supporto.

Mascherine obbligatorie a Settembre. Gli studi dimostrano i rischi

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Mascherine obbligatorie a Settembre. Gli studi dimostrano i rischi

SICUREZZAMINORI

Forma ed informa

Chi ci segue lo sa, noi cerchiamo di formare/informare i genitori e gli addetti ai lavori che si interfacciano con minori, per tutto quello che riguarda l’aspetto informatico, dei pericoli del web, diamo suggerimenti legali su come affrontare difficoltà inerenti a problemi con minori e la rete ecc.

Ma siccome siamo SICUREZZAMINORI dobbiamo tenere gli occhi aperti anche su pericoli che non sono digitali ma reali e per giunta resi obbligatori di legge.

Non sembra che i minori siano stati tutelati durante questa pandemia.
Sono passati da immuni ad untori e adesso vogliono proteggerli a settembre al rientro a scuola con mascherine, distanziamento sociale e pranzo a sacco.

Vogliamo proporre un video del canale byoblu e pubblicizzare un Webinar che attualmente risulta esaurito, ma sarà un appunto per seguire l’evento ed un eventuale messa online dell’evento on demand.

Per coloro che si sono informati e fossero contrari alla decisione presa delle mascherine obbligatorie nei centri estivi è in corso questa petizione che vi proponiamo qua sotto.

Il Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori contesta il parere favorevole dei pediatri sulle mascherine a scuola:

Nessuna base scientifica

Cosa diciamo nelle conferenze di SicurezzaMinori

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Salve a tutti,

abbiamo pensato di raggruppare i principali concetti che divulghiamo durante gli incontri con genitori ed insegnanti che proponiamo.

Mettiamo a disposizione questo PDF.

Dentro ci saranno anche alcuni video che proiettiamo durante gli incontri.

SI RICHIAMA TUTTI GLI UTENTI ALLA MASSIMA CONDIVISIONE!!! TUTTO QUELLO CHE LEGGERETE E’ UN GRANDE SFORZO CHE IL NOSTRO GRUPPO HA FATTO METTENDO IN CAMPO PROGRAMMATORI, WEBMASTER, SISTEMISTI, PEDAGOGISTI. GRAZIE PER IL VOSTRO CONTRIBUTO.

DOWNLOAD CLICCA QUI

 

Tik Tok e se il problema fossero gli adulti?

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Tik Tok e se il problema fossero gli adulti?

 

Rieccoci a parlare della piattaforma social TikTok.
Questa volta non per la sicurezza informatica, per i termini di utilizzo o per dove vengono archiviati i file.
Scriviamo questo articolo per innescare di nuovo una riflessione riguardo a L’ESEMPIO DELL’ADULTO E’ IL MIGLIORE INSEGNAMENTO.

 

Abbiamo già parlato del concetto di CONFIGURAZIONE , tutti i social hanno dei livelli di configurazione: chi puo’ vedere cosa ecc….

La maggior parte lasciano i profili dei propri social come li hanno fatti… senza personalizzare queste impostazioni, che di norma, essendo social, sono aperte e tutti possono vedere quello che posti, i video che carichi, una foto o un commento o un mi piace e via e via….

Quando un video è su un profilo pubblico puo’ essere condiviso da tutti verso tutti…. posso prendere un video di Tik Tok e inviarlo tramite link a un utente di whatsapp.

Ci hanno inviato questo video:

@gloriasanna2Che bello andare al supermercato…😂♬ suono originale – gloriasanna2

 

 

Abbiamo capito che è la zia piu’ giovane che filma. Ma siamo andati a vedere cosa viene pubblicato:

@gloriasanna2Mia sorella è una mamma single cheeeeeeeck #check #perte 😂♬ suono originale – gloriasanna2

 

 

@gloriasanna2😂❤️ mi ama comunque♬ suono originale – gloriasanna2

 

Allora siamo andati a leggere i commenti del popolo di Tik Tok per vedere se qualcuno avesse detto qualcosa, almeno del video della banana al supermercato….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN APPLAUSO AL NOSTRO NICKC1125 l’unico che abbia messo in discussione quato visto nel video.
E lo sapete ?! Non è passato inosservato il commento….. infatti c’è stato un video rettifica:

 

 

@gloriasanna2L’innocenza dei bambini.. la risposta alla vostra stupidità nel pensare che dopo quel video mia nipote si stata deviata 😊😜♬ suono originale – gloriasanna2


Come ci hanno fatto intuire la bambina era ignara  della battuta che veniva a formarsi. Comunque rimane il tema del buon esempio.
E finchè ci saranno esempi come nickc1125 magari le coscenze verranno scosse.
Ma nick cosa pubblica??????

