Whatsapp interviene il Garante della Privacy.

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E’ notizia di oggi 14/1/2020:

“Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio.”

Abbiamo ricevuto alcune mail dove genitori preoccupati per se e i propri figli ci chiedono cosa ne pensiamo riguardo alla ‘bufera’ della nuova policy di whatsapp.
Partiamo dicendo che al giorno d’oggi tutti ci fidiamo di società di servizi:

  • apple con Icloud, Trova il mio iphone
  • Google con gmail, Youtube, Drive, maps ecc)
  • Facebook con Whatsapp e Instagram
  • e tutte le App e i videogiochi ai quali ci logghiamo utilizzando le credenziali di uno dei servizi sopra citati senza investigare quali dati stiamo cedendo alle nuove app in installazione.

Per nostra esperienza diretta sul campo, alle persone non interessa la privacy, non interessa quali dati si trattengono i servizi gratuiti che usano, ma questa volta che il secondo uomo piu’ ricco del mondo fa un tweet molto lungo e pieno di informazioni (Use Signal) tutte le testate lo riprendono scrivendo tutto e il contrario di tutto.

Abbiamo ricevuto messaggi su whatsapp “Addio amici, da domani mi troverete qui….”
E’ vero, l’8 febbraio whatsapp aggiornerà la policy dell’applicazione e sarà un aggiornamento diverso tra Europa e resto del mondo.
Per quanto riguarda l’Italia e gli altri paesi dove vige il GDPR, il regolamento europeo per la protezione dei dati personali, una delle leggi sulla privacy più avanzate del mondo, non sono state fatte grandi modifiche riguardo alla privacy, ma lo stesso il Garante della Privacy è entrato nel mezzo.
Sono state cambiate solo alcune regole sulla sezione di WhatsApp per i negozianti e i servizi commerciali: dovrebbero consentire alle aziende di comunicare con i loro clienti tramite WhatsApp.

Perciò, invece di tirare un sospiro di sollievo e pensare di essersi fatti spaventare da informazioni ballerine, mettete un focus sulla privacy. Continuate pure a utilizzare whatsapp ma riflettete sull’importanza dei vostri dati, soprattutto quelli dei bambini.

Sappiamo di alcuni professori delle scuole medie che spingono gli studenti (minori di 14) nell’uso di whatsapp per le comunicazioni scolastiche studenti/professori. La motivazione dietro questa scelta sta nell’immediatezza del passaggio di informazioni ma ciò non toglie che stiano violando le regole di privacy e tutela dei minori. Sensibili all’argomento stiamo organizzando delle diffide al fine di avvertire le dirigenze scolastiche che dovrebbero avere un maggiore interesse e solerzia a far rispettare le leggi senza che alcuni genitori attenti si debbano trovare nella brutta situazione di combattere per tutelare e ottenere la cura dei propri figli che in tutta questa storia diventano degli emarginati.

E tutto questo succede sapendo che gli insegnanti hanno un mezzo più che idoneo per comunicare con gli studenti…Classroom!

Per cui invitiamo i dirigenti e i professori a ripassare la legge sulla possibilità di acconsentire al trattamento dei dati per i minori di 14 anni.

Whatsapp non puo’ essere installato prima dei 14 anni se non su un dispositivo provvisto di parental control e con il consenso dei genitori.

Vi alleghiamo 2 articoli che consigliamo di leggere sulla questione signal-whatsapp che condividiamo.

https://www.ilpost.it/2021/01/12/whatsapp-privacy-facebook/

https://www.ilpost.it/2021/01/13/signal-app-messaggistica/

Tutti sanno tutto. La profilazione dei minori.

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La profilazione è una cosa seria.
La profilazione è quella pratica che tutte le società di servizi utilizzano nei confronti del cliente finale.

Avviene quando si compra un’auto, quando si accetta di sottoscrivere una carta fedeltà e sopratutto per accedere ai servizi web.
Con l’arrivo dei social network si è fatta più subdola: con una spunta al momento dell’installazione dell’app, accettiamo di cedere praticamente tutti i dati che inseriamo all’interno dell’app stessa e a volte anche quelli che non inseriamo, come ad esempio i siti visitati.
L’esempio che facciamo è sempre lo stesso e riguarda un utente medio di facebook con il profilo di base ovvero PUBBLICO.
Chiameremo questo utente Caterina.
Caterina ha 16 anni (ma potrebbe avere qualsiasi età) ha un profilo pubblico su Facebook quindi è ricercabile da qualsiasi persona in ogni parte del mondo, tutti possono sapere quali libri le piacciono, quali film, a quali giochi è affezionata, possono vedere i suoi familiari, nel caso in cui lei li avesse segnalati come tali, possono vedere foto, video, amici, sapere dove è andata in vacanza l’estate scorsa e quale commento ha scritto sotto a quel post che ha condiviso, dove va in palestra, magari anche quando e chi più ne ha più ne metta…

La prima domanda è: Caterina darebbe questa mole di informazioni ad uno sconosciuto per strada o ad un ragazzo appena conosciuto alla fermata del tram?
Perché Caterina sta facendo questo: mette queste informazioni a disposizione di tutti.

Questi sono gli anni del dossieraggio fai da te, ovvero di persone che passano le serate sui profili di conoscenti per vedere cosa pubblicano, senza partecipare, senza che la persona visitata ne sia a conoscenza. Pensiamo agli anni 80/90 ad esempio, per conoscere un ragazzo o una ragazza di un’altra classe dovevamo darci da fare, mentre adesso tutti hanno la possibilità di vedere tutto di tutti. Per questo è importante impostare nelle applicazioni social (Facebook, Instagram, Tiktok ecc) o di messaging (Whatsapp, Telegram, Snapchat ecc) delle politiche adeguate (chi può accedere ai miei dati: solo io, solo amici, amici di amici, tutti).
Facciamo un esempio non poi così estremo:

Marco ha per giorni frugato nel profilo Facebook di Caterina acquisendo molte informazioni. Un giorno, fuori da scuola, riesce ad attaccare discorso con lei e le parla del suo film preferito che per coincidenza è anche quello di Caterina e poi le coincidenze si susseguono: un libro in comune e, pensate un po’, adorano entrambi la cantante Elisa! Caterina percepisce un feeling incredibile. Questo si chiama social hacking, ingegneria sociale.
Per fortuna Marco è un coetaneo, timido, che ha usato il social hacking solo per conoscere Caterina, ma … il resto del mondo? Tutte le persone che potrebbero fare lo stesso online? Tutte le persone che potrebbero fingersi un sedicenne ed avere lo stesso ascendente su Caterina?
Speriamo che questo esercizio mentale vi faccia riflettere.
Questo articolo parla di privacy, di un diritto dimenticato, di una percezione persa in cambio di servizi gratuiti e, soprattutto, di una legge inadeguata che ha abbassato a 14 anni in Italia l’età per acconsentire la cessione di questi dati.

In futuro avremo adulti che hanno ceduto i propri dati a 14 anni, se non prima con il consenso dei genitori, e che saranno profilati per tutta la vita.
Chissà, magari un giorno la società che vorrà assumerli prima obbligherà il candidato a dare l’amicizia al capo del personale. Immaginiamo: “Sig. Rossi, vediamo da una foto scattata due anni fa ad Ibiza, lei che balla sui tavoli in stato di alterazione. Aveva bevuto? Aveva assunto sostanze? È tuttora solito a simili comportamenti? Sig. Rossi, perché ha messo il like a questo post politico? Ne condivide la linea politica o altro? Gli esempi potrebbero essere infiniti.

La soglia dei 14 anni non è piaciuta del tutto al Garante per la privacy, che avrebbe preferito mantenere il limite dei 16 anni fissato dal Gdpr. Le perplessità del Garante si fondano sul fatto che risulta alquanto incoerente il fatto di chiedere, ad esempio, il consenso dei genitori per iscrivere un 15enne in palestra mentre si lascia un 14enne libero di fare ciò che vuole nell’universo ben più complicato di Internet. Tuttavia, nell’accettare la decisione del legislatore, l’Autorità ha chiesto che l’abbassamento dell’età sia accompagnato «da programmi formativi specifici, rivolti a minorenni, che ne assicurino una sufficiente consapevolezza digitale».