@nickc1125Quando esci in comitica ed hai paura di nn mangiare nnt 😂♬ Turkish March: Turkish March – Vardan Markos

La conferma che la fine è vicina

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La conferma che la fine è vicina

 

Siamo coscienti che schierarsi o dichiarare senza veli i propri gusti e criticare quelli degli altri non porta mai popolarità anzi…
Però vogliamo scaricare in questo post un po’ di frustrazione accumulata.

Ebbene sì parliamo dei Me contro Te, del canale YouTube da 4,5 milioni di iscritti e del botto fatto al botteghino con il film che non citeremo.
Abbiamo letto dei post esilaranti di genitori che per esorcizzare il ricordo (forse perenne) di aver portato i figli al cinema a vedere questo film, si sono sbizzarriti in frasi molto buffe…

Vi condividiamo il video fatto all’anteprima a Milano del film.
Lasciateci un commento sulla nostra chat Telegram o sulla pagina Facebook, perché ci interessa moltissimo il vostro punto di vista, che sarà spesso diverso dal nostro. Confrontiamoci…

 

Anche per voi sono aliene queste persone del pubblico o soltanto fans?

Ci siamo confrontati con un genitore, che aveva l’atteggiamento di ‘ quello sfinito ‘, ci raccontava come i 2 suoi figli stessero molto tempo a vedere questi video e che lui non sapesse come fare per riprendere la situazione in mano.

Volevamo suggerire 2 possibili sentieri da percorrere:

1)- Prendere il dispositivo del bambino e spengerlo.

2)- Vi offriamo uno spunto di riflessione:

Un bambino non puo’ registrare una mail prima di 14 anni.
Un bambino non puo’ accettare la normativa sulla privacy perciò non può’ installare applicazioni sul telefono che non puo’ avere prima di 14 anni.
I Me contro Te sono presenti anche su Youtube kids, che però è un’applicazione e perciò va installata su un dispositivo mobile che non puo’ essere del bambino perchè non ha 14 anni.
Da prendere in considerazione le microonde che si becca il bambino con i dispositivi mobili….
A questo punto l’unica maniera legale che un genitore ha per far vedere i SUPER COMICI E INTRATTENITORI COLOSSALI al figlio è questa:

Si prende il telefono del genitore, si installa il parental control googleFamily link, registriamo una mail under 14 tramite l’account del genitore, prendiamo il dispositivo del minore installiamo GoogleFamily link per bambini, associamo i 2 telefoni.
A quel punto il telefono del minore è monitorato, e chiederà di installare youtube o youtube kids, dove ci sono LE STARS DEL WEB, il telefono del genitore riceverà una notifica con la richiesta di installazione dell’applicazione. ADESSO STA AL GENITORE PRENDERSI LA RESONSABILITA’ DI ACCETTARE L’INSTALLAZIONE. (YouTube, Facebook, whatsup, Instagram, Telegram ecc ecc TUTTI DA 14 ANNI poi sarà il genitore a acconsentire alla privacy per il figlio, accetterà che l’account del figlio sia targettizzato da questi colossi.)

Finita la riflessione facciamo una domanda:

Come mai tutti questi bambini piccoli e piccolissimi conoscono i me contro te?
Secondo la legge, ci sarebbero soltanto 2 risposte:

1)- Il mio bambino ha un parental control, ho acconsentito io all’installazione dell’applicazione e da quel momento ho avuto la piena responsabilità della navigazione di mio figlio. E tramite il parental control ho impostato un limite di tempo per ogni ambito: Non più’ di XX minuti di video o di XX di videogiochi. Cerco di ridurre al massimo l’uso in quanto l’emissioni di microonde possono essere cancerogene.