Dove siano questi programmi non lo sappiamo. Abbiamo assistito a incontri nelle scuole o in Regione Toscana con la Polizia postale e nessuno, a nostro avviso, forniva nozioni utili né ai genitori né ai ragazzi.

Dobbiamo sensibilizzare i genitori, gli zii e i nonni!!!
Non è difficile installare un parental control. Non sarà fatto di nascosto, ma il ragazzo sarà avvertito.

Non nascondiamoci dietro al fatto che il compagno di banco ha il cellulare senza parental control e “..tanto potrebbero navigare con quello”. Pensate che vostro figlio, nipote da grande saprà che avete fatto il possibile per proteggerlo.
Non nascondiamoci dietro la falsa sicurezza di “Sono più tranquillo se ha un cellulare per chiamarmi se succede qualcosa” ma cosa deve succedere a 12 anni?
Non nascondiamoci dietro il “Ce l’hanno tutti e verrà emarginato”, perché se la dimensione sociale deve essere solo digitale allora che lo sia!!!
Sta a noi adulti proporre alternative: consolle portatili al posto di telefonini o tablet con parental control in casa con wifi. Ma non da soli con il web in mano non filtrato.

Cosa fareste se le prime immagini pornografiche, che oggi possono anche essere allucinantemente violente, provenissero dal bambino del banco di fronte a quelle di vostro figlio/nipote? Succederà questo.
Alcuni padri mentre parliamo fanno il paragone con la loro gioventù, ma viene da ridere…non possiamo paragonare un giornalino porno rubato ad uno zio con quello con cui potrebbero venire a contatto oggi con il web.
Ma non è solo il porno, anche i siti che collezionano esecuzioni in ambienti di guerra, immagini e video pedopornografici: basta citare “The shoa party” che è stato nelle nostre cronache.

vedi anche la legge è uguale per tutti

regolamento del garante della privacy

Il progetto sicurezzaminori.org c’è, è online a disposizione di tutti.
Diffondetelo, contattateci, fate iscrivere più persone possibili al nostro canale telegram.
Di seguito tutti i nostri contatti:

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The Social Dilemma – Da vedere –

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Il 9 settembre 2020 esce in italia sulla piattaforma Netflix il documentario The social dilemma. Per gli abbonati netflix a questo indirizzo.
Abbiamo già letto decine di impressioni e giudizi sul filmato e vogliamo aggiungere la nostra.

Abbiamo già letto decine di impressioni e giudizi sul filmato e vogliamo aggiungere la nostra.

Trovandoci quotidianamente faccia a faccia con persone parzialmente o completamente digiune di consapevolezza informatica, crediamo che questo documentario sia essenziale per capire lo stadio avanzato raggiunto da queste piattaforme.
Ipotizzando che un 25% del raccontato sia stato romanzato o impoverito di concetti tecnici per semplificarne la fruizione popolare, siamo felici che certi argomenti siano toccati da piattaforme considerate mainstream dall’ascoltatore e che, come vedrete poi, fanno parte dello stesso gioco.

Sono intervistati ingegneri informatici e manager delle più grandi piattaforme mondiali come Youtube, Twitter, Facebook, tutti licenziatisi per motivi etici.

 

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Mascherine obbligatorie a Settembre. Gli studi dimostrano i rischi

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SICUREZZAMINORI

Forma ed informa

Chi ci segue lo sa, noi cerchiamo di formare/informare i genitori e gli addetti ai lavori che si interfacciano con minori, per tutto quello che riguarda l’aspetto informatico, dei pericoli del web, diamo suggerimenti legali su come affrontare difficoltà inerenti a problemi con minori e la rete ecc.

Ma siccome siamo SICUREZZAMINORI dobbiamo tenere gli occhi aperti anche su pericoli che non sono digitali ma reali e per giunta resi obbligatori di legge.

Non sembra che i minori siano stati tutelati durante questa pandemia.
Sono passati da immuni ad untori e adesso vogliono proteggerli a settembre al rientro a scuola con mascherine, distanziamento sociale e pranzo a sacco.

Vogliamo proporre un video del canale byoblu e pubblicizzare un Webinar che attualmente risulta esaurito, ma sarà un appunto per seguire l’evento ed un eventuale messa online dell’evento on demand.

Per coloro che si sono informati e fossero contrari alla decisione presa delle mascherine obbligatorie nei centri estivi è in corso questa petizione che vi proponiamo qua sotto.

Il Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori contesta il parere favorevole dei pediatri sulle mascherine a scuola:

Nessuna base scientifica

Cosa diciamo nelle conferenze di SicurezzaMinori

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Salve a tutti,

abbiamo pensato di raggruppare i principali concetti che divulghiamo durante gli incontri con genitori ed insegnanti che proponiamo.

Mettiamo a disposizione questo PDF.

Dentro ci saranno anche alcuni video che proiettiamo durante gli incontri.

SI RICHIAMA TUTTI GLI UTENTI ALLA MASSIMA CONDIVISIONE!!! TUTTO QUELLO CHE LEGGERETE E’ UN GRANDE SFORZO CHE IL NOSTRO GRUPPO HA FATTO METTENDO IN CAMPO PROGRAMMATORI, WEBMASTER, SISTEMISTI, PEDAGOGISTI. GRAZIE PER IL VOSTRO CONTRIBUTO.

DOWNLOAD CLICCA QUI

 

Antonello Cresti Musicologo parla di TRAP

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Buongiorno,

oggi siamo a presentarvi un personaggio importante che monitora il mondo della musica, essendo un musicologo.

Il suo nome è Antonello Cresti.

Antonello, che è in pista da almeno il 2004, (anno in cui scrive “U.K. on Acid”),

affronta molti argomenti che a sicurezzaminori stanno a cuore.

Sarete abituati a leggere argomenti ‘fastidiosi’ sul nostro sito e sul nostro canale telegram, al quale tra l’altro, invitiamo ad unirvi.

Perché fastidiosi? Perché sappiamo noi per primi che molti dei consigli che vi diamo comportano fatica e una piccola parte di studio e applicazione da parte nostra per filtrare i contenuti per i nostri figli.

In questo video, dove Antonello Cresti è stato intervistato nientemeno che dal canale Byoblu, possiamo avere un assaggio del suo pensiero. Vi invitiamo a vedere il filmato per intero e speriamo che tramite la pacatezza tecnica di Antonello Cresti possiate capire qualcosa in piu’ sulla ‘ musica ‘ TRAP che ascoltano i vostri figli.

Attualmente Antonello sta avviando un lavoro di confronto con i giovani nelle scuole e in altre sedi promuove il suo ultimo libro “ La scomparsa della musica. Musicologia col martello
Vogliamo aggiungere una notizia su SPOTIFY, applicazione che la maggior parte dei vostri figli avrà:
Senza un account FAMIGLIA non sarà possibile filtrare i contenuti espliciti.
Per avere un account famiglia serviranno almeno 2 abbonamenti premium uno per il genitore e uno per il figlio.
Il genitore dovrà configurare il suo account come famiglia, attenzione un premium comune non puo’ diventare un account famiglia ma dovrà essere chiuso e riaperto come FAMIGLIA. Qua la documentazione.

Antonello Cresti facebook

Tik Tok e se il problema fossero gli adulti?

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Rieccoci a parlare della piattaforma social TikTok.
Questa volta non per la sicurezza informatica, per i termini di utilizzo o per dove vengono archiviati i file.
Scriviamo questo articolo per innescare di nuovo una riflessione riguardo a L’ESEMPIO DELL’ADULTO E’ IL MIGLIORE INSEGNAMENTO.

 

Abbiamo già parlato del concetto di CONFIGURAZIONE , tutti i social hanno dei livelli di configurazione: chi puo’ vedere cosa ecc….

La maggior parte lasciano i profili dei propri social come li hanno fatti… senza personalizzare queste impostazioni, che di norma, essendo social, sono aperte e tutti possono vedere quello che posti, i video che carichi, una foto o un commento o un mi piace e via e via….

Quando un video è su un profilo pubblico puo’ essere condiviso da tutti verso tutti…. posso prendere un video di Tik Tok e inviarlo tramite link a un utente di whatsapp.