2)- Do il mio cellulare a mio figlio, ignoro l’emissioni di microonde che un telefono emette, l’account nel cellulare è il mio, quello di un maggiorenne e perciò i servizi credono che a navigare sia un maggiorenne e non filtreranno nessun tipo di contenuto audio/video/pubblicitario. Inoltre la cronologia di navigazione e video sarà quella del mio dispositivo sia esso o un’altro.

Per la nostra esperienza pochissime persone si identificheranno nella numero 1. Anche se speriamo che i nostri lettori e iscritti facciano parte di queste.

Cosa sapere prima di regalare a Natale un cellulare a un bambino.

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Cosa sapere prima di regalare a Natale un cellulare a un bambino.

 

C’è molta differenza se sarà babbo natale o il genitore a regalare il dispositivo a Natale.
Diciamo questo perché se sarà babbo natale intuiamo che il bambino è piccolo 🙁
Se invece il ragazzo è piu’ grande, ricordiamo, che il dispositivo una volta regalato sarà giustamente visto come di proprietà e sarà poi difficile regolamentarne l’uso oppure sarà ingiusto sottrarlo per un’eventuale punizione come ha evidenziato la scrittrice e coach familiare Janell Burley Hofmann nel libro” iRules. Come educare figli iperconnessi”, lettura che consigliamo ai genitori.

C’è una situazione che riguarda soprattutto i maschi (fino ad una certa età), questi vogliono fare i videogiochi, molti cellulari che abbiamo indagato di bambini non navigano neanche ma fanno solo videogiochi. Allora potrebbe essere il caso di regalare una consolle di gioco portatile. Si eviterebbe l’esposizione alle microonde e si eviterebbero i pericoli della rete.

Ma veniamo alle informazioni che dovete sapere e vi dovrete assumere la responsabilità una volta lette:
cliccate ogni link per l’approfondimento

 

 

Sicurezzaminori.org è fatta principalmente da informatici, che non vogliono assolutamente demonizzare la tecnologia o i servizi che essa ci mette a disposizione.
Pensa che ci siano solo vittime, siano questi i bullizzati, i bulli, i genitori di entrambi, chi subisce stalking o il revenge porn ecc. Noi ci siamo fissati l’obbiettivo di informare sulle cose che nessuno spiega.
Dobbiamo sviluppare un’educazione, delle regole familiari, perchè se aspettiamo la legge i nostri figli saranno degli adulti peggiori di noi.

 

 

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Il cellulare fa male? La risposta del Ramazzini di Bologna: Si!!!

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Il cellulare fa male? La risposta del Ramazzini di Bologna: Si!!!

 

Nel 2013 Le Iene, programma televisivo di ‘ inchiesta ‘ ha intervistato il direttore dell’ istituto Ramazzini di Bologna.
L’inviato fece un’importante intervista al Dott. Morando Soffritti, direttore scientifico della Fondazione B. Ramazzini.
Guardate il servizio:

VIDEO IENE

 

Se avete visto il video, oltre alle dovute preoccupazioni per voi e sopratutto per i vostri bimbi, potete leggere le conclusioni dello studio che nel frattempo è finito.

LE CONCLUSIONE DEL RAMAZZINI

Credete che qualcuno abbia detto qualcosa? Hanno detto che le centinaia di ricercatori che hanno sottoscritto la pericolosità del 5G non sono da prendere in considerazione.

BOCCIATA!!!  La mozione: “Causa impotenza e tumore al cervello”

5G e salute, Guindani: “Mozione Camera chiarisce quadro “

Ragazzini adescati in rete con la chat Fortnite.

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Ragazzini adescati in rete con la chat Fortnite.

Chat e videogames a rischio, il pericolo per i ragazzi arriva dal web. Una connessione a internet veloce, una consolle di ultima generazione o un pc, un videogioco in multiplayer e una cuffia dotata di microfono: è il kit che molti ragazzi e bambini utilizzano abitualmente per giocare on line, ma anche il materiale trovato al 28enne arrestato in Sardegna dagli agenti del compartimento della polizia postale per detenzione di materiale pedopornografico, adescamento di minorenni e pornografia minorile.

La chat di Fortnite (ma non si può escludere che il giovane “operasse” anche in altre chat) sarebbe stata usata dal 28enne per contattare i bambini. Una delle tre vittime, infatti, ha ricevuto dall’arrestato in regalo una ricarica per acquistare una skin per Fortnite e in cambio, probabilmente ha dovuto inviare foto o video nudo.

La skin è un aggiornamento del gioco che permette di migliorare sia l’aspetto fisico che le dotazioni del personaggio scelto come avatar. È grazie a queste skin che i giocatori riescono ad avanzare nel gioco, superare le missioni e avanzare nelle stagioni. Proprio sul caso della ricarica fatta all’ultima vittima gli specialisti della polizia postale stanno ancora lavorando per verificare se e quanti video o foto il bambino abbia inviato.

Di sicuro le altre due vittime sono state più volte contattate dal 28enne. A casa del giovane cagliaritano sono stati sequestrati pc, telefonini e supporti informatici. All’interno sono stati trovati 24 video chat delle due vittime. Filmati in cui i bambini si denudavano come richiesto dal 28enne.

Nei supporti informatici è stato trovato anche altro materiale: video e foto di violenze e torture su bambini. L’arrestato ha dichiarato di aver recuperato i video nel deep web, internet sommerso non indicizzato nei motori di ricerca. Su questo elemento sono in corso ulteriori accertamenti per verificare le sue dichiarazioni. Come sono in corso le indagini per verificare se ci siano altri bambini contattati dall’arrestato.

Dopo aver fatto amicizia con i minorenni durante le partite online con la consolle, il 28enne si faceva dare i loro numeri di telefono e li chiamava. In diverse occasioni, spacciandosi una volta per 16enne e una volta per un bambino di 9 anni, è entrato in chat di gruppo di Whatsapp allargando la possibilità di trovare nuove “prede”. Bisognerà attendere l’analisi di tutti i supporti informatici sequestrati al giovane, ma anche sulle memorie dei telefonini dei bambini per avere un quadro completo della situazione.

Un caso, l’ennesimo, che dive diventare inevitabilmente un monito per le famiglie a non lasciare i bambini da soli a giocare con le consolle collegate a internet, soprattutto di notte. I videogiochi possono infatti diventare un canale per chi cerca di adescare ragazzini. I genitori devono quindi sempre controllare con chi giocano i propri figli, invitandoli a non entrare in contatto con estranei o, comunque, persone più grandi di età (anche se via internet è molto facile e frequente mentire sull’età) ed esterne alle loro abituali cerchie di amicizie.

fonte

Come e cosa ascoltano i nostri figli?

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Come e cosa ascoltano i nostri figli?

Eccoci qua di nuovo ad affrontare un tema a noi caro.
Come sempre ci teniamo a precisare che siamo per la libertà di parola e di espressione, ma questo non puo’ voler dire di dare accesso completo a tutti i brani messi a disposizione in rete.
Dall’arrivo delle piattaforme digitali per ascoltare la musica come Spotify o Deezer i nostri ragazzi hanno avuto la possibilità di accedere ad un vasto repertorio di brani.
Per questo proponiamo di nuovo il tema trap e i contenuti espliciti con testi in italiano.
Deezer ha 3 tipi di filtri in modalità gratuita light, medium e hard. Purtroppo in italia non ha avuto successo.

Spotify scrive quanto segue nelle sue note legali:
“Per utilizzare il servizio gratuito, è necessario avere almeno 13 anni. Per gli abbonamenti a pagamento, l’utente deve avere la maggiore età nel territorio di residenza, oppure avere almeno 13 anni con il consenso di un genitore o tutore.”
Il problema è sempre lo stesso: come facciamo a sapere se il genitore da davvero il consenso?

Ecco il nostro suggerimento:

Gli account di posta con cui configurate i dispositivi dei vostri figli devono sottostare alle norme europee recepite dall’italia, ovvero “ Il consenso alla Privacy non puó essere sottoscritto dai minori di 16 anni.
Avete presente quella spunta che i social e i software vi chiedono all’installazione?
Bene quello è il consenso della privacy.