Ci hanno inviato questo video:

@gloriasanna2Che bello andare al supermercato…😂♬ suono originale – gloriasanna2

 

 

Abbiamo capito che è la zia piu’ giovane che filma. Ma siamo andati a vedere cosa viene pubblicato:

@gloriasanna2Mia sorella è una mamma single cheeeeeeeck #check #perte 😂♬ suono originale – gloriasanna2

 

 

@gloriasanna2😂❤️ mi ama comunque♬ suono originale – gloriasanna2

 

Allora siamo andati a leggere i commenti del popolo di Tik Tok per vedere se qualcuno avesse detto qualcosa, almeno del video della banana al supermercato….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN APPLAUSO AL NOSTRO NICKC1125 l’unico che abbia messo in discussione quato visto nel video.
E lo sapete ?! Non è passato inosservato il commento….. infatti c’è stato un video rettifica:

 

 

@gloriasanna2L’innocenza dei bambini.. la risposta alla vostra stupidità nel pensare che dopo quel video mia nipote si stata deviata 😊😜♬ suono originale – gloriasanna2


Come ci hanno fatto intuire la bambina era ignara  della battuta che veniva a formarsi. Comunque rimane il tema del buon esempio.
E finchè ci saranno esempi come nickc1125 magari le coscenze verranno scosse.
Ma nick cosa pubblica??????

@nickc1125Quando esci in comitica ed hai paura di nn mangiare nnt 😂♬ Turkish March: Turkish March – Vardan Markos

La conferma che la fine è vicina

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Siamo coscienti che schierarsi o dichiarare senza veli i propri gusti e criticare quelli degli altri non porta mai popolarità anzi…
Però vogliamo scaricare in questo post un po’ di frustrazione accumulata.

Ebbene sì parliamo dei Me contro Te, del canale YouTube da 4,5 milioni di iscritti e del botto fatto al botteghino con il film che non citeremo.
Abbiamo letto dei post esilaranti di genitori che per esorcizzare il ricordo (forse perenne) di aver portato i figli al cinema a vedere questo film, si sono sbizzarriti in frasi molto buffe…

Vi condividiamo il video fatto all’anteprima a Milano del film.
Lasciateci un commento sulla nostra chat Telegram o sulla pagina Facebook, perché ci interessa moltissimo il vostro punto di vista, che sarà spesso diverso dal nostro. Confrontiamoci…

 

Anche per voi sono aliene queste persone del pubblico o soltanto fans?

Ci siamo confrontati con un genitore, che aveva l’atteggiamento di ‘ quello sfinito ‘, ci raccontava come i 2 suoi figli stessero molto tempo a vedere questi video e che lui non sapesse come fare per riprendere la situazione in mano.

Volevamo suggerire 2 possibili sentieri da percorrere:

1)- Prendere il dispositivo del bambino e spengerlo.

2)- Vi offriamo uno spunto di riflessione:

Un bambino non puo’ registrare una mail prima di 14 anni.
Un bambino non puo’ accettare la normativa sulla privacy perciò non può’ installare applicazioni sul telefono che non puo’ avere prima di 14 anni.
I Me contro Te sono presenti anche su Youtube kids, che però è un’applicazione e perciò va installata su un dispositivo mobile che non puo’ essere del bambino perchè non ha 14 anni.
Da prendere in considerazione le microonde che si becca il bambino con i dispositivi mobili….
A questo punto l’unica maniera legale che un genitore ha per far vedere i SUPER COMICI E INTRATTENITORI COLOSSALI al figlio è questa:

Si prende il telefono del genitore, si installa il parental control googleFamily link, registriamo una mail under 14 tramite l’account del genitore, prendiamo il dispositivo del minore installiamo GoogleFamily link per bambini, associamo i 2 telefoni.
A quel punto il telefono del minore è monitorato, e chiederà di installare youtube o youtube kids, dove ci sono LE STARS DEL WEB, il telefono del genitore riceverà una notifica con la richiesta di installazione dell’applicazione. ADESSO STA AL GENITORE PRENDERSI LA RESONSABILITA’ DI ACCETTARE L’INSTALLAZIONE. (YouTube, Facebook, whatsup, Instagram, Telegram ecc ecc TUTTI DA 14 ANNI poi sarà il genitore a acconsentire alla privacy per il figlio, accetterà che l’account del figlio sia targettizzato da questi colossi.)

Finita la riflessione facciamo una domanda:

Come mai tutti questi bambini piccoli e piccolissimi conoscono i me contro te?
Secondo la legge, ci sarebbero soltanto 2 risposte:

1)- Il mio bambino ha un parental control, ho acconsentito io all’installazione dell’applicazione e da quel momento ho avuto la piena responsabilità della navigazione di mio figlio. E tramite il parental control ho impostato un limite di tempo per ogni ambito: Non più’ di XX minuti di video o di XX di videogiochi. Cerco di ridurre al massimo l’uso in quanto l’emissioni di microonde possono essere cancerogene.

2)- Do il mio cellulare a mio figlio, ignoro l’emissioni di microonde che un telefono emette, l’account nel cellulare è il mio, quello di un maggiorenne e perciò i servizi credono che a navigare sia un maggiorenne e non filtreranno nessun tipo di contenuto audio/video/pubblicitario. Inoltre la cronologia di navigazione e video sarà quella del mio dispositivo sia esso o un’altro.

Per la nostra esperienza pochissime persone si identificheranno nella numero 1. Anche se speriamo che i nostri lettori e iscritti facciano parte di queste.

Rilevazione Elettrosmog a Firenze e Provincia

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L’Associazione Culturale Idealixer, ideatrice del portale sicurezzaminori.org da molti anni cerca di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di tenere sotto controllo i livelli di elettrosmog a cui è sottoposta nei posti di lavoro e nelle proprie abitazioni, soprattutto in camera da letto dei più piccoli.
Idealixer vi metterà in contatto con un tecnico esperto in rilevamento di elettrosmog che potrà condurre un’indagine.

La tecnologia ed il progresso che ci stanno tanto a cuore, spesso purtroppo rischiano di mettere in pericolo la nostra salute.
Ogni apparecchio elettronico produce un valore di irradiazione magnetica che di regola viene misurato in volt per metro (V/m).
Le leggi, che variano da paese a paese, non sempre riescono di fatto a tutelare i luoghi privati e quelli di lavoro dall’esposizione a valori di elettromagnetismo cosiddetti “alti” e quindi dannosi per la salute e la vita umana.
Basti pensare che in Italia il valore massimo di esposizione a un campo elettromagnetico in appartamento o luogo di lavoro è di 6 V/m per un massimo di 4 ore e che viceversa, ad esempio, un semplice telefono cordless produce un’esposizione fino a 12 V/m costanti.
Per questi motivi l’Associazione culturale Idealixer promuove la consapevolezza e il monitoraggio elettromagnetico dei luoghi dove ogni essere umano vive affinché tutti abbiano la possibilità di avere una migliore qualità di vita.

Il servizio che proponiamo consiste nell’effettuazione di misurazioni non certificate.
Per non certificate intendiamo che la nostra strumentazione non ha fatto un percorso di certificazione, ma sono eseguite con rilevatori professionali e molto precisi.
Il range di frequenza che riusciamo a verificare è tra 50Hz e 8GHz.

Il servizio è rivolto principalmente a privati che vogliono conoscere l’entità dell’inquinamento elettromagnetico negli ambienti abitativi e non.
Offriamo delle misurazioni che siano alternative o preliminari a successivi accertamenti che verranno effettuati presso enti certificati, il cui intervento è rivolto principalmente alle aziende ed è relativamente costoso.

Il range di frequenza tra 50Hz e 8GHz copre tutte le principali fonti di inquinamento elettromagnetico presenti negli ambienti domestici, da quelle alla tensione di rete (cabine trasformatori o tralicci dell’alta tensione) ai ripetitori per le frequenze di telefonia e televisione alle antenne delle reti informatiche senza fili (WiFi).

Il servizio consiste anche in una semplice, ma completa informazione riguardo alle normative, ai limiti e agli obiettivi di qualità che queste indicano riguardo ai livelli di inquinamento elettromagnetico ed ai concetti tecnici e scientifici che permettono di comprendere le cause di questa forma di inquinamento, i suoi aspetti critici e gli accorgimenti che possono ridurne l’entità.

Idealixer si avvale della preziosa collaborazione del Professor Alessio Gnerucci, dottore di ricerca in Fisica, collabora da 8 anni coi dipartimenti di Fisica e Astronomia e Scienze Biomediche dell’Università di Firenze e sta seguendo la scuola di specializzazione in Fisica Medica.