Perciò ricordiamo gli articoli: Facebook vietato ai minori di 16 anni e Whatsup vietato ai minori di 16 anni

Con android il genitore puo’ installare google family link e controllare le installazioni del proprio figlio, con apple ios c’è in famiglia che permette configurazioni analoghe.

“Spotify contarssegna con il tag ESPLICITO tutte le uscite  in base alle informazioni ricevute dai titolari dei diritti.

Spotify non garantisce che tutti i contenuti espliciti siano contrassegnati come tali ma almeno è possibile decidere di filtrarli tramite le impostazioni dell’app ma soltanto se:

  1. si è in possesso di un account premium
  2. lo si fa su ogni singolo device su cui è configurato l’account premium
  3. si usa Spotify sull’app per dispositivi mobili

Per filtrare i contenuti etichettati come espliciti eseguire questi passaggi:

  1. Seleziona La tua libreria  in fondo alla schermata.
  2. Seleziona Impostazioni .
  3. Seleziona Contenuti espliciti.
  4. Disattiva Consenti contenuti espliciti (grigio).
  5. I brani contrassegnati come espliciti ora appaiono in grigio. Non è possibile riprodurli e il lettore li salta.”

Avete capito bene:

volete filtrare i contenuti espliciti, che a volte non vengono neanche dichiarati o indicizzati correttamente?
€9.99 al mese perché questa funzione è consentita solo agli utenti premium ovvero a pagamento.
I tredicenni che possono installare questa app gratuitamente come letto sopra avranno accesso a tutte le canzoni qualsiasi sia il messaggio.

Per fare un esempio, ma è veramente uno tra le decine, prendiamo un disco che è uscito in questi giorni di ‘ Ketama126 in collaborazione con Tedua ‘

 

 

Questo il video di un paio di anni fa di Tedua con più di 14 milioni di visualizzazione. Andate a vedere i migliaia di commenti di ragazzini cosa scrivono…

 

Nel caso alcuni di voi volessero approfondire ecco le biografie di questi artisti rilasciate da testate molto importanti di musica.

TEDUA

KETAMA126

 

Questo è l’ultimo lavoro del Ketama126 in collaborazione con il Tedua

 

 

di seguito il testo:

 

Ah, ehi
Ah
Ehi (ehi, ah)
(Kety) ehi (brr), ah

Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bebbo mi dice di farla (oh, oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Ok, ok (yah)
È vero, penso sempre ai cazzi miei
Ok, ok (yah)
Il mio tatuaggio è 126 (gang gang gang)

Potevo essere un tossico morto
Invece sono un tossico ricco
A 40 anni squaglio il disco d’oro
Ma non è mica detto che ci arrivo
Tu mi dici a canna: “A stare in strada”
Io t’ho detto a canna questa lagna
Bebbo mi dice di farla
Accendo un missile siamo la NASA
Quanta merda ho visto che non scorderò più
Quanti amici ho perso che non rivedrò più
Ogni giorno il cielo è sempre un pò meno blu
Ogni notte per dormire serve di più

Il mio amico ha rischiato ma adesso mangia
Gli attrezzi del mestiere, buste in plastica e bilancia
Ho una madonna che piange sulla mia pancia
Che ne ha viste troppe, non vuole che lo rifaccia

Vogliamo amore perché amore non c’è
Love gang gang gang
Abbiamo droga perché amore non c’è
Brrr

Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bebbo mi dice di farla (oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bebbo mi dice di farla (oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma

Sporchi ricordi sporcano l’iride, sulla scena del crimine
Un quadro di Giotto, il degrado del G8, non può descrivere
Oh mettimi una cimice nell’ombelico come Neo
Spero che Dio creda a noi e non che a lui ci creda io
Uh Ryan fottimi, bambina non è mai tardi
Ho già quei ciottoli, erezione come vulcani
Ore, con in testa il suo nome
Mi augura la morte, poi vuol fare l’amore
In strada, indaga, il Jeep e la madama
Qui Ketama, e Tedua, criniera da savana
Nelle scene della tv, pippo strisce delle tigri
Sei stato avvisato fra, uomo mezzo salvato
A-mmo-niti
Tu e il tuo crew, siete puah
Vi facciamo a buah
Belzebù, nel girone con Caronte, salta su
Questo groove, il timone messo a prua
Love Bandana, non la gang tua

Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bebbo mi dice di farla (oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Ok, ok (yah)
È vero, penso solo ai cazzi miei
Ok, ok (yah)
Il mio tatuaggio è 126 (gang gang gang)

 

 

Non siamo qui per commentare ma per informare.
Quello che ci fa accapponare la pelle sono i commenti dei giovanissimi che prendono queste parole con ammirazione e con grandezza di vita vissuta…

 

COME MONITORARE I COMMENTI SU YOUTUBE DI UN ACCOUNT

 

Piccola premessa:

 

I commenti sono da attribuirsi ad un id gmail ovvero alla mail con cui ci siamo iscritti al servizio.

Spesso e volentieri la mail è quella di un genitore o creata con data finta visto l’impossibilità di avere un account gmail prima dei 14 anni in italia.

Evidenziamo subito che nel primo caso il minore vedrà tutta la navigazione del genitore, sarà valido il filtro di sicurezza se scelto, e i video proposti da youtube (video correlati cioè quelli che vediamo sulla nostra destra) saranno quelli in base alla navigazione sia dell’adulto che del minore.

Esempio:

il babbo guarda video di esorcismi su youtube, il bambino che usa il tablet e va su youtube con l’account del padre tra i video proposti da youtube ci saranno gli esorcismi.
Nel caso in cui abbiate fatto una mail a vostro figlio taroccando l’età, il filtro sicurezza è disattivato di default e va attivato. Potrete monitorare tramite la cronologia cosa vede e tramite la cronologia dei commenti cosa scrive e sotto quali video.

La cosa migliore è creare un account tramite family link o in famiglia così che ogni volta che il ragazzo vorrà installare un app il sistema manderà al genitore una notifica della richiesta di installazione, il genitore potrà verificare la app, se è consigliata per l’età, se ci sono chat interne al gioco(cosa importante, visto gli ultimi casi di adescamento proprio in giochi dove ci sono chat interne al gioco) e poi cliccare accetta l’installazione per prendersi la piena responsabilità dell’avvenuta installazione dell’ app sul telefono del figlio.

 

 

Sesso orale sui banchi di scuola? solo se i genitori firmano il CONSENSO INFORMATO

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NDR: Un grazie a C.Li.Va Toscana che sempre vigila su tematiche importanti.
 

La Salute non è solo fisica ma anche mentale e le istituzioni non possono e non devono sostituirsi alla volontà dei genitori, soprattutto se si parla di educazione perché la Costituzione vuole il popolo sovrano, del corpo e della mente, senza imposizioni.

Dal 2017, come C.Li.Va. ci siamo posti il desiderio e l’obiettivo di essere portatori sani di coscienza, di dare sostegno morale, legale e umano per migliaia di famiglie ormai amiche e di essere collante per la nascita di gruppi territoriali.

Siamo cresciuti, insieme, come le nostre attenzioni e la nostra sensibilità.

Un titolo di giornale “Corsi di sesso orale per bambini – Bergamo sposa il modello inglese”, si qui in Italia, non poteva passare senza nostra reazione. Abbiamo dovuto reagire.

MAI “normalizzare” errori ed ingiustizie.

Lasciando al centro della nostra obiezione il consenso informato, vi informiamo che prima di presentare ai nostri figli offerte educative NON obbligatorie sull’educazione sessuale o affettività, la scuola deve richiedere il nostro consenso informato facendo firmare ad entrambi i genitori adeguata informativa di tutto il programma specifico.

Abbiamo inviato questa lettera all’Ufficio Regionale Scolastico della Regione Toscana: la mettiamo a disposizione di tutti voi nel caso vogliate modificare l’intestazione e inviarla al vostro istituto scolastico per ricordare i vostri diritti e le normative di riferimento.

Il consenso libero ed informato va consegnato come diritto ai nostri figli, dobbiamo difenderlo e ringraziare chi col sangue lo ha scritto per noi.