SCRIVICI SU INFO@IDEALIXER.ORG

 

 

E IL 5G ???????????

 

Abbiamo incontrato Daniele Mugnaini – Responsabile del Servizio di Neuropsicologia per il Benessere dello Studente – RetePAS

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Il 5 Novembre 2019 abbiamo partecipato all’incontro presso la biblioteca di Scandicci dove si è tenuto l’incontro ‘ Bambini e mondo digitale ‘.
L’incontro era tenuto dal dottor Daniele Mugnaini.
Essendo noi tecnici informatici che collaborano constantemente con studi legali, siamo stati veramente contenti di incontrare un professionista di questo calibro attivo, sensibile e competente del lato più delicato della problematica che puo’ nascere con l’abbandono del minore in rete.
Anche in questo incontro siamo venuti a contatto di un buon numero di genitori interessati alla protezione dei dispositivi dei propri figli.
Questo ci da speranza, perchè là fuori ci sono centinaia se non migliaia di bambini senza tutela abbandonati con dispositivi senza alcun controllo e questo puo’ essere veramente pericoloso.
Ricordiamo che google mette a disposizione una app gratuita per monitorare e regolamentare l’uso del dispositivo del minore, ne abbiamo parlato in questo articolo.
Come ricorda lo studio legale dell’avvocato Guelfo Salani, che ci affianca da quando abbiamo iniziato questo lavoro di informazione, la legge sta andando verso l’equiparazione del bullismo allo stalking e dobbiamo stare tutti vigili su abitudini che i ragazzi potrebbero fraintendere come scherzi.

 

 

Abbiamo posto 5 domande al professore:

-Parlando con i genitori notiamo che nonostante ci siano delle regole familiari sull’uso dei dispositivi (cell, tablet, televisione), queste regole non sono fatte rispettare nella stessa misura dai nonni che spesso hanno in custodia i nipoti per molte ore al giorno.

 

D1: Come possiamo aiutare i genitori a far percepire l’importanza dalle regole ai nonni?

R1: E’ difficile. I nonni, che hanno difficoltà a collaborare con le regole che i loro figli danno ai nipoti, arrivano a fare le cose di nascosto coi nipoti (“…ma non lo dire al papà e alla mamma”): terribile! Penso che, in quei casi, dobbiamo chiedere ai genitori di organizzarsi in modo tale da comprendere bene quali sono i criteri a cui i nonni non intendono rinunciare. Potrebbero essere: 1) “il bambino deve intrattenersi da solo (infatti non ho le energie per occuparlo in modo divertente)”, 2) “il bambino ha il diritto di fare quello che fanno i suoi amici”, “i nonni non possono essere pesanti e odiosi”. Una volta compresi i punti fermi dei nonni, i genitori dovranno organizzarsi di conseguenza, ad esempio 1) trovare passatempi-solitari alternativi ai nuovi media, o 2) promuovere forme di socializzazione con bambini che sanno giocare ad altro (anche quando ci sono i nonni a supervisionare).

 

-Durante l’incontro “Bambini e mondo digitale” avvenuto il 5 novembre 2019 presso la Biblioteca di Scandicci, è stato toccato l’argomento ‘ tik tok ‘, il social cinese che ha spopolato nel mondo.(configurazione di sicurezza tik tok)
Molti dei video realizzati dai ragazzi hanno di base la “volontà esibizionistica” o “l’attrazione sessuale” che portano alla facile condivisione (video virali di cui si perde ben presto il controllo) e al collezionare LIKE che sono il mezzo moderno di accrescimento di un’autostima virtuale che poco ha a che fare con quella reale ma che incide in maniera forte sulle vite dei giovani.
Da tenere sotto controllo anche il “lavoro” di camgirl che guadagna gettoni spogliandosi che poi vengono convertiti in soldi

 

D2: Potrebbe un social come TIK TOK far abbassare il livello di percezione di pericolosità dell’esposizione di sé al mondo?

R2: Assolutamente sì. In psicologia, il meccanismo è noto come “tecnica del piede nella porta” (foot-in-the-door technique) e consiste nell’aumentare la possibilità che qualcuno faccia una certa cosa (percepita come rischiosa) facendogli prima una richiesta più piccola. In questo caso la richiesta minore è “esibisciti tramite webcam come una ballerina della tv (…e non ti succederà niente)”; poi verrà la richiesta impudica.

D2_1: L’assuefazione dal continuo bisogno di compiacimento potrebbe favorire la sostituzione dei LIKE con i GETTONI, creando una nuova dipendenza (autostima/guadagno)?

R2_1: Mi pare un’ottima intuizione. E’ un’escalation conosciuta per tutte le altre “modalità di consumo” che creano dipendenza. Si pensi solo al passaggio dalla sigaretta alla canna e alla pasticca, da un bicchiere di alcol allo sballo.

 

– In Sicurezzaminori ci siamo accorti che passare informazioni non basta ma c’è bisogno di alzare la percezione di “rischio” che è molto bassa perché parliamo di ambienti virtuali.

 

D3: Pensi che sia giusto questo approccio? Se sì come lavorare sugli utenti per non fare terrorismo psicologico ma informare/formare e invogliare a partecipare?

R3: Che dire delle immagini scabrose sui pacchetti di sigarette e tabacco: terrorismo psicologico? No, il concetto è che il pericolo si misura “gravità X probabilità di occorrenza”: è necessario conoscere la gravità di certe conseguenze! Inoltre oggi il problema sta nell’introduzione di nuovi strumenti e mezzi di cui non abbiamo esperienza per cui non ne conosciamo i rischi (né la gravità né la probabilità). E’ perciò necessario conoscere la gravità di alcune conseguenze indesiderate.

 

– Google fissa con lo stato italiano l’età di 14 anni per avere una mail personale:

https://support.google.com/accounts/answer/1350409?hl=it

Il gdpr italiano dal 2018 fa scendere a 14 anni dai 16 che la comunità europea fissa per l’accettazione al consenso della privacy.

 

D4: Pensi che un 14enne sia in grado di decidere se cedere i suoi dati ed essere profilato come un adulto per il resto della sua vita?

R4: La letteratura scientifica è chiara: di fronte al “brivido emotivo” delle possibilità che vanno aprendosi con determinati mezzi, il cervello dell’adolescente perde di lucidità. Se poi entrano in gioco pressioni sociali (ad es. con l’idea che “tutti lo fanno”) le scelte sono ulteriormente impulsive e azzardate.

 

– Durante gli incontri con i genitori ci siamo resi conto che è più semplice informare e formare i genitori i cui bambini non usano ancora i dispositivi nel quotidiano (bambini alle scuole primarie) invece che istruire genitori con figli più grandi. I genitori di figli preadolescenti o adolescenti che già usano i dispositivi non riescono a metter in atto le buone pratiche in quanto dovrebbero convincere i propri figli a rinunciare a privilegi (di tempo, modalità e qualità di accesso alla rete) accordati precedentemente quando non erano sufficientemente informati. Inoltre, preadolescenti e adolescenti non rinunciano facilmente a privilegi e/o comportamenti che ritrovano come normali fra i loro coetanei.

 

D5: Se da un punto di vista tecnico possiamo offrire consulenza cosa può ai genitori di adolescenti già connessi?

R5: Ci vuole tempo e motivazione alla riflessione. Forse sarebbero utili percorsi di tre incontri con genitori e adolescenti assieme, e professionisti psicologi che tematizzino argomenti come quelli trattati nell’incontro a Scandicci. Sono percorsi che richiedono tempo. Anche le scuole dovrebbero pensare a dei percorsi di formazione (di formazione docenti prima, e didattici dopo).

 

 

Daniele Mugnaini

Psicologo

Responsabile del Servizio di Neuropsicologia per il Benessere dello Studente – RetePAS

Coordinatore delle attività abilitative del Centro per i Disturbi di Spettro Autistico PAMAPI – Firenze

https://www.retepas.com/ambulatori/doclist/docdetail-2/?id=278

https://www.ibs.it/erosi-dai-media-trappole-dell-libro-vari/e/9788821570384?lgw_code=1122-B9788821570384

https://www.macrolibrarsi.it/autori/_daniele_mugnaini.php